Nuovo progetto in vista!

Buonasera😘

oggi voglio presentarvi un progetto che ho iniziato a intraprendere con la mia amica Ilaria: la scuola estiva in ospedale. È un progetto di volontariato nei mesi di luglio e agosto. Nel periodo in cui la scuola viene sospesa dei volontari si mettono all’opera per continuare il percorso scolastico, perché come ci hanno detto oggi ‘’la scuola va in vacanza, ma la malattia no’’.

L’ obiettivo di questo progetto è quello di portare un po’ di normalità nella vita dei bambini ospedalizzati, i quali si ritrovano in una realtà sconosciuta che nella maggior parte dei casi appare spaventosa e minacciosa.

Per svolgere questa attività bisogna fare un corso di formazione e oggi sono andata al primo incontro, durante il quale hanno presentato il progetto.

Non ho avuto grande rivelazioni perché ci hanno detto cose che già un po’ sapevo perché lo ho studiate in università e cose che avevo già letto sul sito dell’associazione che organizza questo progetto.

Ciò che mi è piaciuto molto è stato conoscere/ vedere persone che conoscevano Giulia, la ragazza a cui l’associazione è dedicata. Conoscevo già Giulia per vie indirette perché la mia profe di religione delle medie ce ne aveva parlato, ci aveva fatto leggere il libro e già allora mi aveva colpita molto, ma mai avrei immaginato di avvicinarmi a lei e alla sua associazione! È stata proprio una grande emozione, soprattutto quando ci hanno fatto vedere un suo video in cui spiegava il suo sogno: fare scuola anche in estate per quei  bambini a cui purtroppo l’estate pesa perché devono passarla in ospedale.

Mi sono piaciuti molto anche gli interventi dei volontari più esperti, i quali ci hanno raccontato le loro emozioni e i loro sentimenti dicendoci che ogni giorno è come la prima volta: prima di entrare in ospedale si è agitati perché non si sa mai bene cosa aspettarsi (è tutto abbastanza imprevedibile in ospedale), ma poi quando si esce si è sempre felici! Inoltre ci hanno detto che questa agitazione e paura viene placata dai bambini stessi, perché quando tu sei a disagio e non sai come comportarti ci pensano loro a metterti a tuo agio con la loro accoglienza e la loro voglia di vederti!

Ora non vi sto a riportare tutte le belle cose che ci hanno detto, anche perché in realtà non me le ricorderei, perché vorrei sottolineare un altro aspetto: l’aria che si respirava in quella stanza. Tutti coloro che sono intervenuti erano molto emozionati, infatti avevano la voce che tremava, ed erano pieni di amore e passione per quello che facevano. Inoltre è emersa molto la coesione del gruppo, la cooperazione che si deve creare tra colleghi e che tanto predicavano traspariva già dal loro modo di comportarsi, infatti mi sono sembrati un bel team con un obiettivo comune.

In breve sono riusciti perfettamente ad invogliarmi, così tanto che ora luglio mi sembra fin troppo lontano! Non vedo l’ora di addentrarmi negli argomenti dei prossimi incontri per prepararmi al meglio e poter poi finalmente agire e provare sulla mia pelle tutte quelle emozioni che ormai da tempo sento raccontare (ovviamente sempre nella speranza di potercela fare dato che è una realtà complessa da affrontare).

Vi tengo aggiornati😉

A presto!

Mars✨

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Momento no, ma con nuovi propositi

In quanto scrittori, immagino che anche voi abbiate provato almeno una volta quella sensazione di non aver nulla di interessante da condividere con chi vi circonda. È quello che sta accadendo a me. Sono in un periodo un po’ no, in cui passo le giornate a perder tempo, per poi trovarmi alla sera completamente insoddisfatta. Sono sempre stanca e non ho sufficiente concentrazione per far qualsiasi cosa. Tre quarti del mio tempo lo spendo guardando serie tv o video su youtube, ma anche quelli ad un certo punto stancano. Ho cercato di individuare le cause di questo mio stato d’animo, ma non capisco se sono alla ricerca di un capro espiatorio per diminuire i miei sensi di colpa, o se effettivamente c’è qualcosa che mi sta risucchiando le energie.

Partiamo dal fatto che la sessione invernale, la mia primissima sessione, è alle porte e che tutti quelli che mi circondano mi stanno mettendo moltissima pressione. Non so se sono io che prendo sotto gamba la cosa o se sono loro che stanno esagerando. Già ho le mie preoccupazioni perchè non so bene come organizzarmi e non capisco se il piano che ho tracciato sia ragionevole o meno, se in più quelli che mi circondano invece che darmi sostegno, mi fanno andare ancora più in crisi, capite che non è il massimo. Oltretutto, manco farlo a posta, un esame che devo dare è quello di chimica generale e inorganica, per il quale sono la prima a vedermi abbastanza spacciata, a causa del professore che abbiamo.

Altra cosa, molto importante, sono alcune vicende persornali e interpersonali con cui ho concluso il 2017, ma che mi sto ancora trascinando. Vedere certi comportamenti nei miei confronti da parte di persone che un tempo ritenevo la mia seconda famiglia, mi fa dubitare anche in me. Per esempio, mi sto domandando se sono io troppo testarda, che, nonostante tutto, finchè una relazione non mi ha ferito ed è palesamente distrutta, continuo a sostenerla e a crederci, o è giusto che io combatta per queste persone? Inoltre, certi avvenimenti mi hanno fatto riprovare sensazioni del passato che avrei preferito non riprovare, quindi ecco un altro valido argomento su cui riflettere senza sosta. Continuo ad interrogarmi e a fare il cosidetto “esame di coscienza” perchè vorrei capire se quella sbagliata sia io o se semplicemente è ora di concludere l’ennesimo capitolo, mettere un punto e andare a capo.

Questi sono i principali punti critici che al momento sono stata in grado di individuare. In risposta ad essi, mi sono posta nuovi obiettivi (o se preferite propositi) per migliorare me stessa e l’”ambiente” in cui vivo.

