Quando vestiti e libri raccontano più di noi ðŸ‘—📖

Ciao lettori, 😘

nei giorni appena passati, in cui mi sono ritrovata rinchiusa in casa a studiare e/o a viaggiare per il nord d’Italia per partecipare ai vari test d’ingresso delle università, ho avuto diversi momenti di riflessione su argomenti molto diversi tra loro, ma con un fattore comune: il recupero di spiegazioni e nozioni che si sono accumulate nel mio cervellino in 5 anni di liceo delle scienze umane.

Oggi ho deciso di condividere con voi uno dei ragionamenti più importanti, dal mio punto di vista, e sarei curiosa di leggere nei commenti anche quello che ne pensate voi a riguardo. La mia riflessione è focalizzata sulla sfera delle apparenze, della comunicazione non verbale, ma affrontata analizzando due elementi: l’abbigliamento e i libri. 👗📖

Si dice sempre che “l’abito non fa il monaco” o che “un libro non vada giudicato dalla copertina”, ma quanto effettivamente, in modo volontario o involontario, questi aspetti influiscono sulla nostra percezione dell’altro?

Tutta la mia riflessione ha un’origine ben precisa, buffa e assurda, ma ben precisa: il mio armadio. Eh già… Stavo sistemando il mio armadio, quando mi sono soffermata ad osservare i vestitini e i vari top appesi e immediatamente la mia mente ha creato un confronto con l’immagine triste e vuota del mio armadio delle medie. Allora ho capito immediatamente che tutte quelle frasi, che mi erano da sempre apparse frasi fatte, come “L’umore influisce sul tuo modo di vestirti”, erano tremendamente vere! Io non vi ho mai spiegato dettagliatamente cosa hanno rappresentato per me le medie, vi basti sapere che sono state abbastanza un incubo e che ho festeggiato quando finalmente i tre anni si erano conclusi e potevo salutare tutti quanti. In quel triennio il mio armadio si era svuotato: mi erano rimaste solo felpe e maglioncini, jeans e leggings e un unico vestito (che non mi piaceva neppure molto, ma lasciamo perdere), perchè non trovavo il motivo di fare acquisti per poi stare a casa nel mio mondo. Per di più era un armadio molto triste: gli unici colori che potevi trovare erano il nero, il grigio, il bianco e qualche tocco di blu, dato che è sempre stato il mio colore preferito. Ma tutto questo ora è cambiato! Si è ripopolato, forse per certi aspetti anche troppo, dato che alcuni cassetti faccio fatica a chiuderli, e man mano sto aggiungendo colori e fantasie (per esempio io ho sempre odiato le fantasie a fiori ma nel mio penultimo acquisto ho fatto anche questa follia), facendo tornare un po’ vivo il mio guardaroba.

Queste osservazioni hanno poi condotto tutta la mia attenzione su quanto il modo in cui ci vestiamo racconta di noi. L’uso di determinati colori o la geometria dei vestiti che indossiamo descrivono il nostro modo di essere e alcuni aspetti del nostro carattere. Quante volte passeggiando per la città abbiamo storto il naso davanti a certi stili o, al contrario, abbiamo pensato “Ma quanto è bello quell’abbinamento”? E tutto questo ci porta, inevitabilmente, anche ad apprezzare la persona che indossa quel determinato look o ad allontanarci da essa, giudicandola negativamente.

Discorso analogo, dal mio punto di vista, è applicabile al mondo dei libri. Per esempio, io sono stata giudicata spesso, anche dai miei stessi amici, come una che legge libri “leggeri”, poco degni di nota e che la mia profe definiva “spazzatura”. Tuttavia, io mi sono sempre schierata contro queste distinzione di genere, perchè ritengo che ogni libro abbia una propria dignità e che ogni genere letterario si ricolleghi a uno o a più caratteri del lettore che ne usufruisce. Quando penso ai lettori di thriller, per esempio, penso a persone che amano l’avventura, temerari, curiosi e a persone molto logiche, a cui piace giocare col protagonista a trovare la soluzione del crimine. Riservo un profilo simile anche agli amanti dell’azione e del fantasy, perchè amano immergersi in lunghi viaggi, in cui si deve esser pronti a tutto e ad entrare in relazione con l’altro e l’ignoto. Inoltre, secondo me, è un indice molto importante anche il modo in cui la persona legge perchè definisce quanto la persona sia coinvolta dalla lettura e quanto per essa rappresenti un piacere o un obbligo (è l’aspetto fondamentale per verificare la veridicità delle informazioni appena raccolte su quella persona). Mi sorge spontanea l’immagine di studenti annoiati davanti ai libri, ma obbligati a proseguire, che alla minima distrazione o via di fuga, scappano volentieri da quella lettura imposta (io prima di tutti, non sopporto i libri imposti, perché penso che ogni libro vada letto quando se ne sente la necessità) e contemporaneamente, in contrapposizione, l’immagine di ragazzi che anche mentre scendono alla loro fermata del tram proseguono nella lettura, a volte anche mentre camminano (questo è capitato anche a me, lo ammetto), o persone talmente immedesimate nella lettura che non sono minimamente disturbate dal caos che li circonda.

Quindi, riassumendo, sono innumerevoli i messaggi che noi mandiamo alle persone che ci osservano, anche solo tenendo in mano un libro, e questi sono tutti elementi che vanno a formare nella mente dell’altro una nostra immagine, che poi, attraverso la conoscenza reciproca, può essere confermata o modificata man mano.

Aspetto di sapere le vostre considerazioni,

a presto! 😉

Giugiu 🐼

 

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Crescere✨

È arrivato settembre e tutto ciò che questo mese comporta.

