Buonasera a tutti quanti, 😘

avverto anticipatamente che questo sarà un articolo un po’ insolito, nel senso che apparirà più come un flusso di pensieri, ma ho deciso di condividerlo comunque con voi. È una raccolta di ragionamenti e resoconti che mi sono ritrovata a fare in orari notturni, oppure negli interminabili viaggi tra casa e quella che ormai è diventata la mia seconda casa.

Maggio, fino allo scorso anno, corrispondeva (insieme ai primissimi giorni di giugno) al momento in cui l’anno si concludeva, al momento in cui si tiravano le somme del lavoro svolto nei nove mesi e al momento in cui si facevano le medie delle diverse materie. Tuttavia, per me maggio non rappresentava solo questo, ma era anche il momento in cui mi prendevo una piccola pausa da tutto e tutti per ripensare a chi mi aveva accompagnato fino alla conclusione e alle esperienze vissute insieme, sia che fossero state positive che negative.

Anche quest’anno, nonostante io ora mi trovi all’università e che, quindi, io non stia giungendo alla conclusione (anzi, tutt’altro a esser sinceri, perché tra pochi giorni ha inizio la sessione estiva), ho però deciso di fermarmi e pensare a quello che sono stati per me questi mesi.

Questi mesi sono volati. Se penso a tutto quello che è successo in poco meno di 9 mesi mi sembra assurdo. Dire che sia stato un anno ricco di cambiamenti è un eufemismo: nuova città, nuova casa, nuova scuola, nuove materie, nuove amicizie, insomma di costanti ce ne sono state ben poche. Tuttavia, tutte queste novità mi hanno solo che permesso di sperimentare e sperimentarmi. Sono stata inserita, per forza di cose, in situazioni in cui tutta la responsabilità ricadeva su di me o, comunque, in cui dovevo sapere arrangiarmi con le mie uniche risorse e capacità e devo dire che sono abbastanza soddisfatta perché ho saputo cavarmela. Anche dal punto di vista emotivo ho dovuto raggiungere una certa autonomia: i momenti di malinconia o di tristezza non spariscono per magia cambiando città, anzi nel mio caso non hanno fatto altro che moltiplicarsi, e il fatto che non ci siano più i famigliari e gli amici più stretti a farti da spalla ti porta obbligatoriamente a doverti saper gestire da solo. In poche parole, ho sperimentato i lati fantastici dell’autonomia, come la libertà di uscire e tornare senza dover avvertire della cosa qualcuno, ma anche quelli negativi e questo credo mi abbia fatto, inevitabilmente, crescere e maturare. Non dico che adesso io sia un’adulta, anzi mi sento ancora maledettamente incapace su molti fronti, però sicuramente non sono più la bambina timida che ero qualche anno fa.

Una cosa che mi preoccupava particolarmente nei mesi antecedenti al trasferimento era la solitudine, il non riuscire ad integrarsi e la paura di rimanere esclusa ed emarginata dalla vitalità della città. Anche sotto questo punto di vista posso ritenermi veramente soddisfatta, ma soprattutto IMMENSAMENTE FORTUNATA, perché sia in collegio che in università sono riuscita a crearmi un mio spazio. Infatti, ho un’ottima compagnia in entrambe le occasioni, compagnia che è stata in grado di cancellare tutti quei sintomi di malinconia che erano propri delle prime giornate di università. Sono persone solari, simpatiche, ma soprattutto disponibili e sempre con una parola di conforto per i momenti di crisi. A volte pur non conoscendo i dettagli o, ancora più in generale, non conoscendo la storia alla base del problema, ma solo vedendo il mio umore, sono in grado di sostenermi e di darmi l’energia necessaria per andare avanti e non abbattermi.

Per quanto riguarda gli studi, invece, si stanno dimostrando più complessi del previsto. Mi avevano avvertito, però si sa che finché non si prova una cosa sulla propria pelle ci si può credere, ma anche no. Nonostante l’impossibilità di avere più di un giorno di pausa dallo studio, penso (e spero) di poter continuare a reggere la pressione, specialmente grazie alla motivazione fortemente intrinseca che mi ha spinto ad iscrivermi e che mi sta spingendo ogni giorno ad aprire i libri e a non mollare.

Diciamo che fino ad ora mi sono concentrata molto sui lati positivi, ma purtroppo non esistono solo quelli, come per ogni genere di situazione ce ne sono anche di negativi. Innanzitutto la lontananza da casa. Molti non capiscono quanto sia brutto ogni domenica abbandonare i propri famigliari durante il pranzo tutti insieme, per scappare in fretta e furia a prendere un treno. Molti non capiscono quanto sia complesso gestire quelle pochissime ore in cui si resta “nei paraggi” per dedicarsi a tutte le persone a cui si vuole bene e alle passioni che uno cerca di continuare a coltivare (per esempio io sto proseguendo con le lezioni di danza moderna). L’avere poco tempo inevitabilmente porta a dover fare scelte e a dover privilegiare qualcosa. Purtroppo ciò genera inevitabilmente malinconia: innanzitutto per la tua vita di prima, perché sì quella che sto vivendo la considero una vita completamente nuova, una sorta di 2.0, ma soprattutto per le persone che magari non riesci a vedere per mesi, ma solo contattarle via messaggio. Certo, ci sono persone che costruiscono la loro intera relazione sul vivere a distanza, ma passare dal vedere queste persone tutti i giorni, salvo forse la domenica, al non vederle per settimane, capite anche voi che fa male. Questo è solo un esempio di lato negativo, ce ne sarebbero molti altri, come la quantità innumerevole di disagi che colpisce i viaggiatori, soprattutto per quanto riguarda il tempo infinito speso aspettando tra uno scambio e l’altro del treno. Questo rappresenta tutto tempo buttato, tempo che avresti potuto dedicarlo a persone e studio, ma difficilmente riuscirai ad ottimizzarlo.

E… niente, questo è quanto. Ho toccato vari argomenti, sperando di non essermi scordata nulla di fondamentale.

Buona giornata, 😘

Giugiu  🐼

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Tra relax e inconvenienti in quel di Como

Buonasera,
Oggi vi racconterò di un’altra mia piccola gita. Destinazione: Como!
Io, Ilaria, Michelle e Noemi abbiamo deciso di fare un weekend via visto il ponte del primo maggio, perciò il 28 siamo partite.
Tra pre-partenza e arrivo nell’appartamento non so cosa sia stato meglio… no scherzo, assolutamente l’arrivo in appartamento, ma partiamo dalla partenza.
Come sempre ero in ritardo, ma dovendo prendere il tram non potevo permettermelo, perciò mentre io mi asciugavo i capelli mia mamma mi preparava il pranzo che puntualmente ho mangiato metà in macchina e metà sul treno😂
Arrivata sul tram (con l’ansia di aver dimenticato qualcosa) mi sono sentita una di quelle ragazze che vivendo sul tram fa di tutto😂 infatti ho finito di prepararmi: treccia, accessori e sistemazione zaino visto che ho buttato dentro tutto a caso.
A parte la corsa iniziale il viaggio è filato liscio e mi sono sentita pure super responsabile perché le altre non capendo nulla di treni mi hanno dato il compito di guidarle (idem al ritorno). Ammetto che ora mi sento molto agile e esperta del settore visto che prendo spesso treni. È proprio bello sentirsi il punto di riferimento anche se è solo per quale biglietto comprare o quale treno prendere o a quale stazione fare il cambio.
Ora la parte ostica: l’arrivo nell’appartamento.
Quando la signora che doveva darci le chiavi ci apre la porta ci ritroviamo in un piccolo atrio buio con scheletri di teste di animali appese su tutte le pareti.

