Un incontro inaspettato

Oggi voglio raccontarvi di Remo, un uomo settantanovenne che ho incontrato durante quella che doveva essere una camminata nel bosco con i miei genitori.

Questo pomeriggio nel mio paese c’è stata una fiera, alla quale sarei dovuta andare con le mie amiche, ma a causa del mio solito malessere non sono andata perchè l’ultima cosa di cui avessi bisogno era di passare il pomeriggio in mezzo alla folla.

Così i miei genitori mi hanno chiesto di fare una tranquilla passeggiata nel bosco, la quale però non è effettivamente avvenuta perchè arrivati al punto di partenza, per chiedere informazioni ci siamo riferiti a un signore che stava scolpendo delle pietre, con il quale abbiamo passato più di un’ora. Quando ci siamo voltati abbiamo visto un muro di sassi tutto scolpito da lui stesso.

Come vi ho già detto Remo è un uomo settantanovenne che alla domanda ”che lavoro faceva” ha risposto ‘non lo so’. Durante la sua vita ha svolto diverse attività, quello che gli capitava. Uno dei suoi passatempi è la scultura, perciò ha deciso di scolpire i sassi che componevano un muro appena all’inizio del bosco vicino a casa sua. Ci ha mostrato alcune delle sue piccole opere facendoci capire che quello che noi vedevamo non era sufficiente per capire l’intero significato delle sue piccole sculture, infatti ogni pietra era ricca di simboli e significati profondi che lui gli aveva attribuito realizzandola. Era come se ogni sua pietra parlasse di lui e del suo mondo, nel quale ci ha invitati ad entrare.

Ciò che contraddistingue quest’uomo sono la sensibilità e la capacità di trasmettere tutto ciò che di buono c’è in lui.  è umile e con la sua semplicità è in grado di arrivare al cuore della gente. Sono diversi i giornalisti, professori e fotografi che passano da lui per conoscere i suoi lavori e per fare due chiacchere. Remo è arrivato solo fino alla quinta elementare, ma ha di certo imparato cose che tante persone non hanno imparato neanche dopo anni di istruzione e formazione. A lui non interessa nè di essere conosciuto nè di un compenso, si accontenta di poter condividere quello che fa con le persone che passano di lì.  L’ho visto con i miei stessi occhi perchè mentre ci stava parlando sono passate diverse persone che lo salutavano col sorriso e piano piano molti dei passanti si fermavano ad ascoltare quello che diceva. Non mi è mai capitata una situazione simile, ma mi ha fatto pensare a quando non esisteva la tecnologia e la gente si conosceva così, parlando e incontrandosi per strada oppure quei saggi che in passato parlavano a chi incontravano, un pò come Socrate (questo accenno è dovuto al fatto che lo sto studiando in storia della pedagogia).

Nel momento in cui ci parlava o mi parlava direttamente non riuscivo quasi nenache a rispondere perchè mi ha così toccato il cuore che mi venivano le lacrime agli occhi e mi limitavo a sorridere. è stato come se mi sentissi capita e infatti ad un certo punto purtroppo qualche lacrima mi è scesa e vedendomi mi ha detto ”vedo che anche tu sei sensibile, forse anche troppo” ed è stato in quel momento che mi ha detto  che l’importante è trasmettere con il cuore, trasmettere quello che si ha dentro,proprio come fa lui.

Durante questo incontro e durante le poche lezioni universitarie in cui abbiamo parlato di come dovrebbe essere un’insegnante sento che sto crescendo e sto cercando di capire chi voglio diventare, o per meglio dire, probabilmente lo sapevo già, ma sto diventando più sicura e determinata nel diventare chi voglio senza continuare a pensare di essere sbagliata. Ma qui si pone un problema: sono felice di essere sensibile, profonda e semplice, ma ciò di cui ho bisogno è di trovare altrettante persone così, persone con cui condividere la bellezza delle piccole cose, persone che non si fermano all’apparenza, persone che non parlano se non sanno, persone che non si fermano ai pregiudizi ma cercano di capire la persona che hanno difronte, persone con cui ci si può confidare senza essere giudicati, perchè essere buoni e sensibili è bello, ma è difficile in un mondo in cui molti si fermano all’apparenza e ai pregiudizi perchè ci si sente estranei, ci si sente fuori luogo perchè non si è come gli altri. Come ho già detto sono felice di chi sto diventando, ma non voglio essere l’unica e so di non esserlo, semplicemente vorrei trovare queste persone e conoscerle, ma per il momento, non vedermi insicura  per quello che sono, ma essere più  convinta che per il lavoro che voglio fare o comunque per la persona che voglio essere è solo che un pregio, è già tanto.