Fin da quando ero piccola, ho avuto l’abitudine di calcolare l’inizio dell’anno con settembre e la fine con agosto. Diciamo che per me l’anno solare coincide con quello scolastico😂,così tutte le ‘’somme da tirare’’ e i buoni proposti che la gente normale fa a Capodanno, per me si anticipano a questo momento dell’anno.

Sapete il fatidico giorno in cui si diventa maggiorenni? Il giorno in cui tutte le responsabilità diventano tue? Ecco, come già pensavo prima di compiere i 18 anni ad ottobre, questa data è abbastanza simbolica perché una persona non cresce quando può evitare di chiedere ai genitori la firma per fare qualcosa, cresce grazie alle situazioni che deve affrontare.

E beh.. se penso a quest’anno penso a quante cose siano cambiate e quanto io sia cambiata. È stato un anno ricco di nuove esperienze e di prove da superare che mi hanno fatta crescere.

Facendo un breve elenco puntato potrei riassumere il tutto in questo modo:

-Maturità e tesina

-Scegliere l’università e di conseguenza chi voglio essere

-Patente

-Lo sgretolarsi del mio gruppo di amiche

Come vi avevo già detto nell’articolo Libertààà, pur avendo affrontato la maturità con tanta ansia e preoccupazione,sono uscita davvero fiera di me dall’esame orale, sono felice per come ho gestito la situazione: sette professori che mi ascoltavano ed io in centro a cercare di rispondere a tutto. Ma in particolar modo è la tesina che mi ha colpito di più perché posso dire che preparandola ho trovato una parte di me stessa. La mia tesina riguardava la clownterapia e di conseguenza l’importanza del sorriso e del !!!prendersi cura degli altri’’. Ho potuto comprendere meglio questi aspetti incontrando Sara, una ragazza che pratica clownterapia, con la quale ho parlato per ore di questa attività capendo quanto quell’argomento mi fosse vicino per il mio modo di essere e per come voglio impiegare la mia vita, ovvero stando a contatto con le persone, in particolar modo i bambini e aiutare chi ne ha bisogno.

A questo tema si può collegare la ricerca dell’università. Non è stato per niente facile, sono andata in crisi tante volte non sapendo scegliere tra Scienze della formazione, Educazione professionale e Psicologia, ma alla fine ho scelto Scienze della formazione. Tutt’ora non so se sia la scelta giusta e finchè non ne avrò esperienza non potrò saperlo. L’unica cosa certa è che ci ho riflettuto molto: ho fatto un colloquio in università per capire quale strada fosse più adatta a me, ho visto Valeria, una ragazza più grande di me nella quale ho sempre visto un punto di riferimento (fa pure psicologia quindi mi sono informata riguardo a quell’indirizzo), ho parlato con Sara, la stessa ragazza della tesina che fa Educazione professionale, ho fatto un test di orientamento, ho partecipato ad alcuni openday, ho guardato tanti siti universitari di diversi corsi e ho riflettuto tanto pensando a quello per cui sono portata e a tutti gli aspetti positivi e negativi che ogni corso e poi il futuro lavoro possiede.  Nemmeno mi ricordavo di aver fatto così tante cose! Speriamo ne esca qualcosa di buono!

Altro argomento fondamentale è la questione patente. Mi è piaciuto molto fare i quiz e le guide in quanto mi divertivo, non mi pesavano e mi facevano sentire adulta, ma il momento migliore è stato quando sono scesa dalla macchina di scuolaguida con la patente in mano. Da quel momento potevo andare in giro da sola e questo aspetto ha contribuito a farmi sentire un pò più indipendente. Non ho mai avuto la moto perciò dovevo sempre dipendere dai miei genitori, mentre ora sono più autonoma, sono sempre un po’ limitata perché la macchina è in comune con mia mamma, però basta organizzarsi e posso fare/andare quando ne ho bisogno.

Per quanto riguarda il mio gruppo di amiche, ne avevo già parlato in altri articoli di sfogo,ma la storia si può riassumere brevemente così: eravamo in sette, non siamo sempre state così numerose, diciamo che il gruppo si è allargato con il passare dei primi anni liceali, in terza eravamo al completo e per due anni eravamo noi. Fuori e dentro scuola. Abbiamo condiviso molto, tanto che ci chiamavamo ‘’Ohana’’, finchè in quinta per vari motivi il gruppo è sempre venuto meno. Ci sono state discussioni e incontri ma nulla ci ha riportate ad essere quelle di prima. Personalmente ci sono stata male perché per me loro erano veramente la mia famiglia, erano essenziali e già a fine quarta mi disperavo per quando in quinta le strade si sarebbero divise, ma poi tutto è cambiato, allontanamenti e silenzi imbarazzanti, non mi hanno fatto provare tristezza alla fine della scuola.

Vi starete chiedendo perché vi sto raccontando tutto ciò e la risposta è che per come sono io, posso dire che questa è una delle cose peggiori che potesse capitarmi. Ho sempre messo al primo posto le relazioni, per me sono uno degli aspetti più importanti della vita di ognuno di noi, perciò vedere il mio gruppo sgretolarsi è stato difficile. Spesso mi sono sentita sola, e se non fosse stato per Giulia non so come avrei fatto, ma posso ormai dire che ho quasi superato la faccenda.

Sono sempre amareggiata perché con loro ho vissuto momenti davvero belli, perciò la nostalgia c’è, però per lo meno non continuo a pensarci, ormai quello che è stato è stato, mi tengo i bei ricordi e attendo il futuro.