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Ci dirigiamo poi verso un’ascensore così piccola da dover salire prima in due e poi in tre. Ilaria è salita con la proprietaria. Mentre salivano sentivamo le loro voci, ma a un certo punto silenzio tombale. Ci guardiamo e un attimo dopo prendiamo l’ascensore. Si aprono le porte e ci troviamo di fronte a due porte chiuse e ancora.. silenzio e poca luce. Chiamiamo Ilaria e parte la segreteria che dice ”spento o irraggiungibile”. Ho iniziato a provare la stessa sensazione che provavo quando leggevo dieci piccoli indiani e una persona spariva misteriosamente.
A un certo punto, dal piano sopra, ci chiama la signora dicendoci che a quanto pare l’ascensore si era fermata nel posto sbagliato, entriamo in casa, mi giro sulla destra per guardarmi attorno e vedo ciò:

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Dire spiazzata è poco, Michelle ha visto la mia faccia e ha detto che esprimeva già tutto.
Dopo ciò mica erano finite le sorprese: ci mettiamo al tavolo per pagare e scopriamo che il totale non era 155 ma 244. Abbiamo detto che a noi su booking usciva 155, ma è stato inutile perché la proprietaria ci ha detto che aveva stampato la mail di conferma della prenotazione e che se avessimo cliccato sul link della mail avremmo visto il totale giusto. Piccolo problema: se aprivi solo la mail il totale era 155 se aprivi il link 244. È una presa per i fondelli. È un modo palese per imbrogliare, ma cosa potevamo fare? Dove andavamo? Accettiamo a malincuore e ci dice che vuole la cauzione di 150€ ma solo su carta. Le diamo due carte ma nessuna funziona ergo siamo obbligate a chiamare una delle nostre mamme per farci dire il codice di un’altra carta. Mi offro volontaria e Ilaria dice ”Magari prima confrontiamoci” e io assai decisa ”ma ci confrontiamo a fare? Qualcuno deve chiamare i genitori per avere il codice e per me non è un problema”.Solo dopo che la proprietaria se ne fosse andata mi aveva detto che potevamo confrontarci per prendere in considerazione l’idea di tornare a casa e lì mi sono sentita abbastanza idiota, soprattutto perché fino a quel momento ero stata zitta, perciò per quale cavolo di motivo devo sempre parlare nelle uniche occasioni in cui devo tacere?!? Poi peró ho aggiunto che poteva benissimo essere chiara e dirlo ad alta voce visto che non ci ero arrivata, non ci vedevo nulla di male…
Altra cosa che mi è dispiaciuta è che nel momento in cui c’era la tipa eravamo alterate fino a un certo punto, quando se ne è andata invece abbiamo tirato fuori la nostra rabbia. Per carità, non mi sembrava giusto essere eccessivamente nervose nei suoi confronti, ma secondo me ci siamo fatte scivolare addosso molto la situazione..
Comunque dopo questo spiacevole inconveniente decidiamo di darci una mossa e sfruttare almeno i soldi che avevamo speso in più, perciò usciamo.
Abbiamo preso la funicolare che ci ha portate a Brunate per vedere il lago dall’alto. Servizio fotografico e si scende per la cena lungolago.

Il programma delle serata sarebbe dovuto essere tranquillo: comprare qualche schifezza alla Carrefur e guardare Amici però arrivate a casa altre sorprese ci aspettavano: cerchiamo di accendere la tele ma non riusciamo,finché non ci rendiamo conto che il telecomando è senza batterie😑 con dei tasti però riusciamo ad accenderla, impostiamo la lingua italiana, ma non c’era il segnale, controlliamo le spine e notiamo che non c’era il cavo dell’antenna😑. Ultima spiaggia: guardiamo Amici on demand utilizzando il Wi-Fi…indovinate un po’? Il Wi-Fi non andava😑
Per essere precise nemmeno due luci andavano, ma ormai non ci stupivamo più di nulla…
Abbiamo scritto alla proprietaria giusto per farle sapere che le nostre recensioni non sarebbero state positive per poi dare inizio alla parte più inquietante,ma allo stesso tempo divertente,del fine settimana.
Non so come sia partito tutto, ma abbiamo iniziato a cagarci sotto. Il felino steso che ci fissava, i rumori continui che non sapevamo da dove venissero, la sera stessa che porta tutto ciò che c’è di spaventoso, l’impatto iniziale che ci ha fatto apparire quel posto come misterioso e la grandezza del loft, il quale non avendo porte ci faceva sentire esposte e non al sicuro (c’era solo una porta prima delle scale, ma poi era tutto unito: scale, corridoio e tutte le altre stanze) …. insomma ci siamo ritrovate in 4 vicine vicine su un divano a chiederci come calmarci. Ci mancavano poi scherzetti vari per peggiorare il tutto. A pensarci ora credo che ci siamo fatte suggestionare un sacco da non so cosa, di certo abbiamo avuto diverse disavventure, ma queste dovrebbero portare rabbia, non paura.. va beh, fatto sta che è andata così e la mattina dopo quando ho visto che nessuno era sparito, ma tutte eravamo sopravvissute (a differenza di dieci piccoli indiani) ero felice di lasciare quel posto😂
La seconda giornata è stata tranquilla e priva di sorprese.
Dopo aver fatto colazione abbiamo fatto una passeggiata lungo il lago e devo dire che mi è piaciuta molto. Dal mio punto di vista il percorso era abbastanza caratteristico grazie alle presenza di balconi che davano sul lago e anche qui, ovviamente, servizi fotografici😂

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Siamo arrivate fino a Villa Olmo, ma abbiamo visto solo il giardino perché la stavano ristrutturando.

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Nel pomeriggio dopo aver mangiato un fantastico panino sotto il sole caldo (finalmente😍☀) abbiamo fatto un giro di mezz’ora in traghetto, dal quale abbiamo potuto ricevere qualche info sul posto:

  • Il lago è lungo 50 km ed è profondo 400 metri
  • Il monumento dei caduti che si poteva vedere lungo la costa è stato costruito con pietra del Carso in ricordo della prima guerra mondiale
  • La costruzione del tempio Voltiano è in onore di Alessandro Volta, colui che inventò la batteria
  • La funicolare Como-Brunate ha una pendenza del 50%
  • Tra le tante ville che abbiamo visto c’era:

La villa in cui soggiornò Mussolini prima di scappare in Svizzera

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Una villa con ascensore privata per raggiungere la strada principale

Due ville con funicolare privata per raggiungere la strada principale

Una villa con fontana, che ora però è solo un ristorante

Due hotel con una piscina a livello del lago ma con acqua potabile

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Prima di tornare a casa abbiamo fatto un giro nel centro di Como: Duomo con piazza, teatro sociale, ex casa del fascio e un’altra chiesa di cui non ricordo il nome. Anche in questo caso mi sentivo responsabile della situazione visto che guidavo le altre grazie all’aiuto della cartina(Avremmo potuto farcela anche senza visto che il centro è abbastanza piccolo,peró ero comunque soddisfatta di me perché riuscivo a orientarmi😂)

A un certo punto però ho dovuto però placare questo spirito da turista perché le altre erano stanche, perciò gelatino e si torna a casa!!

Tirando le conclusioni se avete voglia o bisogno di un weekend rilassante vi consiglio Como! Non è grandissimo, ma è una piccola chicca che si può assaporare in due giorni😉
Non ci sono chissà quante cose da visitare, ma sia il centro che il lungolago sono molto carini. Inoltre ciò che mi è piaciuto molto è il fatto che il lago sia circondato da colline, sulle quali c’erano tante casette e tante ville! E non intendo colline in lontananza che fanno da sfondo, ma colline vicine vicine al lago, tanto che, come vi ho detto, alcune case non hanno la strada fuori dalla porta per il terreno troppo pendente.

Questo è tutto!😉
A presto😘

Mars✨

Rabbia.

Non so se voi avete mai provato così tanta rabbia da voler prendere a  pugni qualcosa… io l’ho provata più volte e soprattutto per lo stesso argomento: Viaggiare. Non so nemmeno spiegare cosa significa per me, so solo che significa tanto. E immancabilmente c’è qualcuno che rovina tutto.

È la quarta vacanza di fila che salta. Io sono stanca. Sono stanca di persone che non si tirano insieme. Persone che se ne fregano. Tutto ha un limite e il limite è stato superato. Ciò che più mi fa incazzare è che ci smeno io. Che per colpa degli altri salta anche a me. Che una delle mie passioni diventa un peso, un masso da voler evitare.

L’anno scorso siamo partite in 7. Dovevamo andare in 7. Alla fine eravamo in due. Mesi di attesa, di persone che quando gli girava il pirlino non volevano più venire. Ore e ore perse a trovare una soluzione, quando gli altri non si sbattevano per niente.

Quest’anno idem. Prima con la mia famiglia. I miei cugini che hanno palesemente preferito andare a Parigi piuttosto che venire con noi. Poi le mie amiche. Non volevano che venisse Giulia perché  volevano una vacanza solo per noi. Non ho accettato la cosa perché in vacanza con lei ci volevo andare e perciò rinuncio ad andare con loro.

Nuovo tentativo: chiedo a due mie amiche dell’università, Giulia a due delle sue. Dicono di sì, sembra un miracolo. Momento di prenotare. Una dopo l’altra si dileguano. Giusto adesso l’ultima.