Prima di salutarvi vi lascio con alcune foto che ho scattato oggi…

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L’ingranaggio che vedete al centro del cerchio rappresenta la donna che anche nel momento in cui ”si rompe” e sta male va avanti
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Questo è il classico simbolo dello ying e dello yang che indica l’incontro del bene e del male
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La foglia che vedete in alto a destra indica una bambina disabile. Non so se si vede ma la foglia è divisa a metà: una metà è piena mentre l’altra è vuota nella speranza che un giorno la bambina possa guarire e l’altra metà della foglia riempirsi
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Questa foto purtroppo non è molto a fuoco, ma da quel poco che si vede si può intravedere una chiave di violino, la quale indicherebbe una donna incinta. La foto purtroppo non sono riuscita a girarla, ma la parte tondeggiante, ovvero la sporgenza superiore. indica il ventre.
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In questa ultima foto invece si intravede un omino stilizzato (testa e spalle) in alto a destra e sotto di lui quello che sembra un fiume che scorre, il quale rappresenta tutti i pensieri che l’uomo ha dentro di sè.

Con queste foto termino il mio articolo e vi auguro una buona serata.😘

Mars✨

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Il primo impatto di una nuova vita

Buongiorno a tutti! 😘

Scusate la mia assenza, ma nell’arco di una settimana la mia vita è stata completamente sconvolta… 🙈 Eh già, è arrivato il momento in cui mi sono dovuta trasferire e ho iniziato una nuova vita lontana da tutti i miei affetti e dalla mia famiglia.

Ammetto che lo scorso weekend (sono arrivata a Pavia domenica sera) è stata dura per me e non sono mancate le lacrime, perché mi sentivo completamente impreparata, ma soprattutto, nonostante fossi consapevole che venerdì sarei comunque tornata a casa, mi sembrava di partire per un’eternità e abbandonare tutti mi risultava assai doloroso. Tuttavia, ho preparato i bagagli, ho salutato i miei parenti, per la maggior parte più entusiasti di me, e sono partita.

Per fortuna, contro ogni mia aspettativa e contro la mia paura di rimaner completamente sola, ho conosciuto fin dal primo giorno qualche ragazza del mio collegio, ma mi sentivo (e sento ancora in certi momenti) comunque malinconica verso tutto ciò che ho dovuto lasciare nella mia Valle e leggermente fuori posto perché qua è tutto completamente nuovo. In particolare, durante questi giorni ho stretto amicizia con 4 ragazze (Chiara, Irene, Alice e Martina) e devo dire che con loro mi trovo molto bene, tanto che appena finiamo lezione ci sentiamo per sapere se qualcuno è già tornato o se qualcuno ha voglia di fare un giretto nei dintorni.

Anche la città di Pavia mi piace molto: hai a disposizione tutto ciò che può servirti e soprattutto non è caotica. Quest’ultimo punto per me è particolarmente importante, perché odio il caos, mi sfinisce stare in un ambiente rumoroso e poco sereno, specialmente se si calcola che non ho mai vissuto in città, ma in una piccola frazione, e quindi non sono per niente abituata al traffico e cose del genere. Non ho ancora da girare tutta la città, però mi piace l’idea che in soli 15/20 minuti a piedi si possano raggiungere tanti posti bellissimi e il centro senza problemi, anche se ho lezione nel polo scientifico.

Questa prima settimana non è stata proprio rose e fiori, però sono contenta di esser riuscita a trovare qualcuno con cui passare il tempo, specialmente in collegio. Devo ancora migliorare sul piano delle conoscenze in università, ma sono sicura ci sia margine di miglioramento. 

Sono molto contenta anche per il fatto che ho affrontato in pochissimi giorni alcune delle mie paure più grandi, come il trasferirsi, il sapersi muovere autonomamente in una città sconosciuta e il gestire tutta una serie di questioni burocratiche.

Questa è più o meno il primo impatto con questa mia nuova vita e penso che presto vi aggiornerò. Sono molto felice che domani si torni a casa, anche se so che il viaggio mi sfinirà e che mi mancherà già un pochino la mia nuova routine… però non vedo l’ora sia domani! 😍

Baci, 😘

Giugiu 🐼

Quando tutto è nero…di nuovo

Ho pensato a lungo se raccontarvi di quello che è accaduto in questi giorni o meno e alla fine sono arrivata alla conclusione che ormai vedo il blog come un diario nel quale riporto gli eventi più significativi della mia vita, perciò non potevo di certo tralasciare questo evento che mi ha messa ko.