Un altro motivo per cui dico di aver superato la storia riguarda le foto. Come ho spiegato nell’articolo Let me take a photo, per me le fotografie sono essenziali, ma c’è stato un periodo in cui non volevo nemmeno vedere le foto con loro, mentre ora,che sto selezionando le foto da stampare degli ultimi due anni, ho deciso di stampare alcune foto con loro per procedere con il mio album (ormai da troppo inutilizzato), perché nonostante tutto loro fanno parte di me e non voglio dimenticarle.

Ecco.. questi sono i quattro fattori che maggiormente mi hanno fatta crescere in questo periodo,ma vi assicuro che non sono gli unici, ogni incontro, ogni conversazione può cambiarti leggermente, altri esempi potrebbero essere la vacanza in Puglia o quella in Spagna, entrambe speciali per motivi diversi. (Ci sono due articoli anche per queste esperienze: Vacanze Salentine e Stesso luogo, percezioni differenti )

E per concludere vorrei dire che questo è solo l’inizio perché tra due settimane ho il test di ingresso per l’università e in base al risultato la mia vita cambiarà completamente. O passo e di conseguenza entrerò in contatto con un nuovo ambiente, molto più grande del mio paesino a cui sono abituata, nuove persone e magari un possibile trasferimento, o non passo, e fidatevi che la possibilità è davvero alta, sia per il numero di iscritti sia per i miei risultati ottenuti nelle simulazione, e dovrei riorganizzare tutto. Purtroppo finchè non so il risultato è tutto un forse, non posso assicurare nulla a nessuno, sono state tante le proposte a cui non ho potuto dare risposta, dal fare l’animatrice al gruppo adolescenti del mio paese, a un piccolo lavoretto pomeridiano. In più ovviamente non posso stabilire come organizzare il tempo libero, se andare in palestra, provare un corso di teatro o provare a entrare a far parte di un’associazione di clownterapia.

Insomma qui è tutto molto vago e incerto e non vedo l’ora di poter organizzare la mia vita, che come avrete notato, sarà ricca di cambiamenti.

E voi? Avete vissuto un anno in cui vi è sembrato di essere travolti da cambiamenti?😊

Buona serata😘

Mars✨

Riflessioni al chiaro di luna ðŸŒ™

Ciao a tutti,

Mi rendo conto dell’orario assurdo in cui sto scrivendo e che ben pochi di voi saranno ancora svegli, ma quando la testa è costipata di pensieri e le mani fremono per scrivere qualcosa, beh allora non c’è orario che tenga. Inoltre mi trovo qui sul mio terrazzo al riparo dalla calura giornaliera, godendomi la luce lunare che tanto amo e il canto notturno degli insetti, ambiente ideale per liberarsi dal fiume agitato nella mente.

Questi giorni non sono stati i migliori dei migliori e, nonostante le uscite con vecchi e nuovi amici, la tristezza continua ad avere la meglio… io mi domando: quanta tristezza e malinconia ci può stare in una singola persona?

Innanzitutto, ho litigato pesantemente con una delle persone più importanti per me. La cosa mi fa a pezzi anche se ho paura che lei non capisca. A volte credo non sia in grado di essere oggettività e obiettiva, ma io so che non è così! Ho troppo paura di perderla e… non ho idea di come comportarmi. Lei pretende delle cose che o non le posso dare oppure IO non voglio dargliele, perché mi pare orribile dare un “ti voglio bene” sotto ordine, ogni cosa che dico deve essere sentita in quel momento, altrimenti per me è priva di senso. Altra cosa ancora più triste è che sembra io non le abbia mai dedicato una frase carina e dolce, ma non è affatto così! Io sono una persona piuttosto chiusa, che non manifesta troppo quello che prova e pensa, e lei lo sa, e me lo dice anche lei che le cose sono migliorate nel corso degli anni, ma per lei non è abbastanza e ho paura che le sue aspettative non sarò mai in grado di rispettarle.

Inoltre stasera sono passata per la prima volta dopo un mese esatto dal mio orale di fronte a quella che ormai sarà la mia ex scuola e la malinconia mi ha posseduto… mi mancherà profondamente la mia routine. Non che io non sia pronta a nuove avventure e conoscenze, però non voglio abbandonare la mia vita di ora e con l’università direi che il cambiamento sarà inevitabile.

Terza e ultima cosa che al momento mi scombussola è l’argomento danza. In realtà è ancora legato al paragrafo precedente, però in questo momento ha uno spazio tutto a sé. Stasera la nostra insegnante ha scritto al nostro gruppo per le iscrizioni al nuovo anno accademico. Ma la cosa peggiore è che io non potrò iscrivermi! Andando via di casa per frequentare l’università, non avrò modo di esserci a lezione. Questa cosa ha solo che peggiorato il mio mood di stasera.

Ora vi saluto che è tardi e inizia a far freddino qui fuori. Spero, come al solito, di non avervi annoiato troppo con i miei pensieri deprimenti, ma avevo la necessità di metterli nero su bianco per rifletterci meglio e magari leggerli da un nuovo punto di vista.

Buonanotte e sogni d’oro!

Giugiu 🐼

Libertààà

5/07/17: inizio della libertààà

Nell’ultimo mese è già la terza data che scrivo, ma questa è davvero importante perché dopo dieci mesi di ansia più o meno intensa ,ma sempre presente, posso finalmente dire di essere libera dagli esami di maturità.