E di nuovo, ore spese inutilmente. Per chi? Per persone che si impegnano meno di zero?

Io ora come ora non voglio organizzare più niente. O qualcuno viene a dirmi che tutto è pronto o io basta, non muovo un dito. Perché non si può. Perché non è normale che una cosa bella come viaggiare diventi un casino come questo.

Io mi chiedo solo QUANDO troverò qualcuno che voglia organizzare, che voglia impegnarsi per raggiungere un obiettivo comune, qualcuno che condivida i miei sogni.

Ora la rabbia è già meno. Ho fatto su e giù così velocemente dalla discesa di casa mia che quando mi sono fermata mi tremavano le gambe e il cuore batteva all’impazzata, ma è stato bellissimo ascoltare il cuore che pulsava fortissimo e il vento che scompigliava i capelli. Liberatorio.

So che magari qualcuno penserà che stia esagerando, ma è frustrante. È frustante continuare a provarci, a realizzare qualcosa con/per persone che proprio non ne hanno voglia. È frustante continuare a provarci quando TUTTO e TUTTI ti remano contro. A un certo punti ti fermi e dici, ma perché lo faccio? Ne vale la pena?

Mi conosco e so che nel giro di poco passerò dalla rabbia alla tristezza, ma che ci posso fa? Ormai tira e tira la corda si è rotta… io mi sono rotta.

Probabilmente sono stata molto impulsiva a scrivere, ma così mi sento e volevo liberarmi. Tra l’altro mi sembra di non tirarmi mai insieme, oggi soprattutto, perciò da qualche parte dovevo iniziare. E da qui ho iniziato.

Mars

Giornate torinesi

Ciao a tutti,

Vi stavate domandando dove fossimo finite? Non preoccupatevi, oggi siamo tornate per raccontarvi la nostra esperienza a Torino durante i primi giorni delle vacanze pasquali. Troverete una piccola “recensione” da parte di ognuna. Se siete curiosi di sapere com’è andata e cosa abbiamo fatto, ecco a voi la città descritta attraverso i nostri occhi!

“Allora partiamo dal pre…ero molto emozionata, penso di aver ripetuto così tante volte “tra poco parto” che le mie amiche in università, se avessero potuto, mi avrebbero sparato. Avevo quotidianamente la voglia di digitare in Google qualche ricerca per Torino o comunque preparare uno di quei bei programmi tutti decorati che le travel blogger mostrano spesso, ma comunque cercavo di trattenermi, mentre continuavo a fantasticare.

Arriviamo ora a giovedì 29 marzo. La sveglia è prestissimo e, stando spesso poco bene la mattina, per me viaggiare così presto è da masochisti, ma ero comunque pronta ad affrontare tutto quanto per partire. Credo fossi così entusiasta, innanzitutto, perché era da luglio che non facevo un viaggetto con Mars; secondo, perché dopo mesi di programmazione ce l’avevamo fatta a partire e, terzo, perché a Torino c’ero già stata una giornata di circa 6/7 anni fa e mi era piaciuta molto, quindi speravo vivamente si potesse ripetere l’esperienza.

Dopo aver preso il regionale per arrivare a Milano Centrale, siamo salite sul Frecciarossa diretto a Torino Porta Nuova. Io non ero mai stata su un Frecciarossa e mi ha molto colpito. Nonostante fossimo nella classe economica, era molto moderno e comodo, nulla a che vedere con molti altri treni regionali!

Una volta giunte a Torino dovevamo raggiungere la nostra prima destinazione: le QC Terme. Io avevo già guardato online le indicazioni e mi ero stampata qualche informazione, ma Mars no e… è stato uno dei momenti più belli. 😂 Spavalda prende in mano il mio foglio e inizia a cercare la direzione giusta, peccato che stesse andando totalmente fuori rotta! 😂 Dopo qualche minuto però abbiamo ritrovato la retta via e siamo giunte a destinazione, impiegandoci solo qualche minuto in più e con un leggerissimo aiuto di Google Maps.

Le terme erano veramente belle, specialmente la veranda chiusa, dedicata al brunch e all’aperitivo, e le sale relax. La prima mi è piaciuta perché era piena di vetri colorati gialli e blu, i quali diffondevano una luce stupenda nella stanza, nonostante fuori il cielo fosse nuovoloso. Le sale relax, invece, erano dislocate tra il primo e il secondo piano. Erano molto carine, ognuna con un proprio tema ed erano molto curate. Le mie preferite sono state “C’era una volta”, che come preannuncia il nome riguardava le fiabe e tutto il mondo magico che ruota attorno ad esse, e “Il parco”, dove erano presenti diverse sedie a dondolo con calde coperte, per potersi lasciar cullare dolcemente dal dondolìo.

 

Subito dopo l’aperitivo, ci siamo docciate e poi eccoci di nuovo in strada alla ricerca della meta successiva: il B&B Bacio di dama. È un B&B molto carino e si trova, secondo me, in un punto abbastanza strategico per poter girare tranquillamente la città. Si trova, infatti, a circa 15/20 minuti a piedi dalla stazione e a una decina dal Parco del Valentino, luogo che io e Mars avevamo intenzione di vedere il giorno successivo. Anche le regazze che lo gestiscono si sono dimostrate molto gentili e disponibili per ogni dubbio. Appena arrivate ci hanno fornito di una mappa della città e ci hanno consigliato le strade più veloci, cosa poter vedere (anche se avevamo già a grandi linee un nostro programma), ma soprattutto posti in cui mangiare e, perché no, comprare un regalino.

Il mattino successivo, il 30 marzo, siamo partite proprio dal Parco del Valentino, per poi fiancheggiare il fiume Po, fino a raggiungere il centro della città. Nel Parco del Valentino io mi sono letteralmente innamorata del Parco roccioso: c’erano moltissimi vialetti, aiuole e panchine, era un luogo di relax, dove sentivo che l’unica cosa che poteva mancarmi era un libro in mano. Nel primo pomeriggio, invece, siamo entrate al Museo del Cinema, nella Mole Antonelliana. Questo, purtroppo direi, l’avevo già visto, quindi tutto l’effetto wow che avevo subito la scorsa volta, è mancato, anche se mi è comunque molto piaciuto. Proprio per quanto avesse colpito me la prima volta, avrei desiderato colpisse anche Mars, ma l’esito è stato negativo. 🙁 Ci tenevo molto, ma… niente da fare.

Giunte alla fine del museo, l’agitazione per il treno da correre a prendere si è fatta sentire e, in più, notiamo che fuori sta diluviando. Allora ecco che organizziamo un piano d’azione in brevissimo tempo: mentre Mars recupera gli zaini e gli ombrelli dal guardaroba, io corro in un locale lì di fronte, per comprare dei toast, anche perché erano le 16 e noi non avevamo ancora da addentare nulla! Mentre camminiamo verso la stazione, stavolta però affidandoci al caro Google Maps per non rischiare di perdere tempo, finalmente smette di piovere e ci accorgiamo di essere perfettamente in orario, quindi ecco che l’ansia sparisce. Mangiamo i nostri toast in stazione per poi raggiungere il nostro treno. Purtroppo stavolta non ci aspettava un Frecciarossa fiammeggiante, ma un affollatissimo regionale e quasi 3 ore di viaggio. Esausta dalla giornata mi sono pure addormentata per qualche minuto, ma complessivamente mi sono sentita soddisfatta, perché eravamo state in grado di fare tutto quello che avevamo pensato durante la fase di progettazione.

Tirando le somme, Torino è stata una gradevole parentesi tra una lezione e l’altra, perché mi ha permesso di sconnettere un po’ il cervello. Ci sono stati piccoli momenti in cui non ero felice della piega che stava prendendo la mini vacanza, ma eliminati quelli mi sono divertita e sentita felice.”

Giugiu

“First day: 29 marzo alle QC terme di Torino

Partenza da casa ore 6:50 –>tram,treno,frecciarossa–>Arrivo a Torino Porta Nuova ore 10 circa

Appena uscite dalla stazione avevamo come obiettivo quello di trovare le terme senza l’aiuto di google maps, ma, visto che non trovavamo mezzo cartello, per evitare di girare a vuoto abbiamo ceduto alla tentazione di farci guidare da google maps.