Lunedì 18 sono passata al test di Scienze della formazione, sono arrivata ventitresima su circa 1200 persone.

È un dato che voglio riportare non per vantarmi, ma perchè non voglio dimenticarlo, dato che è stata una delle poche volte in cui sono stata orgogliosa di me stessa. Ma non è di questo che voglio parlare, ciò che voglio dirvi è come la mia felicità sia potuta svanire in meno di 24 ore. La mattina seguente Giulia mi ha detto che non ha passato il test a Milano e che per questo sarebbe dovuta andare a Pavia a studiare.

Non ve ne abbiamo mai parlato e di certo non vorrei farlo in questo contesto, ma noi due, da ormai qualche anno,avevamo un sogno: trasferirci insieme a Milano dopo il liceo per iniziare gli studi universitari.

Come potete intuire il sogno si è spazzato e non c’è nulla che si possa fare per poterlo realizzare.

Sapete, mi sono immaginata tante volte il giorno in cui mi sarei messa davanti al pc con la gioia che sprizzava da tutti i pori per dirvi che eravamo nel nostro appartamento, che finalmente dopo anni di aspettative ce l’avevamo fatta e invece sono qui, sul divano di casa mia che cerco di capire perchè sia andata così.

Spesso vengo definita come una sognatrice, e beh sì, lo sono, mi piace immaginare viaggi e situazioni che vorrei vivere,ma che sono vaghe, situazioni che possono accadere come no, insomma che dipendono da me fino a un certo punto, questo invece era un sogno concreto, che aveva uno spazio e un tempo.Se mi avessero chiesto uno dei miei sogni avrei risposto questo, mi sarei sentita una stupida in realtà perchè quando si parla di sogni si pensa a qualcosa di più grande, ma per me questo, al momento era l’unico e sufficiente.

Andare in una nuova città, conoscere nuove persone, scoprire, cercare di essere il più indipendente possibile, sapersela cavare, fare nuove esperienze, crescere,ricominciare e tutto questo con lei. La mia migliore amica. Al mio fianco.

Più passava il tempo, più sentivo che il grande giorno si stava avvicinando e più il mio cervello,pur sapendo che sarebbe potuta finire così, era convinto che il nostro sogno sarebbe diventato realtà. Avendo avuto il sì da entrambi i genitori ero convinta che con l’impegno ce l’avremmo fatta. Non c’erano più dei no, dei divieti,poteva accadere.

In più,ome sapete, l’anno scorso non è stato uno dei migliori, non vedevo l’ora finisse tutto e il nostro sogno era la mia ancora, la mia speranza, ciò a cui mi aggrappavo quando tutto andava male.

Durante l’estate poi non vi dico, qulasiasi cosa facessi era in funzione di quello, la motivazione per studiare gli alpha test era questa, quando poipomia mia mamma mi diceva ”dai impara a fare questa cosa che poi dovrai arrangiarti a Milano” mi spuntava un sorriso perchè ormai era nella mente di tutti che sarei andata via (anche se soprattutto nella mia). Ormai tutto era legato a quel desiderio, guardavo una serie tv e pensavo ”chissà quante serate passeremo insieme a guardare episodi e a commentarli”, andavo a far la spesa e pensavo ”chissà quando andremo insieme e discuteremo su cosa è meglio comprare”. Questi sono solo piccoli esempi che il mio cervello continua a fare,li faccio da mesi automaticamente senza nemmeno pensarci e di certo non è da un giorno all’altro che smetterò di farli, inconsciamente continueró perchè questo sogno è stato nella mia mente per troppo tempo.

Ci sono tante di quelle cose che ci uniscono che anche quando non voglio pensare a come sia finita ci penso.

E penso a come devo ricostruirmi tutto qui,quello che volevo rimanesse solo passato ora deve diventare presente e non sapete quanto sia difficile doversi riabituare a qualcosa da cui volevi allontanarti e con cui pensavi di aver chiuso.

Quando sei così convinto di un cambiamento, quando dici ‘dai dai ci siamo’ e poi tutto crolla.

Ma poi io mi chiedo, perchè è diventata così tanto una certezza questo trasferimento? perchè l’ho permesso? sapevo che c’era la possibilità che finisse così ma probabilmente il mio cervello la rifiutava perchè credeva nel ”volere è potere”.