Gli esami scritti non sono stati poi così drammatici, l’ansia c’era comunque, soprattutto per la terza prova (12 quesiti, tre per materia), ma poi nel momento dello svolgimento è andato tutto bene perché avendo fatto delle simulazioni durante l’anno sapevamo già cosa ci avrebbe aspettato e infatti non ci sono state sorprese. Inoltre i professori erano molto informali, infatti facevano delle battute per cercare di sdrammatizzare(anche quelli esterni erano molto carini).

L’esame che più mi faceva ansia era la prova orale perché c’erano più materie coinvolte e ben sette persone che mi ascoltavano (odio le interrogazioni perché sono di fronte ad un solo profe perciò pensate davanti a sette). Comunque l’esame più temuto è quello che mi è più piaciuto. Non avrei mai pensato di dirlo ma qull’oretta non mi è pesata. Devo ammettere che quando sono uscita da quell’aula mi sentivo fiera di me,in particolare per come avevo affrontato l’esame. Prima di tutto sono stati molto inerenti alla mia tesina perciò parlavo di argomenti che mi piacevano, ma poi mi è piaciuto il fatto che mi abbiano fatto ragionare. Non erano solo puri concetti, per rispondere dovevo comunque appellarmi alle mie competenze. Ecco la cosa che mi ha dato più soddisfazione è stata proprio questa: aver capito che in cinque anni pur avendo dimenticato dei concetti ho costruito delle competenze. Da quando sono entrata da quella porta l’ansia è svanita e mi sono concentrata, non sono mai andata in crisi e per questo devo ringraziare davvero tutti i profe: mi hanno messa a mio agio e non c’era nulla di formale, poi erano davvero bravi a formulare e domande, le contestualizzavano davvero bene e ti permettevano di ragionare.

Inoltre sono contenta dell’atteggiamento che ho assunto: sicura di me, stranamente. Ho sempre avuto problemi con la timidezza ma in questo caso no, non avevo paura di esprimermi o di dire qualcosa in più riguardo al futuro o riguardo ad altri argomenti  ( ho persino corretto una profe che aveva sbagliato a formulare la domanda ) perciò mi sono sentita cresciuta, MATURA.

Il mio entusiasmo però purtroppo è stato spento due giorni dopo dal mio profe di filosofia, il quale vedendomi (ero ad ascoltare l’esame di Giugiu), mi aveva chiesto quanto mi aspettassi come voto finale e mi aveva spudoratamente detto che puntavo troppo in alto. All’inizio pensavo scherzasse,poi invece mi ha fatto un discorso serio e ho capito che non scherzava. Infatti il giorno dopo non ho ricevuto un 80 ma un 77. So che sono solo tre punti ma è da anni che sono tra il sette e l’otto e volevo sto benedetto otto! In più è il confronto con gli altri che mi pesa perché pochi sono stati meno bravi di me, per carità, qualcuno c’è, ma molti hanno preso voti molto più alti. Ciò che mi ha fatto davvero tanto ma tanto piacere sono le attenzioni che mi ha riservato il profe di filosofia quando ho visto il voto perché sapeva che non mi sentivo soddisfatta. Non ha detto chissà cosa, ma il semplice fatto di essersi preoccupato mi ha fatto piacere. Mi ha detto che valgo più di quel voto e soprattutto di non paragonarmi agli altri (cosa impossibile per me). Ha preso l’esempio poi che mi aveva fatto più arrabbiare: un mio compagno che della scuola non gliene frega nulla è uscito col mio stesso voto e il profe ha esplicitamente detto che se proprio era il suo troppo alto. Ovviamente non ha fatto nome e cognome ma capivo si riferisse a lui dato che è l’unico ragazzo uscito con 77. Infine mi ha detto che nel giro di qualche giorno non ci avrei più pensato e devo dire che ci sono riuscita meglio del previsto perché già nel pomeriggio non ci pensavo più. Inoltre ora ho proprio voglia di andare all’università, cambiare ambiente, imparare ancora di più e costruire il mio futuro per cui quanto ho preso ho preso!

Se dovessi dare un consiglio a chi deve ancora affrontare la maturità sarebbe di  stare sereni.  Io l’ho vissuta davvero male, per mesi l’ho vista come una tortura. È faticoso perché ci sono periodi impegnativi ma se si lavora bene durante l’anno e si fanno le simulazioni alla fine si è preparati e sembra di fare le verifiche che si è abituati a fare.

Da quando ho finito mi capita spesso di pensare di dover studiare perché sto perdendo tempo. Sono stata così tanto nell’ottica di dover studiare che ora mi sembra davvero strano non dover fare nulla, è come se ogni tanto tornasse quell’ansia di dover finire, dover fare, ma ora veramente basta! Sono in vacanza!!!! Inizia l’estate con la E maiuscola!!! Certo devo preparami per i test,e forse è per questo che ogni tanto l’ansia torna, ma con calma.. per un po’ mi rilasso😉

Buona serata😘

Mars✨

Andreas Muller

30.06.2017: Ho incontrato Andreas Muller.

Stato sentimentale:😍😭

Andreas è un fantastico ballerino e una fantastica persona. È da due anni che lo seguo. Già dal primo giorno  di Amici casting mi ha rubato il cuore e ha continuato a farlo con il passare del tempo.

Il 30 giugno ho partecipato a un suo evento: l’incontro con i fan e tutto l’amore che provavo per lui si è confermato tra le sue braccia.

Sono andata con quattro mie amiche, Giuli, Franci, Fabi e Mishi; siamo partite alle 11:30 anche se l’evento era alle 16, ma questa giornata emozionante per me è iniziata la sera pima quando mi sono seduta al tavolo per scrivere una lettera ad Andreas(che mai leggerà e mai avrò una risposta), è continuata durante la notte dato che l’ho sognato  ed è durata fino alla sera.