  • Ho deciso di fare una cosa che magari per qualcuno può risultare banale, ma che io trovo molto difficile da fare: eliminare le persone che non mi stanno facendo stare bene. Il sentirmi raccontare certe storie,ma soprattutto la lettura di “La mappa che mi porta a te” (ve ne ho parlato anche qui: #Consigliando), mi hanno fatto aprire gli occhi e fatto notare certe cose sul tempo, per il quale, se ci seguite da un po’, sapete che ho una particolare fissazione (Il valore del tempo).
  • Voglio cercare di diventare ancora un po’ più autonoma e in particolare vorrei sapermi autogestire meglio. Per fortuna, il vivere per ¾ della settimana lontana da casa mi sta permettendo di sperimentare nuove responsabilità e mi piacerebbe proseguire per questa strada.
  • Voglio smetterla di riflettere troppo prima di prendere una decisione e iniziare a prendere qualche decisione più “di pancia”, senza continuare per ore interminabili a soppesare i pro e i contro e a quello che gli altri penseranno poi di me.
  • Vorrei iniziare a vivere giornate per le quali io mi senta appagata, non interi periodi in cui mi sembra di non aver vissuto nulla (anche qui potete notare riferimenti al valore e alla preziosità del tempo).

Infine, mi sono posta alcuni obiettivi nell’ambito dell’università, come portare a settembre al massimo due esami, mentre gli altri voglio tutti darli tra la sessione invernale ed estiva.

Per il momento questo è tutto.

Vi abbraccio tutti quanti,

Giugiu

Magico Natale!

Buonasera😘

anche se un attimo in ritardo volevo raccontarvi come è stato il  mio giorno di Natale.🌲❄

Le premesse iniziali non erano delle migliori perché ero malaticcia🤒, infatti dopo essere tornata dalla cena della vigilia con Giuli  ero nel letto con dolori ovunque mentre fuori dalla finestra sentivo gente che festeggiava la notte di Natale.

Il  risveglio però ha avuto un risvolto inaspettato, infatti più passavano le ore più stavo meglio (senza prendere nulla tra l’altro!!), così ho potuto finire di glassare i miei biscotti🍪(molto apprezzati visto i complimenti e la loro sparizione alla fine del pranzo).

Verso l’ora di pranzo sono arrivati tutti e se ne sono poi andati verso le nove di sera, non tutti ma almeno i miei cugini sì, perché si sono fermati per cena (cosa che non capitava da molto tempo e mi ha fatto molto piacere).

Lo schema della giornata è stato molto classico: regali🎁 cibo🍝 e giochi in scatola📦 ma ciò che l’ha resa stupenda sono stati il divertimento e la bella compagnia!!💕

Negli ultimi anni non sono sempre entusiasta delle riunioni di famiglia, ma nell’ultimo annetto devo dire che ci sono stata alcune occasioni in cui mi sono divertita così tanto che mi dispiaceva doverli salutare, come a Natale.

Penso che questo cambiamento sia avvenuto perché alcuni di noi hanno un’atteggiamento diverso, ho notato più unione, voglia di stare insieme e di raccontarsi, sia negli adulti che nei bambini. Il mio cuginetto più piccolo per esempio ora che ha iniziato la scuola primaria è cresciuto un sacco secondo me. Se prima gli tiravi fuori le cose con le pinze ora non chiude un attimo la bocca😂

Inoltre altra cosa che mi ha rallegrata è stato il fatto che sia riuscita a parlare con mio cugino, il più grande, quello di prima superiore. Come vi avevo detto in Una Pasqua tra ricordi e nostalgia  è stato il cugino con cui ero più legata per motivi di età, ma ora che è cresciuto ci siamo allontanati e c’è sempre abbastanza imbarazzo se dobbiamo parlarci, ma dopo aver giocato con gli altri tre idioti😂 (in senso positivo ovviamente, penso che sappiate come sia i bambini) , come accade solitamente quando si gioca, il clima è migliorato, di conseguenza quando gli altri ancora carichi sono andati in camera a giocare noi vecchi con poca energia😂 abbiamo parlato un attimo del più e del meno. Nulla di che, ma mi ha fatto molto piacere, soprattutto quando prima di andare è venuto a salutarmi dandomi un bacio. In genere o ci salutiamo normalmente o glielo do io, perciò direi che c’è stato un progresso😌
Altra cosa che mi è rimasta in mente è il clima scherzoso che si è creato soprattutto verso l’ora di cena, quando ci siamo messi a fare foto e video con gli effetti di Instagram e poi durante la cena con i più grandi quando siamo andati alla ricerca dei nostri sosia su internet. Sono tutte cavolate che però hanno portato tante risate e unione tra grandi e piccini!

Se dovessi riassumere in breve la giornata la definirei così: tanto amore❤e divertimento!😉 Quando si crea questo clima vorrei che la giornata non finisse, anche perché non ho mai la certezza che la volta dopo sarà ancora così perché spesso c’è più distacco e serietà. Quando invece ci lasciamo andare e vedo i miei cuginetti fare gli stupidi è bellissimo. Mi diverto un sacco e me li spupazzerei, anche se mi trattengo perché essendo maschi non so come reagirebbero a spupazzamenti vari😂 (mi è sempre mancata una cuginetta in effetti).

Comunque la giornata si è poi conclusa con la lettura della ”Carica dei centouno” al mio cuginetto che si è fermato a dormire. Cosa c’ è di più magico che leggere una fiaba per concludere una giornata all’insegna della serenità?😍

E voi? Come avete passato il Natale?🌲❄

Mars✨

Natale nell’aria🎄❄

Ciao a tutti,😉

Come state? Ormai il Natale è alle porte! Avete già preso i regali e pensato a cosa cucinare? Lo sentite lo spirito natalizio?

Io sinceramente negli ultimi anni non lo sento moltissimo, ma la recita di ieri di mia sorella qualcosa ha suscitato, e non mi riferisco solo al clima natalizio.

Come ogni anno la scuola ha organizzato la festa di Natale e quest’anno le terze medie hanno rappresentato ”Il piccolo principe”.