E ora mi sento vuota e sola. Quel sogno ancora irrealizzato occupava già gran parte della mia vita e ora che non c’è più mi sento vuota,senza una meta da raggiungere. Ora che sono giù non so a cosa pensare per rallegrami.Faccio sempre così, se sto male penso a qualcosa di bello che accadrà, ma ora se guardo avanti non so a cosa pensare,non vedo nulla.

So che inizio una nuova esperienza ma in questo momento non ne ho nemmeno voglia. Da un lato non ho voglia di fare nulla, mi sdraio ad ascoltare la musica e penso, ma se penso mi salgono le lacrime agli occhi o la rabbia e la voglia di prendere a pugni qualcosa. Dall’altro vorrei essere sempre impegnata perchè per lo meno cerco di concentrarmi su altro e ci penso meno, non dico che non ci penso perchè come vi ho detto mi viene in mente per tutto, ma per lo meno non sono così furiosa o sull’orlo delle lacrime, cosa che comunque temo perchè prima o poi scoppierò a piangere davanti a qualcuno.

In più ora sono spaventata, spaventata di non risucire ad uscirne, spaventata di rimanere giú tanto quanto lo scorso anno, spaventata di non vivere questo nuovo inizio come avrei voluto. E probabilmente a questo si aggiunge l’ansia stessa del nuovo inizio, del non conoscere nessuno, di sentirmi sola, di non riuscire a gestire lo studio, le lezioni e la mia vita.

E poi sono agitata, agitata da non so cosa! Non riesco a prendere nessuna decisione, è come se il mio cervello si fosse bloccato.

Mi sento fragile, indifesa, senza forze, come se una piccola cosa potesse spezzarmi.

Ho bisogno di aggrapparmi a qualcosa, ma non a una speranza, non voglio più speranze, voglio certezze.

Poi ogni tanto mi fermo e mi dico che è tutto esagerato, che la mia reazione è esagerata, la preoccupazione di mia mamma pure, e che nessuno reagirebbe male quanto me, ma è una cosa che non riesco a controllare. Ormai sono pure preoccupata per la mia reazione,ma è cosí e non riesco a cambiarla.

Penso che nulla potrebbe farmi stare meglio al momento perchè nulla mi andrebbe bene, a meno che quel fottuto test fosse uno scherzo e potessi vivere quello che avevamo sognato. Qualsiasi altra cosa che non corrisponda a ció non mi andrebbe bene, ma dato che nulla puó riportarmi indetro quello che volevo devo solo aspettare. Avere pazienza. Dare tempo al tempo. Prima o poi passerà.

E dopo aver scritto tutto ció credo di non essere riusicita a trasmettere veramente come mi sento e penso che per capire a fondo dobbiate vivere quello che ho vissuto io e la nostra amicizia. E poi…non so spiegare questo casino a me stessa quindi figuriamoci a voi.

Quando ne parlo non so perchè sto meglio, ma non appena concludo torno al punto di prima, perció non mi resta che pensare che sono passati solo pochi giorni e qualche giorno non basta per rimuovere quello che, se pur solo con la mente, stavo organizzando da anni.
Questa è stata la situazione fino a giovedì pomeriggio.

Giovedì sera ha iniziato ad esserci una svolta. Sono andata alla festa di una mia amica, la quale ha invitato tutta la classe. Come sapevo giá, abbiamo parlato per molto tempo di università,viaggi e trasferimenti. Questi discorsi mi hanno causato una duplice reazione: da un lato avrei voluto insultare chiunque mi parlasse del proprio trasferimento perchè diceva esattamente le cose che io volevo fare da anni e provavo davvero rabbia. Perchè loro si e io no? Dall’altro lato peró mi hanno trasmesso un pó di euforia, i discorsi sui corsi, gli orari mi hanno fatto pensare che comunque anche io andró all’università e un pó di entusiasmo mi è salito.

Così sono andata a letto felice, per la prima volta dopo cinque anni mi ha fatto bene una serata con i miei compagni, anche perchè ho riso un sacco e dopo tre giorni di pianto è stato solo che un bene.