Fabi è venuta prima da me per trucco e parrucco e già lì ero in panico. Dovevo preparare tutto e non dimenticarmi nulla. Siamo partite alle 11:40 perché ovviamente ero in ritardo e da quel momento finchè non abbiamo visto Andreas mi sono sentita proprio al centro dell’attenzione grazie alle mie amiche. Quella era la MIA giornata e loro, ognuna a modo proprio, hanno fatto in modo che fosse stupenda. Dall’outfit, agli abbracci, alle foto e alle battute. Senza di loro non sarebbe stato così bello.

Dopo tre ore d’attesa sedute sul pavimento finalmente è arrivato (anche puntuale tra l’altro) e da quel momento finchè non me ne sono andata mi sono immersa in un modo parallelo da cui non sarei voluta uscire. A differenza di tutte le altre ragazze che urlavano io sono caduta in uno stato di contemplazione. Guardandolo è come se avessi raggiunto la pace dei sensi. Era proprio lui! Il suo modo di fare, le sue espressioni, la sua voce erano proprio come li avevo visti in tv e come me li immaginavo. Quegli occhi e quel sorriso che trasmettono tanto senza dire una sola parola.

Arrivato il mio turno sono salita sul palco, lui mi ha accolta con un sorriso a settantadue denti e l’ho abbracciato fortissimo. Gli ho poi dato il disegno che Fabi aveva fatto per me per farglielo autografare e gli ho chiesto se mi potesse scrivere ‘’sono il tuo guerriero’’ (non vi spiego il motivo, lui lo sa, o almeno così dovrebbe). Infine si è congratulato per il disegno, io gli ho dato la lettera e lui mi ha abbracciato di nuovo.

Detto così penserete ‘’bene è filato tutto liscio’’ e invece io non sono per niente soddisfatta. Era tutto perfetto, TUTTO, lui, le mie amiche, l’organizzazione e io l’ho rovinato. Avrei voluto colpirlo in qualche modo, fargli vedere che non sono come le altre fan, mi ero pure preparata cosa dirgli ma niente. Mentre lo abbracciavo avrei voluto dirgli ‘’sai che ora non ti lascio più’’ o ‘’mi canti una canzone di Rki?’’ o ‘’Bravo che hai smesso di fumare’’giusto per fargli fare un sorriso, avrei voluto dirgli ‘’leggi la lettera perché se no potresti perderti qualcosa’’ giusto per essere un po’ provocatoria ma niente. Sono solo riuscita a dirgli della frase del guerriero che in sé  ha un significato, ma se non gli viene dal cuore che senso ha dirgli di scriverlo? Inoltre mi ha pure chiesto ‘’tutto bene?’’ e io gli ho risposto stravelocemente senza nemmeno guardarlo negli occhi perché avevo paura mi cacciassero perché c’era molta gente e non si poteva stare lì molto. Mi sono fregata da sola! Non mi sono goduta il momento e secondo me mi ha preso solo come una ragazza ansiosa. Se ripenso alla sua faccia,ai suo occhi non riesco a metterli a fuoco, è stato tutto troppo veloce ma sono io che l’ho reso veloce per paura appunto di essere cacciata. Insomma le parole non sono uscite e quello che ho detto non l’ha sicuramente colpito. L’unica cosa in cui confido sono i due abbracci che mi ha dato. L’ho stretto a lungo e veramente forte. Spero gli sia arrivato almeno la metà di quello che provo per lui. Inoltre mentre gli chiedevo della frase era muto e non capivo se semplicemente stesse osservando il disegno o se stesse pensando ‘’sta qui è psicopatica’’. Poi anche per la lettera.. mi sembrava abbastanza indifferente mentre con altre ragazze era molto più socievole  e mi sembrava lo avessero colpito di più. Il problema è che non so se è veramente così o se è solo una mia impressione perché l’emozione era tanta. Infine dopo questo momento ho visto il video che Franci mi ha fatto mentre ero sul palco e in me sono riuscita a trovare solo difetti: i miei capelli con una forma oscena e crespi, il mio naso che non parliamone e la mia camminata da idiota. Dopo quello ho detto ‘’sicuramente non l’ho colpito’’.

Quando poi sono scesa mi sono fermata a osservarlo. Mentre le altre facevano un giro io ero lì in contemplazione. Non me ne sarei voluta andare. Lo guardavo e stavo bene. Non ci sono altre parole per descrivere come mi sentissi se non PACE DEI SENSI. Era lui! Quei gesti che avevo sempre visto da dietro uno schermo li stava facendo davanti ai miei occhi. Andare via è stato più che difficile. Ho provato la stessa sensazione di quando lascio un posto in cui ho trascorso le vacanze:Vuoto.

Era la seconda volta che vedevo una persona ‘’famosa’’. La prima volta ho visto i Dear Jack, una band di Amici, ma dopo averli salutati non provavo nessuna emozione negativa. Ero solo esaltata, ma di fatto la scorsa volta avevo solo accompagnato una mia amica. Questa volta era diverso e quella sensazione di malinconia e tristezza è stata la conferma che purtroppo di quel ragazzo sono innamorata. Per voi possono essere solo paroloni ma io vi giuro che sensazioni del genere non le ho mai provate con nessuno,se non con pochi ragazzi che mi sono piaciuti. Andreas rappresenta proprio il mio ideale di ragazzo: dolce,premuroso e sorridente. Non mi è mai capitato di prendermi così male per persone che non conoscessi, lui è proprio l’unico.

