Danza… compagna di vita

La danza è il linguaggio nascosto dell’anima.

Martha Graham

Ho iniziato a danzare fin da piccola, quando mia mamma all’età di 3 anni mi iscrisse al mio primo corso con la maestra Eva. Tutti i sabati indossavo il mio body rosa confetto, prendevo il sacchetto con le mie scarpette e mi preparavo tutta entusiasta alla nuova lezione.

Fin da subito ho scelto la danza classica. Anche se inizialmente poteva risultare abbastanza obbligata come scelta, dato che ero troppo piccola per gli altri corsi, poi continuai a confermare la mia decisione seguendo le lezioni, partecipando agli stage in Trentino o a Sarnico ed eseguendo gli esami.

Purtroppo con la crescita, giunsi anche in un periodo abbastanza infelice per me: quello delle medie. Qui mi sentivo giudicata e derisa dai miei compagni per diverse cose, tra cui la mia passione. Inizialmente decisi di resistere e di continuare fregandomene di tutti, ma con i giorni e i mesi la danza si trasformò in uno dei capri espiatori per la mia condizione. La colpevolizzavo di tutto ciò che non andava in me e di ogni difficoltà scolastica, anche se chiaramente nel 90% dei casi lei non c’entrava minimamente. Finiti gli esami di terza media, esausta di tutto e tutti presi la decisione di lasciare il corso e di salutare il mio gruppo e la mia insegnante.

Per 3 lunghi anni feci finta che senza di lei stavo meglio, che tutto filava per il verso giusto dato che l’avevo abbandonata, ma in realtà non era così. In sogno più di una volta mi resi conto che il mio subconscio mi mandava segnali distinti a riguardo, anche se io consapevolemente decisi di non considerarli e di portare avanti la mia decisione. Per esempio, una notte sognai che in un teatro completamente vuoto assistevo al saggio della mia scuola e con me in platea c’erano solo i miei genitori e alcuni parenti. Durante tutto lo spettacolo piansi sdraiata su due seggioline in solitudine, perchè non volevo nessuno vicino a me, finchè, sfinita, non mi addormentai. Qui il sogno si concluse, ma nonostrante siano passati anni me lo ricordo molto bene perchè è uno di quelli che lasciano un segno profondo nell’animo e non si dimenticheranno mai.

Iniziai veramente a riascoltare i miei deisideri e i miei impulsi, quando mia zia Ale mi fece aprire gli occhi e, dopo una giornata di pianto e di pentimento per la mia passata scelta, cominciai in segreto (mi vergognavo immensamente per il mio sbaglio) a riflettere sulla possibilità di tornare a danzare.

Dopo mesi e mesi che pensavo a che cosa fare (ho preso in esame anche latino americano), finalmente a settembre 2015 presi il coraggio e dissi a mia mamma di voler iscrivermi di nuovo a danza. Ne rimase stupita momentaneamente, ma sono sicura che in cuore suo non aveva mai perso la speranza su un mio ritorno nella sala da ballo, perchè quando avevo lasciato tutto era molto triste, persino più di me. Quindi, ripresi in mano le scarpette, abbandonando, tuttavia, quelle di gesso, e optai per un nuovo stile: quello moderno.

Sabato 3 giugno 2017 credo si sia tenuto ufficialmente il mio ultimo saggio di danza in assoluto. Quanto meno nelll’ambiente che mi ha visto crescre, perchè spero di riuscire a portare avanti la mia passione in qualche modo.

Mi piangerebbe molto il cuore smettere definitivamente, perchè la danza mi ha dato talmente tanto che non credo di essere in grado di quantificarlo. Essa mi ha accompagnato durante tutta la mia crescita, sì anche nei periodi in cui tecnicamente ho interrotto i corsi, poichè mi ritrovavo, a volte, a muovere alcuni passi lontano da occhi indiscreti. Devo riconoscerle il merito di avermi fatto uscire dal mio guscio di timidezza e aver svelato i miei, cosidetti, attributi, in diverse situazioni. Con la danza ho fatto il mio primo viaggio senza genitori (a soli 8 anni, ero la più piccina) e ho dormito per la prima volta con le amiche e fatto i tanto fantasticati pigiama party. Grazie alla danza ho condiviso la mia passione con persone che erano in grado di comprendere fino in fondo i sacrifici, ma anche le enormi soddisfazioni che ne scaturiscono. La danza mi ha fatto capire il vero significato delle parole lavoro, fatica, tenacia, sacrificio, ma anche merito e soddisfazione. Attraverso la danza ho imparato ad apprezzare me stessa, il mio corpo, ad essere grata per i miei pregi e a riconoscere i miei limiti, per poi cercare di abbatterli. Chissà quante altre cose mi ha insegnato delle quali al momento o non sono consapevole o  non penso. Essa semplicemente è stata fondamentale per la mia formazione, almeno quanto lo sono stati la scuola e lo studio. Senza i suoi premi, ma anche le sue enormi bastonate, non sarei la persona che oggi sono.

Per tutto ciò devo, innanzitutto, ringraziare i miei genitori, poichè sono ben consapevole del costo che hanno dovuto sostenere, ma spero di averli in parte ripagati con gli spettacoli e i voti degli esami. Poi, ma non con un’importanza secondaria, le mie insegnati, assolutamente tutte quelle che ho incontrato lungo il mio percorso, comprese quelle degli stage, perchè in fondo anche da loro ho tratto insegnamenti. In particolare ci tengo a sottolineare l’importanza di Eva, Chiara e Pamela. Infine, devo assolutamente ringraziare tutte le amiche e le colleghe di gioie e sofferenze, quasi quotidiane. (Ah non voglio certamente dimenticarmi dei maschietti! Anche loro sono compresi.)

Potrei scrivere altre 10000000000000 parole su tutto ciò, ma direi che potrei chiudere qui.

Spero possiate capire tutto ciò che per me la danza ha comportato e rappresenta. Sono mesi che cerco di dargli un ordine preciso, perchè desisdero resti come una sorta di “testamento” del mio “IO ballerina“, anche se, ripeto, non è mia intenzione fermarmi qui.

Baci,

Giugiu

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2 thoughts on “Danza… compagna di vita

  1. non ci sono parole da aggiungere.hai spiegato benissimo cos’è la danza (come qualsiasi altro sport-disciplina) non è solo sport ma Vita con la V. maiuscola.Un abbraccio da una zia del web e un in bocca al lupo per nuove emozionanti Vite!
    Sorrido perchè posso dirti che in alcuni momenti (belli-brutti non è importante) vedrai che ti scatterà qualcosa ricordando il periodo di danza e ti aiuterà a superare le eventuali nuove incertezze.Questa è la Vita con la V maiuscola! Brava1

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