Dal giorno dopo le cose sono un pó migliorate, non ho più pianto e non mi sono più fermata a fissare il vuoto, peró non mi è passato. Non sono più disperata, peró faccio finta di niente solo perchè so che anche se mostrassi la mia tristezza nulla cambierebbe, ma per ogni stupidata ancora ci penso, penso che passare dall’idea di vedersi tutti i giorni e vivere un sacco di avventure insieme al vedersi forse una volta a settimana non è facile, penso che con il tempo ci saranno nuove amicizie, che le persone cambiano e nulla resta come prima e che la lontananza non fa per me, mi ha sempre fatto paura e questa volta la sfiga non doveva mettersi contro di me.

Mars✨

​Compleblog 🎉🎆

06/09/2016 -> 06/09/2017
Un anno durante il quale la nostra valigia si è arricchita di tante piccole avventure.

Un anno in cui abbiamo viaggiato fisicamente e mentalmente.

Un anno in cui ci siamo immedesimate in tante vite diverse, grazie a libri, film e serie tv.

Un anno in cui abbiamo riflettuto e preso decisioni importanti.

Un anno ricco di capitoli che si sono chiusi e nuovi orizzonti che si stanno aprendo.

Un anno in cui abbiamo condiviso con voi tutto ciò.

Questa è la percezione che noi abbiamo avuto dell’ultimo anno. Qual è la vostra? Ci piacerebbe sapere cosa voi pensate del nostro blog, perciò abbiamo deciso di proporvi queste  domande:

• Cosa vi spinge a leggere il nostro blog?

• Avete un articolo preferito?

• Descrivete con almeno 3 aggettivi il nostro blog

• Tra le nostre categorie, quale cattura maggiormente la vostra attenzione?

• Avete dei consigli da darci affinché il nostro blog possa migliorare?

Grazie a chi finora ci ha seguite e continuerà a farlo.

Buona giornata, 😘

Mars ✨ & Giugiu 🐼

P. S. In occasione del nostro primo compleblog, abbiamo pensato di realizzare un formato cartaceo del nostro blog, così da essere sicure che i nostri elaborati non vadano perduti. Speriamo che questo diventi un appuntamento fisso anche nei prossimi anni. 😉

Giulia passione montagna 🌄

Montagna…  Luogo in cui l’uomo si rende conto della sua infinita piccolezza. Luogo in cui pare di poter solleticare il cielo con un dito. Luogo in cui metti in gioco tutto te stesso. Luogo in cui ogni giorno si giocano nuove sfide. Luogo in cui la collaborazione è fondamentale per la sopravvivenza. Luogo in cui la natura è ancora, per la maggior parte, priva di artifici umani. Luogo di pace e relax.

Questo è tutto ciò che rappresenta la montagna, almeno dal mio punto di vista. Nel momento stesso in cui sto scrivendo questo articolo mi trovo su un sasso, vicino ad un laghetto, assieme alla mia compagna di avventure Ice… il luogo mi ha ispirato (come spesso mi capita in mezzo alla natura) e quindi non ho perso tempo e ho iniziato a scrivere.

Fin da piccolissima i miei mi hanno sempre portato a camminare, partendo da percorsi più semplici e con una meta alquanto allettante agli occhi di una bambina, solitamente rifugi con parco giochi annesso o ruscelli in cui giocare; per giungere a vere e proprie escursioni in quota (penso che il punto più alto in cui io sia arrivata sia intorno ai 2800 m s.l.m.). Mi è sempre piaciuto seguire i miei genitori a spasso tra i monti, nonostante la mia pigrizia e il mio essere estremamente poco atletica. Purtroppo mi rammarico che in certe giornate abbia prevalso la pigrizia, perché così facendo  mi sono persa luoghi fantastici 😢.

Nel 2004 abbiamo iniziato a trascorrere almeno una settimana all’anno in Trentino (fatta eccezione per un anno nel quale siamo andati in Valle d’Aosta) e penso che ormai abbiamo visto tre quarti della regione, siccome sono sicura ci possa mancare ancora qualche angolino. Mi piace moltissimo andare in Trentino! 😍 Il cibo, l’ambiente e l’accoglienza sono fantastici e arriva sempre a fine primavera il momento in cui inizio a sentirne la mancanza. Le vacanze in Trentino sono alcuni dei miei ricordi più importanti, in quanto insieme a me si smobilitava sempre una bella truppa, tra cugini e zii. Solo negli ultimi anni siamo rimasti soli, poiché ormai i miei cugini, essendo cresciuti, preferiscono altro (per esempio le vacanze con l’oratorio e tutti i loro amici). A volte sento molta nostalgia per quelle vacanze di gruppo in cui si giocava e rideva all’infinito, perciò mi piacerebbe si ripresentassero occasioni simili prima o poi.