Purtroppo non ho mai potuto leggere il libro, ho sempre sentito riferimenti e letto frasi qua e là, ma questa recita mi ha invogliato a leggerlo. 

Sinceramente non ho capito il vero messaggio dello spettacolo, ho capito che i temi trattati sono molto profondi e dal mio punto di vista interessanti, come la differenza tra bambini e adulti, il prendersi cura di qualcuno e i legami che si possono creare con chi ti sta accanto. Ecco, questi temi mi toccano molto e i ragazzi hanno saputo recitare il loro ruolo benissimo, infatti ho passato tutta la recita con il sorriso. Ho passato il tempo sorridendo perché era proprio bello vedere come dei ragazzi se si impegnano possono realizzare qualcosa di davvero bello. 

Non sono mancati peró anche sentimenti negativi, infatti ho provato nostalgia per qualcosa che ho avuto / avrei voluto avere.

Ciò che ho notato è stata l’unione del gruppo che ha recitato, vederli a fine spettacolo ridere e scherzare insieme mi ha fatto pensare a ciò che spesso ho voluto, ma raramente ho avuto, per lo meno a scuola, in altri contesti a volte è stato diverso. Sia alle medie che alle superiori non mi sono mai sentita parte fondamentale della classe. Non sono mai stata una che si butta, sono sempre stata piuttosto timida e credo di aver perso diverse occasioni, ma ora credo di essere cambiata, vorrei buttarmi e fare, sentirmi veramente parte di un progetto, di un obiettivo, il problema è che faccio fatica a trovare le occasioni. Non dico che ora se le avessi sarei totalmente un’altra persona, peró ammetto e credo che un po’ diversamente mi comporterei.

Comunque, a parte queste riflessioni che stanno un po’ deprimendo l’articolo, sono stata felice di vedere quello che dei ragazzi insieme possono fare e poi non mi è dispiaciuto vedere le mie vecchie professoresse! Non ho mai avuto un gran rapporto con loro e ammetto che non ho più la memoria per ricordarmi tante cose degli anni trascorsi alle medie, peró sentirmi dire ”Quanto sei cresciuta” e fare due chiacchere non è stato male.

L’unica cosa che mi è un po’ dispiaciuta è stata vedere le prime e le seconde non fare quasi nulla, se non suonare qualche canzone con il flauto, perché alla fine i complimenti e gli applausi se li sono beccati quelli di terza in quanto erano loro i protagonisti, spero che prima o poi arrivi anche a tutti gli altri il momento di mettersi in mostra e soprattutto, spero per loro, che non si facciano scappare queste opportunità di mettersi in gioco. 
Inoltre il mio giretto in città di oggi pomeriggio ha aumentato ancora di più lo spirito Natalizio. Prima sono andata in tosteria con mia mamma e mia sorella, dove ho mangiato un toast nutella e pere fantastico (sì, per pranzo😂) e poi girovagando per la città abbiamo incontrato un sacco di persone con cui abbiamo parlato. Prima di tutto siamo andate in un negozio di dolci per prendere degli ingredienti per i biscotti che farò a Natale e qui la signora del negozio ci ha spiegato come fare la pastafrolla e altre curiosità sui dolci, poi tornando in negozio da mio papà ci siamo fermata nel bar accanto dove abbiamo conosciuto la barista e alcuni suoi amici con i quali abbiamo scambiato due chiacchere e per concludere mio papà ci ha presentato anche dei suoi clienti.

Infine tornando a casa in tram ero vicina a una famiglia con tre bimbi piccini, un’altra coppia con un bambino e tre ragazzi e niente si sono messi a parlare del più e del meno, ma c’erano così tanti sorrisi,tranquillità e serenità che mi ha ricordato molto quel clima che dovrebbe esserci a Natale, ma anche in tutti gli altri giorni dell’anno!

Ora vi saluto e vi faccio tanti auguri di Buon Natale🎄❄🎅🏻

A presto!😘

Mars✨
P.s. Vedere questo spettacolo mi ha ricordato un altro mio sogno nel cassetto: fare parte di un musical o comunque di una rappresentazione teatrale, cosa che purtroppo l’anno scorso, pur avendo fatto un corso di teatro, non ho potuto fare perché non abbiamo fatto una recita finale poiché i nostri incontri erano più di preparazione/formazione.

#Consigliando: L’ultimo disastro e La mappa che mi porta a te ðŸŒ¹

Buonasera cari lettori!

Dato che Natale si avvicina sempre più e sono certa che qualche acquisto last-minute deve essere ancora fatto, ho pensato potesse tornarvi utile un nuovo #Consigliando libroso. Chiedo anche perdono per il mio ritardo, ma volevo terminare il libro che avevo in lettura, per poi potervene parlare qui.

Partiamo, innanzitutto, da “L’ultimo disastro​”. 

Questo è il nuovo libro di Jamie McGuire, che, come vi avevo già raccontato, si può considerare una delle mie scrittrici preferite (ne ho parlato nell’articolo: #Consigliando: Jamie McGuire), ed è il capitolo conclusivo della Serie Maddox, la quale ha coinvolto ogni suo lettore in un turbinio di emozioni ed è stata capace di creare quasi dipendenza (o, almeno, questa è stata la mia esperienza, ma a giudicare dal successo credo sia accaduto a molti). In quest’ultimo capitolo la famiglia si trova a dover affrontare segreti e bugie, che porteranno parecchio scompiglio all’interno del nucleo famigliare, ma soprattutto si troveranno di fronte ad una grandissima minaccia: i Carlisi. La famosa famiglia mafiosa di Las Vegas, che avevamo conosciuto parecchio tempo fa ripercorrendo la vita di Abby, è alla ricerca di vendetta e non ha alcuna intenzione di fermarsi finchè non l’avrà ottenuta.