Arrivate alle terme abbiamo trascorso la mattinata immerse nel percorso wellness, il quale era un po’ carente di luce visto che si trova sotto terra. Visto che all’ora di pranzo avevamo già fatto quasi tutte le ‘’attività’’ Ero un po’ demoralizzata perché mi chiedevo cosa avremmo fatto fino a sera (non è gigantesco, a San Pellegrino per esempio ci sono molte più vasche),ma poi, all’ora di pranzo c’è stata la rivelazione: c’erano altri tre piani!!

A proposito di pranzo… il buffet è stato il top! Non aggiungo altro perché le foto parlano da sole

 

Dopo esserci riempite lo stomaco abbiamo iniziato a esplorare le sale relax partendo da quella che sarebbe diventata la mia preferita: ”C’era una volta”. Come capirete dal nome, l’obiettivo della stanza era quello di far entrare gli ospiti in un mondo magico e devo dire che ci sono riusciti parecchio bene! La musica era ciò che più dava l’idea di essere in un mondo incantato, ma se fosse stata sola non avrebbe creato quell’atmosfera! C’erano infatti altri oggetti che ti permettevano di passare da una favola a un’altra: in centro alla stanza c’era un tavolo con dei libri tridimensionali (non so se si chiamano così)

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Comunque io e Giulia siamo state sedute a questo tavolo per più di un’ora per leggere la bella addormentata nel bosco, un mash up di storie e la Sirenetta (la vera storia di Andersen che mi ha abbastanza colpita), quando le altre persone avevano una media di permanenza nella stanza di 3 minuti!!!io non me ne capacitavo😱. Oltre ai libri c’era una serratura dalla quale sbirciando potevi vedere un filmato (a me ha ricordato Alice nel paese delle meraviglie), poi una macchina fotografica antica nella quale si potevano vedere diverse immagini, uno specchio con scritto ”sei tu” (Specchio specchio delle mie brame chi è la più bella del reame.. almeno così l’ho interpretata io), dei profumi e infine una curiosità sulle fontanelle di Torino: i Toret.

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Prima di immergerci di nuovo in acqua siamo entrate nel ”Labirinto incantato”, una stanza in cui c’erano diversi letti separati da teli, sopra i quali c’era una luce rossa che si spegneva quando non c’era movimento e si accendeva non appena muovevi un dito. Anche questa era molto carina, ma era piena di coppiette perciò dopo una mezzoretta siamo uscite e ci siamo dirette al ”Parco”. Anche questa stanza mi è piaciuta molto perché come le altre riusciva a farti immedesimare nella situazione: non eri più alle terme di Torino, eri in un Parco con diverse sedie a dondolo su cui leggere ascoltando i suoni della natura prodotti dalla musica e osservando l’aiuola al centro della stanza. C’erano altre due stanze, nelle quali peró non siamo entrate perché per quanto fossero caratteristiche dovevi solo star seduta e rilassarti, ma ormai dopo ben due ore ci eravamo rilassate abbastanza😂 Così siamo salite all’ultimo piano per farci una sauna, la stanza del sale e dondolarci in amache penzolanti mentre sorseggiavamo una tisana.
Siccome si stava avvicinando l’ora di uscire abbiamo deciso di stare ancora un po’ in ammollo (idromassaggio, percorso kneep, cascata, docce sensoriali..) per poi dirigerci all’aperitivo (molto salutare) e infine nei camerini per docciarci (fare la doccia😂).

Erano ormai le nove quando siamo giunte al B&B e nonostante avessi mal di testa quel posto mi ha ridato la carica! Mi sono innamorata di quel posto (infatti mi dispiaceva doverci passare solo una notte) per vari motivi:per l’arredamento moderno e molto curato, per la colazione perché era tutto ben organizzato: vari tipi si stoviglie poste in una armadio in camera, un carrello con il cibo (sopratutto i baci di Dama e i biscotti Torinesi) e infine perché mi sembrava di avere un piccolo appartamentino tutto nostro da dover gestire. Le proprietarie infatti, dopo averci dato delle indicazioni sia per quanto riguardava la casa sia per la nostra uscita a Torino del giorno successivo (ci hanno dato.una mappa e consigli per l’itinerario) se ne sono andate.
Presa dall’euforia mi sono messa a fare foto ai dettagli che più mi piacevano dell’appartamento includendo nelle foto noi, rose (eravamo nella stanza delle rose rosse) e un quadro bellissimo di Torino.

 

Second day: visita di Torino

Il mattino seguente dopo aver preparato e mangiato la nostra mitica colazione abbiamo lasciato il B&B

 

(Se a qualcuno interessa dare un’occhiata il posto si chiama ”B&B Bacio di dama”, state attenti a non confonderlo con ”Bacio di Dama Lingotto”, sono due strutture diverse gestite dalle stesse proprietarie. Vi faccio notare la differenza perchè le due strutture sono distanti! Scegliete quello che per voi ha una posizione migliore).
Purtroppo la giornata non era delle migliori: il cielo era tutto grigio☁ e c’era il rischio di pioggia, ma nonostante questo mi è piaciuto molto quello che ho visto (immagino con il sole😍☀).
La prima tappa è stata il parco del Valentino: F A V O L O S O.

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Mi sono innamorata : borgo medievale del Valentino, passeggiata lungo il Po e giardino con collinette, laghetti, alberi, fiori, anatre, uccellini, una nutria, ma soprattutto scoiattoli🐿🐿 Erano ovunque😍 e ho fatto un sacco di foto di cui vado fiera! Quando poi ad un certo punto uno scoiattolo mi si è avvicinato e ha appoggiato le sue zampe sul mio ginocchio ero più felice di una bambina! Non avrei mai immaginato di poterli vedere così da vicino!!!

 

In breve questo parco è il mio tipo ideale di parco. Se dovessi descriverlo con un termine userei il termine serenità! Bambini che giocavano, atleti che correvano o andavano in canoa, gente che portava a spasso il cane, famiglie che passeggiavano, insomma il parco dei film!
Camminando lungo il Po e passando per Piazza Vittorio Veneto siamo arrivate alla Mole Antoneliana (Mi piaceva troppo quello che vedevo attorno a me😍)

 

Essendo ormai ora di pranzo pensavamo non ci fosse nessuno in coda e invece no! Ben più di un’ora di coda, ma siccome non avevamo fame abbiamo deciso di affrontarla.
Quando finalmente siamo entrati è iniziata la parte critica: per arrivare in cima alla Mole e vedere Torino dall’alto bisognava prendere un’ascensore di vetro che passava in mezzo alla Mole, ovvero nel museo del cinema. Io vi giuro che c’è stato un momento in cui le gambe quasi non mi reggevano più! Sia guardando in basso sia guardando in alto mi sentivo male,ma anche solo a guardare dritto non ce la facevo, nonostante fosse bello ciò che vedevo/avrei potuto vedere mi dava fastidio vederlo passare così velocemente, ergo quando siamo scesi ho tenuto gli occhi chiusi e tutto è andato meglio😅
Passando al museo del cinema… Se c’è qualcuno a cui non è piaciuto si faccia avanti, così non mi sento un’idiota! Ho sempre sentito commenti positivi su questo museo, ma io non mi sono portata a casa niente.
Le varie ambientazioni erano molto belle, davano l’idea di trovarti in mezzo a dei film, ma erano film che non conoscevo, perciò non capivo dove fossi. Per quanto riguarda la parte iniziale sulla nascita del cinema e la parte tecnica io non ho capito quasi nulla: c’erano tante cose da vedere, alcune anche più interattive, ma non capivo il fine, cosa stessi facendo, ergo non sono uscita dal museo con qualcosa in più. Se proprio con qualcosa in meno: gli anni che ho perso per colpa di quell’ascensore😂
Uscita amareggiata dalla visita cosa ci attende fuori? Il diluvio☔☔
Abbiamo preso dei toast veloci perché nonostante fossero le 16 non avevamo ancora pranzato e ci siamo dirette in stazione di corsa perché temevamo di perdere il treno.
Il viaggio di ritorno, almeno fino a Milano Centrale é stato abbastanza triste, un po’ per l’ultima esperienza che mi aveva lasciato l’amaro in bocca, un po’ perché avevo discusso con Giuli e un po’ perché stavamo tornando a casa. Infine è stato un viaggio abbastanza silenzioso e questo non faceva altro che rattristarmi maggiormente, peró poi facendo il cambio ci siamo svegliate e l’ultima parte di viaggio non è stata niente male, io e Giulia siamo tornate in noi😉
In conclusione posso dire che le due giornate sono state molte differenti: la prima all’insegna del relax, inizialmente faccio fatica a rilassarmi completamente perché sono euforica per tutte le cose fantastiche che si possono fare alle terme, ma piano piano entro nel mood e mi lascio andare, praticamente quando esco sono un’ameba😂mentre la seconda giornata è stata l’opposto: movimentata e soprattutto più ricca di forti emozioni, infatti durante il primo giorno anche le emozioni sono state più soft, non solo quello che abbiamo fatto😉
Nota finale: devo assolutamente tornare a Torino per vedere tutto ciò che non abbiamo visto! (Sinceramente non pensavo ci fossero così tante cose da vedere😅”

A presto😘

Mars✨

Napoletane per un giorno!