Sono consapevole che da uno schermo si possano nascondere tanti aspetti di una persona ma giuro che non ho mai capito un ragazzo quanto lui. Sono una persona che osserva molto, sono critica e non mi innamoro di una persona se non rispecchia certi ideali, ma lui li possiede. Ha una capacità di capire gli altri che è sorprendente. Mi rispecchio davvero molto in lui e non potete capire quanto vorrei conoscerlo. Passare del tempo con lui per stare bene.

I sentimenti che provo per lui sono reali. Come se lo conoscessi davvero, in questo momento sto male come quando ero innamorata di alcuni ragazzi ma l’amore non era corrisposto ed è straziante perché in questo caso è certo che non potrò MAI avere la relazione che voglio io. Che non dovrebbe essere per forza d’amore davvero, anche solo come amicizia, basta sentirmi bene come quando lo vedo, dalla tv o dal vivo come venerdì.

Non so quanti di voi siano arrivati fino alla fine perché è un articolo davvero lungo e in un certo senso anche scritto male perché è proprio un flusso di pensieri. In questo caso vorrei che arrivassero più le emozioni della parole. Comunque  spero solo che non mi abbiate presa per una ragazza pazza di qualcuno con cui non ha mai avuto nemmeno un discorso perché davvero, dovreste provare cosa significa SENTIRSI CAPITI DA QUALCUNO CHE NEMMENO SI CONOSCE.

Ora come ora mi sento davvero triste come quando vorresti raggiungere qualcuno ma non puoi. Se in più penso che tra pochi giorni ho l’orale di maturità e non sono per niente pronta sprofondo proprio nella tristezza.

In conclusione mi sento davvero strana e stanca,fate calcolo che sono stata in piedi circa due ore senza sentire nulla, ma appena mi sono rilassata sono usciti tutti i dolori e la stanchezza. Comunque  ho provato emozioni uniche che solo ora sto realizzando, faccio fatica a dare una definizione di come mi sento perché è davvero un casino, ma penso che la mia situazione si possa sintetizzare con le faccine con cui ho iniziato l’articolo: l’ immensa felicità per aver avuto la conferma che Andreas è  proprio come lo immaginavo, ma allo stesso tempo la tristezza perché non potrò mai avere quello che mi fa stare bene.

Ora vi saluto…Buona serata😘

Mars✨

P.s. Non ci credo che tutte le emozioni provate non le proverò più… vorrei sentirmi ancora in quello stato di contemplazione e ammirazione in cui le parole non servono perché tutto è perfetto.

Se solo sapesse la metà delle cose che provo per lui capirebbe che non sono una fan qualsiasi!!

In trappola

Sì,mi sento proprio così: in trappola.

L’estate è sempre stato il mio periodo dell’anno preferito, giugno in particolare perchè ho sempre fatto il cre, che io adoro, e perchè finalmente finisce la scuola perciò “addio monotonia e diamo il via alla libertà”.

Quest anno però purtroppo non è così perchè ho la maturità!! Non sono chiusa in casa da quando è finita la scuola ma sicuramente esco poco perchè devo prepararmi per gli esami e vedere sui social tutti in giro che si divertono è davvero tragico per me. Prima di tutto perchè dopo nove mesi di scuola sono stanca e non vorrei far altro che rilassarmi e divertirmi e in secondo luogo gli esami mi stanno privando della mia parte dell’anno preferita. Inoltre quando esco non sono comunque felice perchè c’è sempre quel peso che mi sta sullo stomaco e non riesco ad essere spensierata, è proprio un pensiero fisso. Il brutto è che vedo l’estate scorrermi davanti ma io non posso afferrarla perchè ovviamente tutto procede come tutte le estati, feste, cre e impegni vari, il mondo continua, non si è fermato, il problema è che io non ne posso fare parte. Mi sento proprio bloccata: gli altri fanno e io osservo da dietro un vetro.

Comunque questa sensazione non durerà a lungo, domani ho la prima prova,giovedì la seconda, lunedì la terza e l’orale dal 28 in poi, domani lo saprò con precisione. Quando sarà tutto finito peserò venti chili di meno, credo mi sentirò molto più leggera,ma per il momento non voglio immaginare troppo come mi sentirò, non vedo l’ora di viverlo e basta, poi vi dirò.

Ciò che mi affligge ora è l’ansia. Il panico. Non credo di aver mai avuto un peso simile. Ho proprio paura e non  mi sento pronta perchè non avendo concentrazione non ho fatto molto e devo ancora finire la tesina!! Cosa che mi preoccupa più di tutte perchè temo di non avere il tempo per finirla. Se fossi mercoledì all’orale sarei davvero messa male, spero solo che domani il giorno dell’orale ci venga detto solo al termine della prima prova se no altro che panico. Ci tengo un’ora a riprendermi!

Speriamo vada tutto bene e che passi in fretta!!😭

Buona serata😘

Mars✨

Nel limbo

Mi sento bloccata in un labirinto. Nulla va per il verso che desidero, o meglio quasi niente, non siamo ancora in una situazione così tragica.

Ho diversi blocchi: non va molto bene con le amiche, anzi oserei dire per niente bene, e questa cosa mi fa star male perché sono uno dei miei punti di riferimento più importanti oltre alla famiglia; il mio futuro è un enorme punto interrogativo e appare come un mare di nebbia, quando oramai dovrei prendere una decisione; la scuola mi preoccupa per la mole di lavoro che mi aspetta e alcune altre cosucce mi assillano e mettono agitazione.