Dal mio punto di vista, la bellezza di questo romanzo, oltre che nell’Amore (quello con la A maiuscola), stà nel fatto che tutti i protagonisti vengono riuniti in un unico testo e che ognuno di loro ha il suo spazio di espressione, poichè ad ogni capitolo cambia la prospettiva da cui vengono narrate le vicende. Ma non preoccupatevi, tutto ciò non crea disorientamento, anzi, secondo me è in grado di darti una panoramica più dettagliata sugli eventi e di coinvolgere di più emotivamente il lettore. Io mi sono sentita quasi parte della storia. Unica pecca, devo ammetterlo, è il finale perchè non dico che sia banale, però appena acquistato e solo leggendo la trama avevo già ipotizzato potesse finire così, quindi mi ha leggermente turbato la mancanza dell’effetto wow.

Il secondo libro che vi propongo è “La mappa che mi porta a te​” di JP Monninger. 

L’ho scoperto abbastanza casualmente, girovagando per la Giunti in compagnia di Mars (credo di averla portata all’esasperazione quel giorno, perché non prendevo una decisione, nonostante lei stesse cercando di aiutarmi, proponendomi ogni libro che pensava potesse intrigarmi 🙈😂 ). Tutta la narrazione si basa su un viaggio, il quale è sia fisico che tra i ricordi. Infatti, la protagonista, finito il College, parte con le sue due migliori amiche alla volta dell’Europa, con l’obiettivo di ripercorrere gli itinerari tipici del famoso Gran Tour degli intellettuali. Su un treno per Amsterdam, però, la sua vita s’intreccerà con quella di Jack, un ragazzo americano in Europa per ripercorrere le tappe fondamentali del lungo viaggio di ritorno del nonno, finita la Seconda Guerra Mondiale. Così le traiettorie dei ragazzi si uniscono, trascinando il lettore in scenari europei mozzafiato.

Consiglio assolutamente questo libro a chiunque ami il viaggio. Mentre lo leggevo, lo consideravo già il mio nuovo libro preferito. Mi ha coinvolto e catturato in un modo che è difficile da spiegare. Il modo in cui è scritto e la caratterizzazione dei personaggi mi hanno colpito moltissimo, portandomi anche a sottolineare e a salvarmi diverse frasi e pensieri appartenenti ai protagonisti. Purtroppo anche per lui ho una critica da smuovere: il libro è nettamente diviso in due parti (che corrispondono anche alla divisione data dai capitoli), una dinamica e accattivante, mentre la seconda molto più statica e meno piacevole. Questa cosa mi ha rovinato leggermente la lettura, perché ha spento la mia voglia di proseguire. Tuttavia, superato il momento più brutto torna ad essere piacevolissimo, quindi non fermatevi come ho fatto io! Ah, nota importante: credo che il mio poco entusiasmo verso il finale sia dovuto anche ad una svolta che la storia ha preso, la quale ha aperto la strada verso un genere che personalmente tollero ben poco. Non spiego oltre altrimenti incapperei in qualche spoiler, però ci tenevo a sottolineare questa cosa.

Per oggi è tutto, spero che l’articolo vi sia piaciuto e che a qualcuno possa tornare utile!

Baci, 😘

Giugiu 🐼

Una dolce mattinata🍪🍫

Tutto è iniziato con una semplice idea: cucinare i baci di dama per fare una sorpresa a mia mamma.
Aspettativa: Organizziamo bene la mattinata: studiare due ore in biblioteca, poi tornare a casa e in un’oretta/un’oretta e mezza preparare i baci di dama.

Realtà: Sono rimasta a casa tutta la mattina per cucinare😂

La preparazione non è lunghissima, ma ci sono due pause per far riposare l’impasto e 15/20 minuti per la cottura (per me doppio perché ho dovuto fare due teglie) durante le quali ho lavato i piatti e fatto altre faccende, perciò tempo per lo studio proprio non ce ne è stato!
Questa è la ricetta che ho seguito io. La ricetta l’ho presa dal sito ”Giallo Zafferano”, ma ho apportato delle modifiche alla quantità degli ingredienti perché volevo solo 30 baci e non 40 (Ecco uno di quei casi in cui capisci che le proporzioni fatte a scuola durante l’ora di matematica servono😂)

Ingredienti per 30 baci di dama

  • 112,5 grammi di Farina
  • 112,5 grammi di Mandorle pelate
  • 112,5 grammi di burro
  • 82,5 grammi di zucchero
  • 112,5 grammi di cioccolato fondente (avevo la tavoletta da 100 g e mi è bastata/leggermente avanzata, ovviamente non è stato un problema.. pane e cioccolato e via😂)
  • Estratto di vaniglia (non l’ho usato perché non lo possedevo😂)
  • Scorza di un’arancia
  • Un pizzico di sale 

    Preparazione:

    Per preparare i baci di dama, mettete le mandorle nel vaso del mixer e frullatele insieme allo zucchero, lo zucchero servirà ad assorbire l’olio che sprigioneranno le mandorle. In una ciotola aggiungete il burro morbido (ma non molle) tagliato a pezzi, la farina e le mandorle tritate e cominciate ad amalgamare con le mani.

    Quindi aggiungete all’impasto la buccia d’arancia grattugiata, l’essenza di vaniglia, e il grosso pizzico di sale. Impastate il tutto fino ad ottenere un unico panetto, avvolgetelo nella pellicola trasparente e lasciatelo riposare in frigorifero per almeno un’ora.

    Una volta che l’impasto si sarà rassodato, suddividetelo in tanti bastoncini, da cui poi taglierete delle piccole porzioni di impasto (di circa 6-8 gr) che utilizzerete per formare delle palline. Disponete le palline di impasto su una placca da forno, foderata con l’apposita carta. Rimettete di nuovo le palline così formate in frigorifero per almeno altri 30 minuti. Dopodiché infornate e lasciate cuocere in forno statico a 160 gradi per circa 20 minuti, o fino a che la base del biscotto non si sarà dorata; se utilizzate il forno ventilato, la temperatura sarà di 135 gradi. 