7.03.18 Turiste per Napoli✈
Motivo viaggio: compleanno Ilaria🍰🎈
Compagne d’avventura: Ilaria e Noemi

Sveglia⏰: 4:20 del mattino
Chiusura gate: 5:50
Nostro arrivo al gate 5:58
Ebbene sì, stavamo per perdere l’aereo. Inizialmente non trovavamo il parcheggio a pagamento che avevamo prenotato, quando poi finalmente siamo arrivate abbiamo dovuto aspettare la navetta successiva perchè quella che avremmo dovuto prendere era piena, così siamo arrivate in aeroporto alle 5:40. Ci siamo messe in coda per i controlli. Avevamo 100/200 persone davanti. Sullo schermo accanto al nostro volo era apparso BOARDING e l’autoparlante chiamava l’ultima chiamata per il nostro volo. Panico.
Abbiamo superato tutti. Sono rimasta colpita dal fatto che nessuno ci dicesse di rispettare la coda, probabilmente siamo passate così velocemente che non hanno avuto nemmeno il tempo di realizzare cosa succedesse. Comunque, fatti i controlli siamo corse al gate senza nemmeno sistemare le cose. (Giuro che non mi è mai sembrato tanto grande quell’aeroporto) Avevo in mano di tutto: cintura, sciarpa, giubbino,zaino,biglietti aerei e documenti. . Alla fine siamo arrivate al gate(che ovviamente era uno dei più lontani) dove ormai non c’era nemmeno mezza persona in coda, però per fortuna c’erano ancora gli addetti all’imbarco (scusate ma non so come si chiamino), i quali ci hanno fatto passare. In quattro e quattrotto mi sono ritrovata sull’aereo. E’ stato tutto così veloce che nemmeno mi sono resa conto di essere salita. Comunque ammetto che oltre all’ansia (mai provata prima) di perdere l’aereo mi sono anche divertita, mi sembrava di essere in un film, anche se, ovviamente, se l’avessimo perso avrei riso meno.
Il viaggio è passato in un batter d’occhio parlando di futuri viaggi e guardando le scenate di Noemi che aveva paura dell’aereo.
Ore 7:45 arrivo in aeroporto.
Abbiamo preso l’Alibus, un pullman che faceva due fermate: alla stazione ferroviaria (quasi in centro) dove siamo scese noi e al porto.
Abbiamo preso un pullman per avvicinarci al centro storico. A bordo (il pullman più pieno che abbia mai visto) abbiamo incontrato una signora che consigliandoci alcuni posti da vedere ci ha convinte ad andare prima di tutto al mare,anche se prima abbiamo fatto altre due tappe:l’università (ce l’ha mostrata lei,anche se solo dal fuori) e la colazione in un bar che serviva il caffè già zuccherato (sono rimasta colpita da questa cosa, non mi era mai capitato).
Subito dopo abbiamo preso la metro, la quale è caratteristica perchè le piccole opere d’arte presenti e siamo scese a Toledo.


Passando per la via principale abbiamo visto tante stradine come queste:

Siamo poi giunte alla Galleria Umberto I (mi ricordava molto quella di Milano)

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e poi a Piazza Plebiscito dove è finalmente uscito il sole☀

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Mi è piaciuta molto quella piazza gigante,la luce del sole ha reso tutto più bello! E poi l’edificio mi sembrava l’insieme di San Pietro (la serie di colonne) e il Pantheon (la chiesa)

Dopo essere entrate nella chiesa siamo andate verso il mare🌊

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Abbiamo visto il Vesuvio, anche se era abbastanza coperto dalle nuvole, fatto qualche foto e abbiamo proseguito la nostra camminata passando per il porto e arrivando a Castel Nuovo

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Abbiamo deciso di entrate perché c’era una mostra fotografica del Cristo Velato (Lumen|Cristo Velato). Nella cappella Palatina avevano esposto le foto di Nino Milgiori, il quale ha fatto diverse foto a lume di candela al Cristo Velato. Appena uscite da questa stanza abbiamo incontrato un signore, il quale capendo che eravamo turiste ci ha detto che ci avrebbe fatto da guida turistica. Inizialmente ci ha detto che per lui il posto in cui ci trovavamo era la vergogna di Napoli perché una volta la cappella era ricca di affreschi di Giotto, ma ora questi sono stati tolti per poter fare queste mostre e lui non era particolarmente felice di questa decisione. Ci ha trattenute per un bel po’ parlando di Napoli, anche se non mi era molto chiaro tutto quello che diceva, un po’ per l’accento e un po’ per i posti/persone di cui ci parlava che purtroppo non conoscevo. Ciò che mi sono sembrati chiari sono stati il suo amore per la propria città e la sua passione per l’arte e la storia. Avendo fatto solo le medie non ha potuto studiare più di tanto, ma ora che ha tempo libero si dedica alla scoperta della sua città (anche se ora mi sembra che sappia già molto).
Comunque salutato il nostro amico ci siamo dirette a piazza Municipio

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Dove ci siamo sedute per per decidere dove pranzare. Cosa mangiare era chiaro: la pizza, ma dove?🍕🍕Dopo aver girovagato un attimo abbiamo scelto un posto che ci ispirava

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La pizza era molto buona, si sentiva che era stata preparata con il pomodoro fresco e non con la passata e poi la mozzarella era particolarmente abbondante, non era così distribuita su tutta la pasta,bensì era a macchie e dove c’era si sentiva eccome!
Dopo quasi un’ora e mezza abbiamo trovato la forza di rialzarci e abbiamo deciso la nostra prossima meta: il Vomero. Avevo notato questa altura in piazza plebiscito. Nel momento in cui il cielo era diventato azzurro si vedevano delle case e delle mura rialzate ed ero curiosa di arrivarci per poter vedere Napoli dall’alto! Così su indicazioni della nostra guida temporanea siamo andate alla ricerca della funicolare. Due piccoli problemi:ha iniziato a diluviare e non abbiamo usato il navigatore per trovare la funicolare,ergo ci siamo persa tra le viuzze!
Quando poi abbiamo deciso di accendere il navigatore, era più confuso lui di noi, con tutte quelle vie non si capiva dove dovessimo andare, ma alla fine l’abbiamo trovata. Pronti via, Vomero arriviamo!
Prima di tutto siamo andate al parco Floridiana dove abbiamo incontrato diversi gattoni🐱

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e abbiamo visto Napoli dall’alto, anche se non eravamo dal lato che volevo io. Io volevo vedere pizza Plebiscito, il porto e la zona che avevamo visto dal basso. Mi piace molto vedere lo stesso posto da diversi punti di vista, ma in questo caso tentativo fallito.