Della montagna mi piace il clima amichevole, la sensazione di libertà e la suggestione che certi paesaggi ti danno è inappagabile.

Ora vi saluto e fatemi sapere se tra di voi c’è qualche amante dell’escursionismo… 😘

Giugiu 🐼

Una notte insonne

Carissimi lettori,

è notte fonda e io e Mars siamo in after… già, abbiamo deciso d’intraprendere questa piccola sfida durante questa nottata. Ho deciso di scrivere una sorta di diario di bordo e di condividere con voi la nostra avventura. 🌙

Una veloce descrizione della situazione momentanea: io scrivo e sono più sveglia che mai, a parte qualche sbadiglio ogni tanto; Mars, invece, si lamenta in ogni modo per il sonno e sembra quasi ubriaca per la quantità enorme di stanchezza che ha in corpo… diciamo che i presupposti, almeno da parte di Mars, sono ottimali! 😂

Ore 21:00 circa: andiamo in un locale, con alcune amiche di Mars, per scatenarci a ritmo di musica. La serata complessivamente è andata bene, c’era molta gente, ma non era né eccessiva o tale da non potersi muovere o da non respirare. Purtroppo hanno messo parecchie canzoni che non conoscevo e che quindi spezzavano momentaneamente l’atmosfera, ma non sono comunque mancate le mie preferite.

Ore 00:30: usciamo dal locale e ci dirigiamo verso la macchina. Pochi minuti dopo siamo a casa e Mars già si lamenta della stanchezza… ma dobbiamo resistere! Ci cambiamo di abito e poi ci lanciamo entrambe sul divano. Iniziamo a guardare un po’ di post in Instagram, a chiacchierare e a fare un po’ di sano gossip. In questo modo si fanno abbastanza velocemente le 2:30.

Ore 02:30 circa: inizia, almeno per me, quella che rappresenta l’ora più lunga: Mars continua a dire che vuole dormire e io in ogni modo devo riuscire a tenerla sveglia. Non mi può abbandonare! Decido di giocare tutte le mie carte e la obbligo ad accendere Pretty Little Liars, serie tv che entrambe stiamo vedendo e che so la coinvolge particolarmente. Nel giro di 40 minuti finisce anche l’episodio e Mars è ancora come prima… e ora che mi invento?

Ore 03:45: troviamo un argomento di cui trattare: i futuri monolocali in cui dovremo vivere! Ma soprattutto di tutti i disagi che Mars manifesta a riguardo. Infatti, ci stiamo immaginando noi a convivere e a condividere un unico ambiente e sembra una cosa leggermente complicata al momento, soprattutto per quanto riguarda le abitudini di studio. Dopodichè siamo passate a varie riflessioni diciamo più profonde, come, per esempio, al fatto che le persone solitamente si soffermano solo su quello che hanno e non su quello che, avendo fatto determinate scelte, potrebbero aver perso… insomma, argomenti tranquilli e di ordine quotidiano. Non ce la facciamo proprio a chiacchierare del più o del meno, dobbiamo sempre andare sul complicato! 😂

Ore 04:00: ci mettiamo a ripercorrere i fili dei nostri ricordi anche per mezzo di un video che avevamo editato in occasione della gita a Ravenna e Ferrara. Questo ci porta a discutere sulle relazioni di ieri e di oggi, a momenti di malinconia e di piena incomprensione. Il silenzio piano piano si è inserito, per lasciare posto a ruggenti pensieri che non si vogliono arrestare. Ormai si sentono solo il ticchettio dell’orologio, il frigorifero in azione e Mars che morsica nervosamente e rumorosamente una gomma da masticare. In questi momenti mi sento in balìa di forze esterne che non riesco e non posso controllare, in quanto irriducibili al mio potere, e colgo tutte le problematicità e i rischi che inevitabilmente le relazioni portano con sè.

Ore 5:45: optiamo per un nuovo episodio di PLL, ma io ormai sono sconfitta completamente dal sonno e passo più tempo a lottare per tenere gli occhi aperti che a vedere la puntata.

Ore 06:30: finalmente posso andare a letto! È mattina, la nostra impresa è stata compiuta e ora posso sprofondare nel comodo letto di Mars. Ci impiego qualche minuto ad addormentarmi e, nonostante io solitamente non abbia problemi con il sonno, questa volta faccio fatica a rilassarmi e a chiudere definitivamente gli occhi. Infatti, mi sveglierò intorno alle 10, credendo di aver dormito a malapena un’oretta, completamente consapevole di aver avuto un sonno del tutto poco profondo.