    Nel frattempo fate sciogliere il cioccolato a bagnomaria, oppure nel  forno a microonde. Quando i biscotti saranno cotti, lasciateli raffreddare. Aiutandovi con un cucchiaino o con una siringa, disponete il cioccolato sciolto (lasciatelo raffreddare fino a che risulti piuttosto denso) sulla parte piatta del biscotto e ricoprite delicatamente con un altro biscotto .  Mettete i baci di dama su di un vassoio  e lasciate che il cioccolato indurisca,  poi potrete servire i vostri deliziosi baci di dama.

    Ho finito i baci di dama alle 12:30, dovevo sbrigarmi a finire di sistemare le ultime cose perché mia mamma sarebbe tornata dal lavoro. Dopo aver pulito, credendo di non aver lasciato nessuna traccia, sono andata dalla nonna per lasciarle i baci, dato che avrei dovuto nasconderli fino alla sera finché non ci saremmo stati tutti, e per fare un bellissimo servizio fotografico alla mia creazione😂

    Quando sono rientrata in casa mi sento dire da mia mamma ”che profumino.. chi ha fatto la torta?” ”Ti vedo in pigiama non sei andata in biblioteca?”

    Sgamata. Credevo di aver pensato a tutto e invece non avevo pensato all’abbigliamento! Al profumo in realtà sì, avevo fatto circolare l’aria, ma a quanto pare non è bastato.

    Comunque in qualche modo ho cercato di salvarmi, ma ormai il fiuto materno stava già sospettando!😅

    Se qualcuno decide di farli, mi faccia sapere come escono😋

    Buona giornata😘

    Mars✨

    Sarà il blocco dello scrittore?

    Cari lettori,

    Oggi, o meglio, nelle ultime settimane, mi trovate in difficoltà. È passato poco più di un anno da quando abbiamo aperto questo blog, non so se si possa considerare tanto o poco, ma in qualsiasi caso, non ho quasi mai avuto problemi riguardo a cosa raccontarvi come in questo ultimo mese.

    Mi sono venute un po’ di idee, ma nel momento in cui dovevo scriverle le scartavo perché non mi soddisfacevano, ritenevo che nessuna idea rendesse giustizia a tutto quello che passava per il mio cervello dato che da quando ho iniziato l’università le cose a cui pensare sono aumentate.

    La mia routine è completamente cambiata, le persone che incontro sono cambiate e tutte le esperienze che faccio sono diverse.

    Stando via minimo dieci ore al giorno (quando vado all’università) ne capitano di cose durante la giornata, e dato che per me ogni gesto e ogni parola possono portare a una riflessione, immaginate quante cose penso con tutte le persone che incontro tra università, mezzi e le altre cosucce che ho da fare.

    Oltre all’università gli impegni fissi che ho sono: Due volte a settimana aiuto un ragazzo di prima media a studiare e il sabato mattino lo passo con il mio cuginetto di un anno per dare una mano a mia zia. Volendo diventare insegnante sono impegni dai quali posso ricavare qualcosa e che mi coinvolgono; certo mio cugino e il ragazzo che aiuto non sono nella fascia d’età con cui vorrò lavorare, ma ho pur sempre a che fare con apprendimento ed educazione. Oltre a questi, altri due impegni sono la palestra e l’incontro con gli adolescenti, perciò posso dire che un po’ di cose da fare le ho, proprio come piace a me, ma allora perché spesso mi ritrovo a sentirmi insoddisfatta? Perché sento di non essere felice?

    Vi starete chiedendo perché vi ho detto questo… beh perché, come vi ho detto all’inizio, ho tante cose diverse a cui penso e non trovo un unico argomento che possa includere tutto e descrivere come mi senta in tutte le svariate situazioni.

    Il mio umore cambia velocissimamente, ma so che sono poche le giornate in cui vado a letto veramente serena e senza pensieri, vorrei essere più leggera.

    A fine giornata spesso piuttosto che pensare ‘’cosa ho bisogno di fare’’ mi chiedo ‘’chi ho bisogno di avere accanto’’. Mi sembra che tutto sia diviso a compartimenti stagni, che mi relaziono con qualcuno solo in base all’impegno che ho condiviso con lui. Per esempio, io vado in palestra con una mia amica,la quale la sento solo per metterci d’accordo, e questo vale per tutto quello che faccio. Se io non facessi quelle attività non sentirei più nessuno, perché non c’è quel bisogno di cercarsi, di vedersi, mentre io ho bisogno di avere un gruppo di amiche,un fidanzato, persone sulle quali contare, quelle persone a cui possa sempre riferirmi e con le quali condividere idee, weekend e progetti. Persone con le quali non si parli del più e del meno perché ci si è incontrati per caso, ma persone con le quali si parli del più e del meno perché si vuole parlare del più e del più e del meno.

    Per me è questa mancanza di fondo e il fatto che pensi troppo a qualsiasi cosa che mi danno questa infelicità di base e che mi portano anche a non sapere cosa scrivere perché qualsiasi cosa scriva è solo una piccola parte del grande caos che c’è nel mio cervello.

    E qui mi rivolgo a voi.. è normale che quando si cresca accada questo? Sto cercando qualcosa che non troverò?

    Anche perché per motivi molto concreti non credo di poter trovare quello di cui ho bisogno. Qui dove abito io ho un gruppo di amiche con le quali ogni tanto mi vedo ma con cui non ho la relazione che vorrei, è sempre la stessa storia, non c’è quella ricerca continua, inoltre quelle poche persone che ho conosciuto all’università abitano lontano da me, perciò oltre all’università non ci sono punti di incontro.

    Così mi chiedo… come è possibile che dopo l’anno del cavolo che ho passato lo scorso anno io non possa essere felice? Cosa c’è che non va in me e in quello che faccio? Avrei bisogno che qualcuno me lo dicesse perché io ci sono così immersa dentro che ormai non capisco più nulla.

    Anche perché io sono convinta che sono anche altri i motivi per cui non sia felice e soddisfatta, ma al momento non li vedo perché mi concentro solo su quello di cui sento di aver bisogno e di non poter più aspettare.