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Abbiamo quindi deciso di andare al Castel dell’Elmo, da lì la vista sarebbe stata diversa, ma non è stata una buona idea. Abbiamo camminata per un’eternità (non so se fosse un’impressione dovuta dalla stanchezza) e quando, dopo aver visto una mostra di arte contemporanea situata all’interno del castello, siamo andate sulle mura dove abbiamo avuto un’altra delusione: Nebbia. A causa del maltempo si vedeva davvero poco, peró ci siamo fatte diverse risate a causa del vento che rovesciava gli ombrelli e ci portava in giro.
Bene, era giunta l’ora di scendere. Accendo il navigatore per vedere la fermata della funicolare più vicina ma Noemi ha avuto una brillante idea: ” Al posto di tornare indietro scendiamo un pezzo a piedi, prima o poi troveremo una fermata della funicolare”. Secondo voi è successo? Ovviamente no. Abbiamo camminato un’altra mezzora sotto la pioggia senza sapere dove stessimo andando. Risultato: ce la siamo fatta tutta a piedi perdendoci di nuovo per le stradine.
Ormai era buio ed eravamo stanche perciò abbiamo deciso di fare merenda in un bar vicino alla fermata di Toledo.
Verso le 18 e qualcosa siamo tornate in aeroporto per evitare le corse fatte la mattina, perciò metro,pullman e cena in aeroporto.
Anche questo viaggio di ritorno non è stato tranquillissimo😂 Dopo essere scese dalla metro per non rischiare di perdere il pullman abbiamo attraversato la strada in un modo così spericolato che è un miracolo che non ci abbiano investite! In più il signore che voleva venderci i biglietti per il pullman ci stava fregando dei soldi, ma sono fiera di noi perché ragionando sul resto che ci aveva dato ce ne siamo accorte e ci siamo fatte ridare i soldi.
Il viaggio in pullman è stato abbastanza lungo perché c’era un caos sulla strada! Tra l’altro la guida dell’autista mi sembrava un po’ sprint e non troppo nel rispetto delle regole stradali. All’aeroporto è andato tutto bene però, con calma abbiamo cenato e abbiamo aspettato al gate.
Al ritorno ero sola perciò ho avuto il tempo per ascoltare la musica e leggere un po’, anche se mi sono addormentata gli ultimi dieci minuti, non ce la facevo più, ero stanchissima. Mi sono svegliata all’atterraggio ed ero confusa😂 Non capivo dove fossi, che ore fossero, stavo morendo di sete e ci mancava solo che ci facessero entrare in aeroporto passando per il gate da cui eravamo partite la mattina. Le altre mi hanno detto che era normale, ma io non sono mai arrivata da lì😅 Per me quello è solo il punto di partenza non di arrivo
Tornando a casa in macchina mi sono risvegliata. La musica mi ha ridato la carica e pur essendo stanchissima mi sarei messa a ballare. Ero via da casa quasi da 24 ore perciò non capivo più che momento della giornata fosse. Per farvi capire.. parlando della mattina non sapevo se dire ieri mattina o stamattina😂, in qualsiasi caso ormai ero a casa ed era ora di fare una bella dormita!😴

Prima di salutarvi vorrei fare un commento sulla giornata: nonostante sia stato stancante è stata un bella giornata,molto divertente, anche se non sono stata completamente soddisfatta. Ci sono state alcune cose che mi hanno lasciato l’amaro in bocca: la pioggia, il tempo perso tra le vie per tutte le volte che ci siamo perse che ci ha obbligate a dimezzare le cose da vedere (Mi vergogno a dirlo ma non abbiamo visto né Spaccanapoli né il centro storico!!! è stata una pessima scelta andare sul Vomero). Inoltre ciò che non mi è piaciuto molto è stato il leggero timore che ho provato girando in alcune vie, da un lato mi piacevano molto, così strette che quasi i terrazzi si toccavano e in pendenza (quelle che ho visto erano in salita perché si dirigevano verso la collina), dall’altro però mi angosciavano un po’, non erano molto curate. Infine non mi sono sentita molto accolta da alcune persone con cui ho parlato, non so come mai ma mi sentivo un po’ un peso, infatti se dovevo chiedere informazioni o prendere cibo/biglietti prima di parlare mi sentivo un po’ a disagio, cosa che in genere non mi capita. Se qualche Napoletano leggesse l’articolo non si offenda, non voglio fare di tutta l’erba un fascio, ovviamente mi riferisco a chi ho incontrato.

Per concludere vorrei dire cosa ho imparato da questa giornata:

1)Prima di partire assicurarsi che Noemi abbia i fazzoletti altrimenti si potrebbe passare l’intera giornata a prestarle fazzoletti

2) Ricordarsi il motivo del viaggio e fare gli auguri alla festeggiata se il motivo è il suo compleanno (sì, mi sono quasi dimenticata perché ero presa dalla foga del viaggio)

3) Non fidarsi dei consigli di Noemi, in particolare per quanto riguarda le scorciatoie: ci si perde sicuramente

Bene,ora vi lascio, scusate per questo lunghissimo articolo, ma è stata una giornata molto lunga!

Buona serata😘

Mars✨

(Im)Maturità: dallo schermo alla realtà

Hello people! 😘

Innanzitutto… ho finalmente concluso anche io la sessione invernale! Sono troppo felice di essere libera da tutto, anche se questo sentimento è durato poco, perchè dopo circa 4 mesi dove l’unico pensiero fisso era non perdere tempo e studiare, studiare, studiare, ancora anche adesso quando non sto facendo niente mi sento praticamente inutile. Inoltre, questo sentimento di libertà avrà vita molto breve, perchè già da domani si concluderà definitivamente, in quanto, dopo un giorno e mezzo di vacanza, le lezioni ricominciano… eh già, che gioia! Manco il tempo di respirare e tutto ricomincia da capo! 😫

Comunque quello che vorrei condividere oggi con voi, non riguarda la sessione universitaria, ma sempre di esami si parla: la maturità. Sono gli Esami che terrorizzano migliaia di ragazzi ogni anno e che segnano, almeno dal mio punto di vista, il passaggio definitivo dall’adolescenza ad una vita più adulta, soprattutto perchè per molti andare all’universtà significa cambiare città e iniziare una nuova vita. Ora, io a differenza di Mars, non vi ho mai raccontato della mia esperienza, ma non è nemmeno esattamente questo l’argomento che vorrei trattare con voi oggi. (Potete trovare qui il racconto di Mars: Libertààà)

Verso metà gennaio su Canale 5 è iniziata una nuova fiction: Immaturi-la serie, tratta dall’omonimo film del 2011 di Paolo Genovese. Come prevedibile dal titolo della pellicola, il film (e ora la serie tv) parla di alcuni ex compagni di scuola, che, ormai quarantenni, si ritrovano a dover ripetere l’esame di maturità, a causa dell’annullamento della validità del precedente esame dato da parte del Ministero della Pubblica Istruzione.Visto quanto mi avessero colpito i primi due film della serie, con tantissimo entusiamo ho deciso di seguire anche la fiction e… la amo! È coinvolgente e divertente, ma contiene anche tantissimi spunti di riflessione. Mi cattura al punto che, quando la puntata finisce, la tristezza mi pervade e inizio ad aspettare impazientemente il venerdì successivo. Per tanti, tantissimi la maturità ha rappresentato e rappresenta un incubo (per esempio mia mamma mi racconta che a volte di notte fa ancora incubi su di essa), ma in questa fiction vengono messe in luce tutte quelle piccole cose che rendono per sempre speciale il ricordo di quell’ultimo anno alla superiori. Anche se ho concluso da meno di un anno il mio percorso verso la “Terribile Maturità”, vedere questi quarantenni ricapultati nel mondo adolescenziale e scolastico, mi permette di rivivere certe scene che possiedono nel mio cuore un posto del tutto speciale. Alcuni esempi possono essere le gite scolastiche, o la condivisione di momenti ansiogeni, come la preparazione in gruppi per le verifiche, o l’essere uniti nella disperazione che accompagna quei giorni finali, durante i quali per tutti ormai è iniziata l’estate, mentre per i maturandi giunge il momento di rimboccarsi le maniche, sfidare il caldo, la stanchezza e l’invidia verso coloro che magari stanno già in piscina o al mare, e dare il meglio di sè nelle 4 prove che li separa dalla loro Estate. Speravo di poterle provare ancora queste piccole emozioni una volta all’università, ma purtroppo, fatta eccezione di qualche giornata particolare, non ho ancora vissuto nulla di tutto ciò. Certo, la mia maturità e, precedentemente, il mio quinto anno, non sono stati come quelli nei film, con feste assurde e grandi amori, ma sicuramente sono stati costellati di tanti piccoli momenti in cui, insime alle persone con cui mi trovavo, sentivo di aver costruito veramente qualcosa di bello. Ero felice di stare in mezzo a loro e penso sia stata una delle prime volte nella mia vita che mi sono sentita accompagnata e supportata dai miei stessi compagni lungo il tragitto che vedeva come meta la Maturità.