Leggendo può sembrare difficile,  se non assurdo, che una persona si senta giù per queste cose che in realtà non sono questioni di vita o di morte, ma vi assicuro che sommate non sono piacevoli.
A riguardo mi viene in mente un video di psicologia che parlava proprio di questo: non importa il peso del fardello che devi sostenere, ma il tempo che passa. Il video faceva l’esempio di un bicchiere d’acqua: un conto è sostenere il bicchiere per qualche minuto, ben’altra cosa è sostenerlo per 30 minuti, un’ora, due o un giorno intero. Ecco la stessa situazione può essere applicata al mio caso, ma anche a quello di chiunque altro.

Il mio punto di fuga dalla realtà problematica, solitamente, sono l’immaginazione e la fantasia. Peccato che proprio anche su questa via ci sia un enorme muro di mattoncini che è impossibile da valicare. Infatti, ho il blocco sia del lettore che dello scrittore, ma anche i film non mi coinvolgono ed esiste un enorme stop sulle serie tv. Tuttavia, in questi giorni festivi una crepa si è fatta strada tra i mattoni: ho comprato un nuovo libro e mi sta leggermente coinvolgendo, quindi chissà se non sarà la volta buona che riuscirò a scappare dal limbo che mi tiene prigioniera.

Detto questo mi scuso per lo sfogo di stasera, ma mi è servito per radunare un po’ di pensieri.
Sperando di non avervi rattristatio annoiati,
buona serata

Giugiu 🐼

“La Bella e la Bestia” vista da grande

Vorrei scrivere un articolo che non sia una classica recensione di un film, ma piuttosto una riflessione.

Sabato scorso sono andata al cinema a vedere il nuovo film della ‘’Bella e la Bestia’’. Tralasciando i problemi tecnici, dato che ero in prima perché erano finiti i posti e avevo il collo a pezzi, mi è piaciuto molto.

Prima di tutto mi è piaciuta l’atmosfera che si è creata. Era da tanto che non guardavo una storia disney. In realtà anche da piccola non guardavo molti cartoni, però mi leggevano spesso le storie disney e quella della bella e la bestia mi è sempre piaciuta. È stato davvero bello immergersi in quel mondo magico e fiabesco, mi è sembrato di ritornare un po’ bambina. Alla fine del film, ma anche durante, ho pensato che tutte le favole che mi raccontavano da piccola hanno contribuito nella costruzione della mia indole da sognatrice.

Essere una sognatrice non significa essere ingenua e non guardare in faccia la realtà, ma sperare che il lieto fine prima o poi arrivi, non va sempre tutto bene, le difficoltà esistono ma si possono superare. In realtà questo lato del mio carattere a volte mi si ritorce contro perché ho sempre molte aspettative e  quando non si realizzano resto delusa.

Inoltre mi sono resa conto che in questo cartone, come in altri, vengono tramessi diversi valori/ideali. Valori che da bambini non si riescono bene a realizzare soprattutto se detti solo a parole, ma che vengono appresi inconsapevolmente se si vedono concretamente nei gesti dei personaggi. Diciamo che da ‘’grande’’ ho colto quegli intendi educativi che da bambino non noti.

Per essere più diretta vi farò degli esempi: l’importanza di non essere superficiali in quanto come si suol dire ‘’l’apparenza inganna’’. Inizialmente la Bestia era sempre scontrosa, infatti Belle non voleva averci a che fare, ma quando, a causa delle circostanze, è stata costretta a passare del tempo con lei si rende conto che la sua cattiveria era solo una maschera costruita a seguito della frustrazione provata a causa dei diversi fallimenti per tornare umano.

Inoltre il film conferma la teoria che la bellezza interiore è più importante di quella esteriore. A primo impatto tutti ci focalizziamo sull’aspetto fisico,anche Belle, ma se poi ci si prende il tempo necessario per conoscere più a fondo la persona che abbiamo di fronte forse saranno altri gli aspetti che gli colpiranno.

Un altro aspetto che ho colto è la bellezza di non adeguarsi e seguire la massa . Belle era definita ‘’strana’’ dai suoi compaesani, essa stessa si sentiva diversa, e beh, lo era, ma in senso positivo. Belle è stata la prima a capire la bontà nascosta della Bestia, la prima a dargli una chance, quando tutti gli altri volevano solo ucciderla. Ritenevano che essendo una Bestia fosse un pericolo, un pregiudizio che avrebbero smontato se non fossero stati prevenuti e l’avessero conosciuta.

Infine l’ ultimo elemento che voglio riportarvi è l’importanza della libertà in una coppia. La Bestia quando decide di lasciare libera Belle è timorosa perché  non sa se tornerà, ma io ritengo che proprio per mezzo della libertà si può dimostrare il proprio amore. Belle poteva scappare, non tornare più, ma ha deciso di tornare perché ormai il suo cuore apparteneva alla Bestia ed è questo il bello dell’amore: pur essendo liberi se si ama una persona si continuerà a sceglierla.

Prima di salutarvi vi lascio una frase che mi è particolarmente piaciuta. Non riguarda nessuno degli argomenti trattati in quanto parla della rabbia, ma ve la lascio comunque peerchè è davvero carina:

“Le persone dicono tante cose in preda all’ira, sta a noi decidere se ascoltarle o no”

Buona giornata😘

Mars✨

 

 

 

 

 

Il valore del tempo â³

Non so se ci avete mai riflettuto, ma quanto tempo perdiamo quotidianamente nella nostra vita virtuale? O banalmente facendo cose che non ci soddisfano? Certo vivendo in una società bisogna trovare una mediazione tra i doveri e la libertà, però quando le ore dei doveri o dell’ozio, altra grosso “colpevole” dello sfuggire del tempo, superano enormemente quelle che potremmo dedicare a ciò che più ci piace, personalmente inizio a preoccuparmi.