    In conclusione vorrei scusarmi con voi per tutti gli articoli deprimenti che ho scritto negli utlimi mesi, chissà cosa pensate di me!! In qualsiasi caso una dote che mi contraddistingue e la sincerità, perciò  mi mostro per come mi sento, se mi concentrassi su altro ignorando ciò che per me conta mi sentirei falsa e questo blog diario non avrebbe più il valore che io gli conferisco.

    Aspetto le più svariate interpretazioni del mio stato attuale e del mio comportamento. Commentate pure, magari mi capite più di me.😉

    Mars✨

     

     

    Da idea flop a serata top! ðŸ”ðŸ˜

    Cari lettori, buonasera! ✨

    Perdonatemi per la mia sparizione, ma il primo test dell’università mi ha completamente assorbito. 🙄 Oggi torno a parlarvi della mia vita qui a Pavia e, in particolare, della Festa delle matricole che si è tenuta lo scorso 7 novembre.

    Il tutto ha avuto inizio quasi un mesetto fa, quando le “Anziane” del mio collegio hanno affisso alla bacheca degli avvisi alcuni cartoncini tutti colorati e molto appariscenti, in cui spiegavano cosa avremmo dovuto fare e in cui erano elencati i nomi di noi matricole divise in gruppetti. Avremmo dovuto reinterpretare in chiave personale e umoristica il famoso Carosello e il tutto si sarebbe concluso con la canzone “Credo” di Giorgia. Nello specifico, a ogni gruppo era stata affidata una pubblicità di prodotti tipicamente pavesi: Vino Oltrepò Pavese (il mio), Riso Scotti, Galbani, Liquore dei monaci, Torta Vigoni e Pelliccia Annabella. L’obbligo a partecipare a tutto questo è stato appreso da noi matricole in malo modo, poiché qualcuna non se la sentiva di salir su un palcoscenico, qualcun’altra non voleva <<sprecare>> il proprio tempo a disposizione per lo studio in questo modo e infine qualcuna perché si sentiva ridicolizzata da questa proposta e quindi voleva chiamarsi fuori. Alla fine dopo circa 3/4 incontri siamo riuscite a trovare qualcosa da portare in scena, nonostante la mancanza di un tema, che ci ispirasse veramente a proporre qualcosa di creativo, e nonostante la mancanza della voglia di partecipare da parte di alcune persone (per esempio il mio gruppo era dimezzato e solo verso la fine siamo riuscite a convincere anche qualcun altro ad aggiungersi 😅).

    A differenza delle premesse, lo spettacolo è venuto veramente carino e in un modo o nell’altro tutte le matricole sono state coinvolte (alcune erano le addette alla parte tecnica di audio e luci). In più, la Festa delle matricole non prevedeva unicamente il nostro breve spettacolo, ma, abbiamo scoperto la sera stessa, subito dopo il nostro canto, anche le “Anziane” hanno cantato, intonando l’inno del Collegio. Le parole del testo erano veramente stupende (mi piacerebbe avere il testo completo per rileggerlo ogni volta che ne sentirò la necessità) e in più erano accompagnate da una ragazza che suonava la chitarra… molto emozionante e carino come benvenuto! 😍

    La serata però non si è conclusa così. Ogni matricola è stata chiamata sul palco singolarmente per una sorta di rito propiziatorio: una volta chiamata, ricevevi un attestato di merito/benvenuto e subito dopo le due più grandi del Collegio scrivevano con un pennarello sulle guance “M” e “A”, le iniziali le Collegio. 

    Dulcis in fundo, finito il “rito”, è stato estratto un “angelo custode” (cioè una suora della Comunità religiosa presente nella struttura) per ciascuna matricola, il quale si impegnerà a pregare affinché la nostra carriera universitaria e vita possano andare al meglio.

    Credo vi stiate domandando perché vi abbia raccontato tutto ciò… beh perché, nonostante non avessi voglia e me la immaginassi una serata noiosissima, mi sono dovuta ricredere! È stata una delle serate più belle da quando sono qui, mi sono sentita accolta dal gruppo, mi pare che questa Festa abbia avuto solo che risvolti positivi nelle relazioni tra noi, insomma… mi sono sentita parte integrante e integrata del gruppo, una sensazione fantastica! 😍

    Spero di non avervi annoiati con la mia narrazione, ma di avervi tenuto un po’ di compagnia in questa serata autunnale. 😉

    Baci,

    Giugiu 🐼

    Ritorno alle origini

    Ciao a tutti,

    Sabato 28 ottobre noi e la nostra amica Marzia siamo tornate dopo quasi 4 mesi nella nostra vecchia scuola. Come potrete immaginare questo evento ha suscitato in noi tante emozioni, perciò abbiamo deciso di riportarvi i nostri punti di vista riguardo a questo piccolo tuffo nel passato.

    ”Situazione sentimentale: UN MISCUGLIO INDEFINITO DI EMOZIONI TRA LORO ANCHE OPPOSTE, ma soprattutto MALINCONIA e TRISTEZZA 😭

    Non mi è piaciuto (e non mi piace) sentirmi un’estranea nei luoghi in cui ho passato gli anni più belli. Come vi avevo già accennato, le medie per me sono state un inferno, non tanto dal punto di vista scolastico, ma per l’ambiente (passatemi il termine) malsano e per il gruppo classe che non faceva nulla per farmi sentire meno emarginata. Tuttavia, una volta giunta alle superiori, mi è parso di rinascere e tutte le insicurezze e i dubbi che albergavano in me, riguardanti me stessa e chi mi circondava, sono state spazzate via da un gruppo classe che, nonostante inizialmente non fosse molto coeso, negli anni si è unito sempre più, rendendo, ripeto, questo periodo come uno dei più felici per me. Quindi, detto questo, penso possa apparirvi chiaro il motivo per cui io fossi malinconica, il perchè non volevo assolutamente che la quinta terminasse e la ragione per la quale alla domanda del profe di Scienze Umane “Un lato negativo della nuova esperienza” avrei voluto rispondere la mancanza verso la mia vecchia classe.