Grazie per aver letto questo articolo e consiglio a tutti voi di vedere i film e la fiction, se non l’avete già fatto, perchè, anche coloro per i quali la maturità ha rappresentato un incubo, secondo me, si ricrederanno e riusciranno a scovare certamente qualche episodio positivo nei loro ricordi. 😉

Giugiu 🐼

Primo semestre andato✅

Lunedì scorso,il 12 febbraio, è finito il mio primo semestre dell’università perciò posso dire di essere già a un decimo della mia carriera universitaria (senza nemmeno essermi resa conto che è iniziata tra l’altro).
È difficile riassumere questi mesi in un solo articolo, ma posso affermare di aver passato questi mesi tranquillamente e serenamente.
Potrei dividere questi mesi in due gruppi: ottobre,novembre e dicembre durante i quali ho seguito le lezioni e gennaio febbraio, periodo di studio intenso.
La prima parte è stata la migliore,è stato l’inizio di un mondo nuovo: ho iniziato a capire come funziona l’università e la vita da pendolare (ormai so tutti gli orari a memoria),ma soprattutto ho incontrato persone nuove, con alcune ho condiviso la maggior parte delle mie giornate in università e sto costruendo un’amicizia, con altre invece ho condiviso solo alcuni momenti come il laboratorio di pedagogia e le esercitazioni di matematica, ma non importa se questi momenti siano stati più brevi,il fatto di parlare o lavorare insieme (nel laboratorio)mi ha permesso, anche se per poco, di conoscere nuove persone.
Non bisogna dimenticarsi poi dei professori! Ho avuto tre insegnanti, un esercitatore e una conduttrice di laboratorio.
Ho ammirato l’insegnante di storia della pedagogia per la pazienza e la calma che ha sempre avuto relazionandosi e spiegando a noi studenti, ma anche la sua abilità nell’insegnare, era infatti in grado di catturare l’interesse e di dire le cose essenziali.
Ciò che invece mi ha più colpito della professoressa di pedagogia generale è stata la coerenza tra ciò che insegnava e il suo modo di comportarsi. Le sue lezioni si concentravano soprattutto sul ruolo dell’insegnante e lei cercava di mettere in pratica tutte quelle caratteristiche che dovrebbe avere l’insegnante sufficientemente buono.
Dell’insegnante di matematica non ho molto da dire, se non che mi ha affascinato il fatto che fosse molto meticolosa nella spiegazione spiegando passaggio per passaggio.
La conduttrice del laboratorio sull’osservazione l’ho incontrata solo tre volte, ma mi sono bastate per capire quanto sia importante non fermarsi all’apparenza, ma andare in fondo a ciò che si fa.
Infine c’è l’esercitatore di matematica… beh… di lui non ho niente da dire, oltre ad essere confuso nella spiegazione non lo sopportavo, però un risvolto positivo c’è: ho capito quale tipo di insegnante non voglio diventare.
Il periodo esami è stato meno piacevole visto che ho passato due mesi a studiare alternando casa, biblioteca e casa della nonna come luoghi di studio, però posso dire di essere soddisfatta: sono riuscita ad organizzare lo studio e a dare gli esami nei tempi che avevo previsto avendo così tre settimana di pausa prima dell’inizio dei nuovi corsi.
L’esame che mi ha dato più soddisfazione è stato quello che ritenevo più complicato. Ho schematizzato quattro libri per venti giorni stando impegnata mattina e pomeriggio, ma alla fine sono riuscita a prendere il mio 28 in pedagogia generale! Gli altri due esami sono andati un pò peggio:25 in matematica e 26 in storia della pedagogia, mi sarebbe piaciuto prendere uno o due voti in più, ma è la prima sessione e poi la media finale è di 26 e qualcosa perciò come inizio ci sta.
Tralasciando i voti, ciò che mi è piaciuto di più di questi esami è stata la poca ansia provata rispetto a quella che provavo alla superiori. Alla fine l’ho provata solo nei giorni degli esami stessi,anche se quella dell’esame orale è stata davvero eccessiva! Ora vi spiego la situazione: sono arrivata in università alle nove e sono stata interrogata a un quarto alle cinque perchè ero tra le ultime iscritte! A me l’attesa ha sempre ucciso, perciò immaginate come sono stata per quelle quasi otto ore!! come ha detto una mia amica ”abbiamo fatto prima a nascere”😂, però nonostante questa ansia eccessiva ho un bel ricordo di quella giornata perchè ero con Milli e Giulia, le ragazze con cui ho più legate in questi mesi e non facevamo altro che ridere per tutte le cavolate che la stanchezza, l’ansia e a disperazione ci facevano dire. Ho notato che in quella giornata ci siamo lasciate più andare, inoltre ho conosciuto nuove cose di loro avendo avuto ore e ore a disposizione. Mi sono sentita come se ci conoscessimo da sempre, tra uno sfaso e l’altro, tra le risate e i ripassi è stato più semplice affrontare la giornata.
Avviandomi alla conclusione posso dire di avere ricordi positivi legati a questi mesi, avete presente quando pensata a qualcosa e vi viene in mente come vi sentivate quando vivevate quel qualcosa? ecco quando io penso all’università mi sento serena e al posto giusto. In questi mesi passati a casa ho provato molta nostalgia delle giornate di lezione infatti non vedo l’ora che ricomincino, per rivivere la quotidianità di quelle giornate e soprattutto per vedere più spesso le mie compagne. Nonostante sia per me molto difficile stare troppo tempo in casa, credo che a livello didattico fare questa netta distinzione tra lezioni e esami sia molto utile in quanto non devi portare avanti insieme lezioni e studio,infatti ti concentri o su uno o sull’altro e questo, per quanto mi riguarda favorisce la concentrazione e diminuisce la stanchezza.
Spero di avere tutta questa positività anche nel secondo semestre nonostante mi si aggiungano diverse ore e impegni estivi quali cre, scuola in ospedale e magari le vacanze. Ammetto che temo di più il prossimo semestre perchè se in questo mi sono concentrata solo sullo studio, nel prossimo non voglio e non posso. Sarà estate anche per me e non voglio chiudermi in casa a studiare per due mesi (se non tre essendoci anche a settembre degli appelli), ma si vedrà, con calma, passo dopo passo posso farcela. Al momento vedendo come è andata questa prima parte dell’anno sono positiva, carica e curiosa di vedere come sarà questo nuovo semestre, ma nel frattempo cerco di godermi queste settimane di vacanza, per le quali ho già pensato alcune cosucce da fare, ma questa è una storia che vi racconterò più avanti😉
A presto!😘
Mars✨

Oscillando tra il nuovo e il vecchio

Buongiorno a tutti!

In accordo con alcuni dei miei propositi per il 2018 (se ve li siete persi li potete trovare qui: Momento no, ma con nuovi propositi), l’ultimo periodo, oltre essere stato all’insegna di studio disperato e di salti nel passato, mi ha visto protagonista di nuove esperienze e sono molto felice di questi miei nuovi momenti collezionati. In particolare, questa sera vorrei concentrarmi su due elementi (uno vecchio e uno nuovo), quelli che hanno avuto maggiore effetto su di me.

Partiamo con la mia prima volta in un caffè letterario. Spessissimo in serie tv e film si vedono scene girate in questi locali pieni di poltrone, tavoli e libri e ho provato sempre un certo fascino verso questi locali. Tuttavia, non avevo mai pensato verificarne l’esistenza nella mia zona, finché Mars non è arrivata con questa fantastica idea. Purtroppo per la serata era programmato un evento jazz e né io né Mars ne siamo appassionate, però comunque è stata una serata stupenda, o almeno questo è quello che ho pensato io appena uscita da lì. A differenza di altri luoghi in cui sono andata, questo locale mi faceva sentire perfettamente nel mio mondo. Ero a mio agio e penso che proprio per questo motivo io mi sia potuta godere appieno l’atmosfera. Nonostante fosse la prima volta lì, aveva un non so che di intimo e famigliare e il tempo è volato via senza che me ne accorgessi del suo scorrere. Dopo aver scelto tra tutte le tisane a disposizione, io e Mars ci siamo messe ad aggiornarci e a chiacchierare del più e del meno, mentre io sfogliavo un libro illustrato di Van Gogh e lei il primo libro della saga di Harry Potter. Quando è giunta l’ora di andare ero un po’ triste, ma so che, ora che lo conosco, non ci vorrà molto a tornarci! Chiaramente, consiglio anche a tutti voi di provare a cercare nella vostra città un locale che vi possa offrire tutto ciò, soprattutto perché ho scoperto che organizzano diversi eventi molto interessanti.