Ora, io non voglio “fare la morale” a nessuno, perchè sono la prima a perdermi nel labirintico mondo di internet e della vita virtuale, ma voglio riportarvi alcuni miei ragionamenti e magari suscitarne alcuni in voi su questa tematica.

Ogni tanto (penso più di quanto facciano di solito i giovani, al punto che a volte mi sento un po’ un’anziana che riflette sulla propria vita  😅) mi ritrovo a pensare e a “ricapitolare” cosa mi è successo negli ultimi mesi e ripercorro gli eventi più importanti. Immancabilmente tra i miei pensieri compare “Ma siamo sicuri che sia già passato così tanto tempo? Mi sembra di averlo fatto 5 minuti fa!” e subito dopo seguono luuunghi ragionamenti sul motivo per cui tutti (o quasi) almeno una volta nella vita abbiano detto “Sembra fosse ieri!”. Avanti chi non l’ha mai detto, ma questo secondo me è proprio indice del fatto che non ci accorgiamo effettivamente del tempo che scorre.

Oltretutto quest anno a scuola stiamo studiando moltissimi autori che parlano del valore del tempo e penso che tutto ciò mi stia influenzando enormemente. Già la mia mente si disperdeva su questa tematica, ora la cosa mi sembra anche peggiorata.

Ci sono due frasi che mi sono piaciute particolarmente: la prima è tratta da un testo di Seneca, autore molto noto per il valore che attribuiva al tempo della vita, mentre la seconda è di José Mujica

“Non abbiamo poco tempo, ma molto ne perdiamo. È stata data una vita abbastanza lunga e abbastanza generosamente per la realizzazione di grandissimi risultati, se tutta fosse impiegata bene; ma quando scorre via nel lusso e nel disimpegno, quando non viene spesa per nessuno scopo buono, alla fine,costringendoci l’estrema necessità, ci accorgiamo che è passata (la vita) che non abbiamo compreso che se ne stava andando. È così: non riceviamo una vita breve, ma la rendiamo, e non siamo poveri di essa, ma prodighi. Come le ricchezze grandi e regali, quando sono giunte ad un cattivo padrone, in breve si dissipano, e invece, per quanto modeste, se sono state affidate a un buon custode, crescono con l’utilizzo, così la nostra esistenza per chi la gestisce bene è molto ampia.”

Seneca

“Il tempo della vita è un bene nei confronti del quale bisogna essere avari.”

José Mujica

Spero di non aver toccato un argomento troppo malinconico, perchè è vero che quando si riflette sul passato si può essere assaliti dalla nostalgia.

Buonaserata, 🎀

Giugiu 🐼

La regressione verso la media

Scott: “Pensavo a una cosa che mi ha detto Deaton: la regressione verso la media”
Stiles:”Non so di che parli”
Scott: “In pratica è un modo per dire che nella vita non può andare tutto bene o tutto male, le cose vanno verso un blianciamento. Siamo in equilibrio da qualche tempo, il che vuol dire che tra un pò la bilancia si inclinerà da una parte,potrebbe andare tutto benissimo”
Stiles: “O malissimo”

Questo è un dialogo leggermente modificato tratto da teen wolf, la serie televisiva di cui vi ho parlato la volta scorsa. Ho omesso e unito alcune frasi perché erano inerenti all’episodio e inutili ai fini della comprensione del concetto che mi ha colpito: la regressione verso la media.

Credo che questo concetto descriva adeguatamente la realtà perché la nostra vita è ricca di alti e bassi. Non può andare sempre tutto male come non può andare sempre tutto bene. Si tende sempre ad un equilibrio, alla serenità, ma irromperà sempre un avvenimento positivo o negativo che porterà scompiglio.

Certo, quando tutto va a gonfie vele  pensare che qualcosa potrebbe turbare la nostra felicità non è il massimo, ma quando ci troviamo nella situazione opposta pensare che qualcosa potrebbe migliorare la nostra condizione è ciò che ci dà speranza.

Dopo aver ascoltato questo dialogo e aver fatto questa riflessione ho pensato ad un discorso di Grey’s Anatomy che Meredith ha fatto alla sua migliore amica Cristina. Secondo me ha sempre come concetto di base la regressione verso la media perciò ve lo riporto:

Questo è un luogo dove accadono cose orribili. Avevi ragione ad andare via, probabilmente ti eviti una tragedia. Guarda me, in pratica sono cresciuta qui e, avevi ragione, mi ha fatto del male,tanto che probabilmente non lo supererò mai. Ho ricordi di tante persone, persone che ho perso per sempre. Ma ho anche tanti altri ricordi. Questo è il luogo in cui mi sono innamorata, il luogo in cui ho trovato la mia famiglia. é qui che ho imparato a fare il medico, è qui che ho imparato ad assumermi la responsabilità della vita di qualcun altro. Ed è il luogo in cui ho conosciuto te. Perciò penso che questo luogo mi abbia dato tanto quanto mi ha preso. Quindi ho vissuto tanto quanto sono sopravvissuta. Dipende da come la guardi, io scelgo di vederla così e ricordarti così. Spero che tu stia bene.Ciao.

Spero vi sia piaciuto e magari,anche se non era lo scopo dell’articolo, di avervi spinto a guardare queste magnifiche serie tv😉

A presto😘

Mars✨