    A questa si è mescolata un’altra fortissima emozione: prima di entrare effettivamente dalla porta della scuola ero completamente tranquilla, ma questa tranquillità è stata fagocitata in un unico istante dall’ansia. Ma non era un’ansia qualsiasi, no, proprio quella che avevo provato l’ultima volta che avevo varcato quell’uscio per andare a vedere i risultati finali dell’esame di maturità. Era come se il mio corpo si fosse fermato lì, a quell’istante e avesse memorizzato per sempre quella giornata come epilogo a quei fantastici 5 anni.

    Finito il giro, ho provato un’ultima emozione: ero molto felice. Perchè? Beh, perchè avevo avuto modo di rivederli tutti, ma soprattutto per il calore con cui ci avevano accolto e per il fatto che pareva non fosse cambiato nulla dall’ultima lezione insieme, fatta eccezione per qualche spiegazione e verifica in meno. 😂

    In sostanza, questo incontro è stato uno splendido tuffo nel passato e non vedo l’ora ci sia il prossimo, che a quanto sembra non sembra manco essere così lontano! 😍”

    Giugiu 🐼

     

    ”Il primo ricordo è affiorato quando ho visto il murales fuori dalla scuola, davanti al quale dopo il mio orale ho fatto una foto in cui esprimevo tutta la gioia che avevo in corpo.

    Subito dopo sono entrata dal cancello e mi sono seduta sulla panchina mentre aspettavo Giulia e Marzia. In quei pochi minuti mille scene mi sono passate davanti agli occhi, in particolare tutti gli intervalli passati nel giardino nei mesi più caldi.

    Sia lì fuori che dentro la scuola da un lato mi sentivo in un posto familiare, dato tutti i momenti passati lì in cinque anni, ma dall’altro mi sentivo un’estranea, come se a quella scuola non appartenessi più da un sacco di tempo.

    Vedere tutti i profe è stata un po’ un’impresa visto che da quest’anno gli esterni non potrebbero più salire ai piani superiori, ma alla fine grazie a qualche furbata siamo riusciti a vedere tutti, ad eccezione per la profe di italiano e il profe di religione.

    Ciò che più mi ha fatto  piacere è stato vedere nel volto di tutti la felicità per essere andate a trovarli , ad eccezione per il profe di arte, ma non è importante dato che a momenti non ci riconosceva (potete intuire che profe sia stato). Inoltre in molti hanno aggiunto ti fargli avere ancora nostre notizie e di organizzare una cena di classe.

    La prima profe che abbiamo incontrato è stata quella di matematica, dalla quale mi ha fatto molto piacere sentirmi dire che alla maturità avrei dovuto prendere qualche punto in più, anche se subito dopo, essendo in tema di maturità, ho fatto una bellissima figura confondendomi su un concetto matematico che mi avevano chiesto all’esame orale,ma dettagli😂

    Successivamente abbiamo incontrato il profe di arte, ma vi risparmio l’incontro dato che è durato meno di un minuto, poi abbiamo visto la profe di scienze, la quale è stata come sempre tenerosa e subito dopo è arrivata la mitica profe di educazione fisica che con le sue solite vicende da smemorata ci ha fatto fare una risata.

    L’incontro che più mi è piaciuto è stato quello con il profe di scienze umane, il quale dopo averci abbracciato ci ha subito invitate ad andare nella sua classe fregandosene delle regole della sicurezza😂. Davanti alla sua classe, una quarta scienze umane (l’indirizzo che ho fatto io) ci ha fatto raccontare l’inizio della nostra esperienza universitaria ed è stata in quella mezz’ora che ho realizzato diverse cose: è stata un delle poche volte in cui non mi sono fatta nessun problema a parlare davanti a un gruppo, anzi avevo proprio voglia di raccontare quello che avevo vissuto. Ho poi finalmente provato la sensazione che si prova nel raccontare la propria esperienza postsuperiori. Ogni volta che exalunni entravano in classe mi domandavo come fosse stare al loro posto e come loro ci vedevano. Beh.. non so come si sentissero loro, ma io mi sono sentita grande. Allo stesso tempo però immaginavo come si sentissero gli alunni di quella classe, alcuni magari ancora indifferenti perché il postsuperiori lo sentono ancora lontano (anche se nemmeno immaginano quanto passerà velocemente il tempo), altri invece magari sono già preoccupati per il loro futuro. In qualsiasi caso pur non conoscendoli è stato come se capissi quello che provavano perché beh… ci sono passata pure io.

    Infine ho notato altre due cose, la prima è che il mio profe rispecchia in diversi aspetti l’immagine di insegnante che abbiamo un po’ delineato all’università (già l’avevo intuito avendolo come profe, ma studiando ancora di più pedagogia e vedendolo agire in un’altra classe l’ho notato meglio), mentre la seconda riflessione che ho fatto riguarda il gruppo classe che avevo di fronte. Il clima che si respirava era sereno e allegro e mi ha dato l’impressione di essere un bel gruppo, un gruppo con il quale non dispiace stare e subito dopo ho fatto un confronto su come mi sentivo io in classe, arrivando alla conclusione che forse non ero solo io quella sbagliata, poiché  il clima che c’era non era sempre dei migliori, o semplicemente non era adatto a me. Poi ovviamente non conosco quella classe,avrannno anche loro litigi e antipatie interne, ma così a primo impatto mi sembrava un clima totalmente diverso.

    Infine abbiamo incontrato gli ultimi due profe rimanenti: quello di filosofia e quello di storia.

    Il primo non appena mi ha vista mi ha chiesto se avessi superato il voto di maturità un po’ insoddisfacente (Libertààà) e ciò mi ha fatto veramente piacere perché credevo non si ricordasse nemmeno. Ho risposto che già il giorno stesso in cui avevano pubblicato i risultati avevo superato tutto, sottolineando poi il risultato ottenuto al test di ingresso all’università. A seguito di questa risposta è intervenuto il mio adorato profe di storia dicendo che alla fine è stato meglio così perché il voto di maturità non mi sarebbe servito molto,al contrario entrare in università era necessario.