Ora sono passate parecchie ore e sono tornata a casa mia. Ho cercato di dormire di nuovo, perché 3 ore per una dormigliona come me sono veramente poche, ma niente da fare… andrò a nanna presto questa sera.

Complessivamente, è stata una bella nottata. Niente di ciò che avevamo programmato, in realtà, è stato fatto, ma siamo riuscite comunque ad occupare perfettamente la nottata, senza momenti di noia (almeno per me, spero sia stato così anche per Mars). Ogni tanto queste notti, o anche solo alcune ore, in bianco mi piacciono, perché l’atmosfera è sempre più magica nelle ore notturne rispetto a quella nelle ore diurne, nonostante persone, luoghi e situazioni siano sempre le stesse.

Spero che non vi sia dispiaciuto questo mini diario di bordo, perché io mi sono divertita moltissimo a trasformare in parole tutti i momenti salienti di questa avventura…

Un abbraccio e al prossimo articolo! 😘

Giugiu 🐼

La mia piccola palla di pelo: ICE! 🐶

Ciao a tutti lettori! 😘

Oggi, come è comprensibile dal titolo vi parlo della mia piccola bestiolina! Ho visto questo tag nel video di una youtuber che seguo da tempo ormai (Blog: Julie Demar; Video in questione: Vi presento qualcuno… ) e ho deciso di riproporlo, dato che è diverso tempo che voglio presentarvi il mio tesoro, ma non trovavo un modo dolce quanto lo è l’argomento… ora che ce l’ho fatta non perdiamo tempo, quindi cominciamo!

Come si chiama? Ufficialmente Kassiopea Ice, ma in fin fine tutti quanti usiamo il suo secondo nome.

Che animale è e di che razza? È un cane, più precisamente un vivace Samoiedo.

Quanti anni ha? È nata il primo settembre del 2013, quindi tra poco ne compirà 4 (ne fa già 4… come corre il tempo! Sigh… 😢)

Da quanto tempo ce l’hai? L’abbiamo portata a casa o, per meglio dire, i miei genitori e mia sorella l’hanno portata a casa (purtroppo io, nonostante fossero passati parecchi anni dalla morte del nostro primo cane, non mi sentivo ancora pronta) nel periodo di novembre del 2013, quindi circa 3 anni e mezzo fa.

Racconta qualche sua stranezza. È un cane estremamente furbo e vivace! Bastano poche parole magiche come “giro” o “scendiamo” e lei corre davanti alla porta. Anche mettere un certo tipo di scarpe piuttosto che un’altro le fa decidere se è il caso di fiondarsi alla porta ed abbaiare oppure no. 😂 Inoltre, non può dormire senza uno di noi vicino: le prime notti abbiamo tentato di abituarla a dormir fuori o quantomeno in sala e cucina, ma non c’è stato verso… ora dorme accanto ai nostri letti tutte le notti. Ulteriori elementi che la rendono unica e inimitabile sono: 1) le cambia tantissimo la voce quando abbaia, in base al motivo (per esempio se è per gioia è molto squillante, mentre se è per difesa si abbassa notevolmente); 2) è estremamente curiosa, infila il suo nasone in ogni pertugio; 3) insegue insetti di vario genere, marmotte e, più in generale, qualsiasi cosa si muova; 4) ha paura di ogni cosa (sì, potrebbe sembrare un controsenso rispetto a quanto detto sopra, ma è così) e, in particolare, del temporale e dei botti.

Cosa significa per te e il rapporto con lui? Al costo di sembrare banale, per me lei è tutto! Nonostante l’inizio un po’ burrascoso, in pochissimi giorni, o forse ore, si è fatta strada nel mio cuore con la sua dolcezza e la sua vivacità. Quando sono triste mi sdraio accanto a lei per terra o, più semplicemente, l’abbraccio e subito mi sento meglio. È qualcosa di veramente magico il nostro rapporto… penso si possa capire fino in fondo solo se si fanno queste esperienze.