La seconda cosa di cui voglio parlarvi è proprio Harry Potter. Penso conosciate la mia passione per questo maghetto e anche se ultimamente si era leggermente assopita, perché ero stata catturata da altre storie, da un mesetto a questa parte è tornata in modo prepotente. Causa di tutto questo è il fatto che su Italia 1 abbiano ricominciato a trasmettere i film ogni martedì sera. Fino ad ora non me ne sono persa uno, perchè, nonostante lo studio o altri impegni, facevo in modo di avere il martedì sera completamente libero. Rivedere i film mi ha fatto ricordare tutta la magia e l’amore che provo verso questo racconto, tutte le giornate che passavo senza riuscire a scollare gli occhi dalle pagine e tutti gli insegnamenti e i messaggi che ho raccolto lungo le avventure del Prescelto. In particolare, sono sempre stata profondamente catturata da come spiegano valori fondamentali, come l’amicizia e la famiglia, temi a me molto cari e che in Harry Potter hanno un ruolo imprescindibile. Pensate che fino a qualche settimana fa mi lamentavo perchè non riesco a leggere tutti i libri che vorrei e che ora sto pensando di abbandonare quelle nuove storie, solo ed unicamente per tornare a trovare questi miei vecchi “amici”.

Per oggi è tutto, spero di avervi tenuto un po’ di compagnia e che vi sia piaciuto l’articolo.

Un abbraccio,

Giugiu

Nuovo progetto in vista!

Buonasera😘

oggi voglio presentarvi un progetto che ho iniziato a intraprendere con la mia amica Ilaria: la scuola estiva in ospedale. È un progetto di volontariato nei mesi di luglio e agosto. Nel periodo in cui la scuola viene sospesa dei volontari si mettono all’opera per continuare il percorso scolastico, perché come ci hanno detto oggi ‘’la scuola va in vacanza, ma la malattia no’’.

L’ obiettivo di questo progetto è quello di portare un po’ di normalità nella vita dei bambini ospedalizzati, i quali si ritrovano in una realtà sconosciuta che nella maggior parte dei casi appare spaventosa e minacciosa.

Per svolgere questa attività bisogna fare un corso di formazione e oggi sono andata al primo incontro, durante il quale hanno presentato il progetto.

Non ho avuto grande rivelazioni perché ci hanno detto cose che già un po’ sapevo perché lo ho studiate in università e cose che avevo già letto sul sito dell’associazione che organizza questo progetto.

Ciò che mi è piaciuto molto è stato conoscere/ vedere persone che conoscevano Giulia, la ragazza a cui l’associazione è dedicata. Conoscevo già Giulia per vie indirette perché la mia profe di religione delle medie ce ne aveva parlato, ci aveva fatto leggere il libro e già allora mi aveva colpita molto, ma mai avrei immaginato di avvicinarmi a lei e alla sua associazione! È stata proprio una grande emozione, soprattutto quando ci hanno fatto vedere un suo video in cui spiegava il suo sogno: fare scuola anche in estate per quei  bambini a cui purtroppo l’estate pesa perché devono passarla in ospedale.

Mi sono piaciuti molto anche gli interventi dei volontari più esperti, i quali ci hanno raccontato le loro emozioni e i loro sentimenti dicendoci che ogni giorno è come la prima volta: prima di entrare in ospedale si è agitati perché non si sa mai bene cosa aspettarsi (è tutto abbastanza imprevedibile in ospedale), ma poi quando si esce si è sempre felici! Inoltre ci hanno detto che questa agitazione e paura viene placata dai bambini stessi, perché quando tu sei a disagio e non sai come comportarti ci pensano loro a metterti a tuo agio con la loro accoglienza e la loro voglia di vederti!

Ora non vi sto a riportare tutte le belle cose che ci hanno detto, anche perché in realtà non me le ricorderei, perché vorrei sottolineare un altro aspetto: l’aria che si respirava in quella stanza. Tutti coloro che sono intervenuti erano molto emozionati, infatti avevano la voce che tremava, ed erano pieni di amore e passione per quello che facevano. Inoltre è emersa molto la coesione del gruppo, la cooperazione che si deve creare tra colleghi e che tanto predicavano traspariva già dal loro modo di comportarsi, infatti mi sono sembrati un bel team con un obiettivo comune.

In breve sono riusciti perfettamente ad invogliarmi, così tanto che ora luglio mi sembra fin troppo lontano! Non vedo l’ora di addentrarmi negli argomenti dei prossimi incontri per prepararmi al meglio e poter poi finalmente agire e provare sulla mia pelle tutte quelle emozioni che ormai da tempo sento raccontare (ovviamente sempre nella speranza di potercela fare dato che è una realtà complessa da affrontare).

Vi tengo aggiornati😉

A presto!

Mars✨

Momento no, ma con nuovi propositi

In quanto scrittori, immagino che anche voi abbiate provato almeno una volta quella sensazione di non aver nulla di interessante da condividere con chi vi circonda. È quello che sta accadendo a me. Sono in un periodo un po’ no, in cui passo le giornate a perder tempo, per poi trovarmi alla sera completamente insoddisfatta. Sono sempre stanca e non ho sufficiente concentrazione per far qualsiasi cosa. Tre quarti del mio tempo lo spendo guardando serie tv o video su youtube, ma anche quelli ad un certo punto stancano. Ho cercato di individuare le cause di questo mio stato d’animo, ma non capisco se sono alla ricerca di un capro espiatorio per diminuire i miei sensi di colpa, o se effettivamente c’è qualcosa che mi sta risucchiando le energie.

Partiamo dal fatto che la sessione invernale, la mia primissima sessione, è alle porte e che tutti quelli che mi circondano mi stanno mettendo moltissima pressione. Non so se sono io che prendo sotto gamba la cosa o se sono loro che stanno esagerando. Già ho le mie preoccupazioni perchè non so bene come organizzarmi e non capisco se il piano che ho tracciato sia ragionevole o meno, se in più quelli che mi circondano invece che darmi sostegno, mi fanno andare ancora più in crisi, capite che non è il massimo. Oltretutto, manco farlo a posta, un esame che devo dare è quello di chimica generale e inorganica, per il quale sono la prima a vedermi abbastanza spacciata, a causa del professore che abbiamo.

Altra cosa, molto importante, sono alcune vicende persornali e interpersonali con cui ho concluso il 2017, ma che mi sto ancora trascinando. Vedere certi comportamenti nei miei confronti da parte di persone che un tempo ritenevo la mia seconda famiglia, mi fa dubitare anche in me. Per esempio, mi sto domandando se sono io troppo testarda, che, nonostante tutto, finchè una relazione non mi ha ferito ed è palesamente distrutta, continuo a sostenerla e a crederci, o è giusto che io combatta per queste persone? Inoltre, certi avvenimenti mi hanno fatto riprovare sensazioni del passato che avrei preferito non riprovare, quindi ecco un altro valido argomento su cui riflettere senza sosta. Continuo ad interrogarmi e a fare il cosidetto “esame di coscienza” perchè vorrei capire se quella sbagliata sia io o se semplicemente è ora di concludere l’ennesimo capitolo, mettere un punto e andare a capo.

Questi sono i principali punti critici che al momento sono stata in grado di individuare. In risposta ad essi, mi sono posta nuovi obiettivi (o se preferite propositi) per migliorare me stessa e l’”ambiente” in cui vivo.

  • Ho deciso di fare una cosa che magari per qualcuno può risultare banale, ma che io trovo molto difficile da fare: eliminare le persone che non mi stanno facendo stare bene. Il sentirmi raccontare certe storie,ma soprattutto la lettura di “La mappa che mi porta a te” (ve ne ho parlato anche qui: #Consigliando), mi hanno fatto aprire gli occhi e fatto notare certe cose sul tempo, per il quale, se ci seguite da un po’, sapete che ho una particolare fissazione (Il valore del tempo).
  • Voglio cercare di diventare ancora un po’ più autonoma e in particolare vorrei sapermi autogestire meglio. Per fortuna, il vivere per ¾ della settimana lontana da casa mi sta permettendo di sperimentare nuove responsabilità e mi piacerebbe proseguire per questa strada.
  • Voglio smetterla di riflettere troppo prima di prendere una decisione e iniziare a prendere qualche decisione più “di pancia”, senza continuare per ore interminabili a soppesare i pro e i contro e a quello che gli altri penseranno poi di me.
  • Vorrei iniziare a vivere giornate per le quali io mi senta appagata, non interi periodi in cui mi sembra di non aver vissuto nulla (anche qui potete notare riferimenti al valore e alla preziosità del tempo).

Infine, mi sono posta alcuni obiettivi nell’ambito dell’università, come portare a settembre al massimo due esami, mentre gli altri voglio tutti darli tra la sessione invernale ed estiva.

Per il momento questo è tutto.

Vi abbraccio tutti quanti,

Giugiu