    Abbiamo poi concluso questa mattinata con un ultimo ricordo ovvero ripercorrendo, in mezzo agli studenti che uscivano da scuola, la strada che fino a pochi mesi pima io e Giuli  facevamo a braccetto per andare a prendere il pullman. Questa volta il braccetto è mancato, ma non c’è problema visto che la scena si può ripetere anche in altri contesti😉’’

    Mars✨

    #Consigliando: Baby driver, Inferno, Nerve

    Buonasera a tutti, 😘

    oggi ho deciso, dopo diverso tempo che non lo faccio, di aggiornare un po’ la lista dei miei consigli in fatto di film. Andrò a parlare principalmente di film adrenalinici, anche perchè sono i miei preferiti e nell’ultimo periodo ne ho visti abbastanza. Ma ora partiamo! 😉

    1. Titolo: Baby driver        Baby driver

    Anno: 2017

    Genere: azione, commedia

    Regia: Edgar Wright

    Il protagonista si chiama Baby ed è un giovane ragazzo con abilità straordinarie nella guida di ogni tipo di veicolo. A causa di un debito verso Doc, è costretto a lavorare per lui nel mondo del crimine, a fianco delle sue squadre, finchè il debito non sarà saldato. Nel corso del film avranno molta importanza una ragazza, Deborah, e il vecchietto sordo-muto che l’ha cresciuto, in quanto la loro presenza porterà ad un vero e proprio capovolgimento della situazione.

    È un film molto bello sia dal punto di vista della trama e della caratterizzazione dei personaggi, sia dal punto di vista delle scene piene di adrenalina. Proprio per questo motivo ve lo consiglio caldamente se siete amanti del genere. Purtroppo, il giorno in cui sono andata al cinema non stavo benissimo, quindi non sono riuscita a godermeo al 100%, però è riuscito comunque a catturarmi e a tenermi incollata alla sedia. Come scarica adrenalinica mi ha ricordato moltissimo quella che mi infonde Fast & Furious ogni volta che lo vedo, anche se è la millesima. Mi ha ricordato la saga anche per la presenza di diverse scene di inseguimenti e per le scene in cui le capacità di Baby sono il focus di tutta l’azione.

    (Trailer Baby driver)

    1. Titolo: InfernoInferno

    Anno: 2016

    Genere: azione, thriller, giallo

    Regia: Ron Howard

    Beh… chi di voi conosce già il romanzo best-seller Inferno di Dan Brown sa di cosa andrò a parlare.

    Il film si apre con un prologo abbastanza concitato, per la presenza di un inseguimento. Successivamente il film prende effettivamente inizio e le scene si spostano sul protagonista Robert Langdon (interpretato da Tom Hanks), professore e simbolista ad Harvard. Robert si risveglia in un ospedale di Firenze, affetto da una profonda amnesia, dopo che alcuni uomini misteriori hanno tentato di ucciderlo e pare che il loro intento sia quello di portare a termine ciò che non è stato completato. Mentre cerca di recuperare la memoria, fa affidamento sulla dottoressa Sienna Brooks, la quale l’ha aiutato a fuggire dall’ospedale di Firenze quando gli uomini misteriosi erano giunti per terminare il lavoro. Con Sienna inizia a decifrare i misteri legati all’opera di Dante, a causa delle continue scene che vivono nella mente al professore e di un’immagine dell’Inferno dantesco che lui si ritrova misteriosamente in una tasca della giacca. Da qui prendono il via tutte le roccambolesche avventure del protagonista, sempre in compagnia di Sienna, le quali sono tutte unite da un unico filo conduttore: la simbologia nascosta nell’opera di Dante e le idee di Bertrand Zobrist, miliardario transumanista e fanatico di Dante.

    Il mistero del simbolismo, l’adrenalina delle avventure e i continui risvolti innaspettati sono quelli che mi hanno catturato maggiormente. L’ho visto tutto d’un fiato senza manco accorgermi del tempo che passava. Mi è piaciuto veramente moltissimo. Quindi, se piacciono anche a voi i film pieni di mistero e azione, dovete assolutamente vederlo!

    (Trailer Inferno)

    1. Titolo: Nerve nerve

    Anno: 2016

    Genere: thriller

    Regia: Henry Joost e Ariel Schulman

    Tutto il film verte su un gioco di nome Nerve, un gioco di realtà virtuale dove le persone possono iscriversi online come giocatori o pagare per diventare gli spettatori. Gli spettatori sono coloro che decidono anche le sfide per i singoli giocatori e tutto ciò avviene in cambio di soldi e di popolarità.

    Vee, la protagonista, dopo esser stata beffeggiata dalla migliore amica, Sydney, e dai suoi  amici, perchè considerata poco coraggiosa e avventurosa, decide di iscriversi come giocatrice per dimostrare il contrario. Questo è il punto d’inizio di tutto quello che accadrà dopo. Infatti, attraverso il gioco, conoscerà Ian, con il quale farà coppia fissa e ben presto diverranno i più popolari di Nerve, tanto da poter partecipare alla finale. Tuttavia, man mano che il gioco proseguirà, Vee verrà in contatto anche con tutti i risvolti negativi del gioco, ma ha un unico problema: la prima regola di Nerve è non parlare di Nerve.

    Anche questo film è stato un magnete… mi ha risucchiato completamente e quando l’ho finito ero abbastanza sotto shock, sia per come mi aveva coinvolto, sia per il tema che va a toccare. Penso sia un ottimo film da mostrare a tutti gli adolescenti, per il forte, fortissimo messaggio che porta, il quale non è per niente celato o difficile da comprendere, ma viene proprio “sbattuto in faccia” allo spettatore. È semplicemente un obbligo vederlo, anche a fronte del mondo in cui viviamo, in cui ormai il centro della public life si svolge online.

    (Trailer Nerve)

    Per oggi direi che posso concludere qui. Se può farvi piacere, prometto che aggiornerò la lista dei consigli più spesso!

    Buonaserata, ✨

    Giugiu 🐼