Quali sono i momenti più belli con lui? Quando la vedo correre felice e senza alcun freno nei prati o sulla neve, perchè davanti ai miei occhi c’è la rappresentazione della libertà. Un altro momento molto bello è quando ci facciamo le coccole a vicenda, lei con la sua zampina e io con la mia mano…

Che soprannomi ha? Beh, per questa sezione servirebbe un’intero libro… 😂 Diciamo che i più fantasiosi sono i nonni, perchè non sanno bene pronunciare Ice e si domandano sempre cosa significhi. Per esempio mio nonno la chiama Ghiaccio. Altri sono Lupo, Lupoide, Palla di pelo, Cucciola, Micio (siamo consapevoli non sia un gatto, ma pace! 🙈), Orsetta, Capretta (questo in realtà lo uso quasi ed esclusivamente io, perchè quando salta e mangia l’erba mi ricorda proprio una capretta, tipo quelle di Heidi), Onilup (anche per questo sono io la colpevole, ma non sto qui a spiegarvi tutti i miei deliri 😂)  e altri mille!

Spero che vi sia piaciuto conoscere qualcosa in più su Ice, la nostra modella per l’ormai lontano concorso fotografico a cui abbiamo partecipato nel mese di novembre (per chi si fosse perso le foto, questo è l’articolo in cui le mostriamo Foto del concorso ).

Buonanotte, 😘

Giugiu 🐼

Quando meno te lo aspetti

I dentisti non mi sono mai stati simpatici. Non tanto perché avessi paura quanto per il loro atteggiamento. So che non dovrei generalizzare ma dall’ esperienza che ho avuto non posso dire altrimenti, ad eccezione per gli igienisti (i due che ho avuto). L’unica occasione in cui  non mi pesa andare dal dentista è quando devo fare l’igiene 😂comunque vi racconto cosa è successo oggi.

Tra un risciacquo e l’altro il dentista, Mattia, mi ha chiesto quale università avessi intenzione di fare così gli ho elencato le opzioni: Scienze della formazione, Scienze dell’educazione e Psicologia. Mi ha subito detto il suo parere dicendomi che votava per psicologia perché era meno limitante. E fin qui tutto bene, in effetti ha abbastanza ragione, lo psicologo può lavorare in diversi ambiti, ma quando ha aggiunto che le altre erano più semplici l’ho fermato. Prima cosa scienze della formazione è cinque anni e per quel che ne so non è proprio una passeggiata e poi lui che ne sa? È un dentista, dubito abbia fatto uno di questi indirizzi. Poi beh ha aggiunto che sosteneva quello che ha detto perché aveva amici laureati in quegli ambiti.

Comunque se fino a qui ero titubante, successivamente ha recuperato punti. Mi ha chiesto su cosa facessi la tesina di maturità e quando gli ho detto che avrei trattato il tema della clownterapia mi ha riferito che una sua collega faceva da volontaria in ospedale e che mi avrebbe accompagnata volentieri da lei dopo l’igiene. Io pensavo lo dicesse tanto per dire e invece .. Detto,fatto. L’ha cercata un po’ ovunque perché non la trovava e mi ha proprio stupito quanto si fosse interessato, anche se purtroppo non sono riuscita a ringraziarlo perché quando è arrivata la sua collega è sparito, non l’ho neanche visto andare via 😰

La cosa più sconvolgente è stata vedere chi era la sua collega: l’assistente della mia dentista che io non sopporto proprio! Non c’è mezza cosa che mi piaccia di lei,del suo carattere, per quel poco che la conosco ovviamente ma comunque non mi sarei mai aspettata che svolgesse un’attività simile. Ho sottolineato ‘’per il suo carattere’’ perché non è un pregiudizio quello che pensavo ma era una conseguenza del suo modo di entrare in contatto con le persone e il suo atteggiamento. Dato che non è molto delicata ed è abbastanza scorbutica non mi sembrava adatta ad un’associazione di questo tipo però a quanto pare ne fa parte perciò probabilmente ho sbagliato qualcosa sul  suo conto.

Comunque mi ha dato il numero della presidentessa e mi ha detto di scriverle per chiderle se posso partecipare ad un incontro. Si svolgono una volta al mese e il prossimo è proprio questo venerdì!!! Spero di ricevere buone notizie. Vi farò sapere. Per il momento.. Buona giornata☀️🎀

Mars✨

P.s. rileggendo l’articolo mi sono resa conto che mi sono un po’ persa via e che è emersa molto lo stupore nel vedere chi fosse l’assistente misteriosa ma in realtà ciò che più mi ha fatto piacere è stato l’interesse di Mattia. È stato davvero carino e se non fosse stato per lui ora non avrei questa opportunità. Mi dispiace davvero non averlo potuto ringraziare e salutare mannaggia!!

The show must go on!

“Cancellerò il passato per non tornare indietro
Mentre riguardo in uno specchio i segni di chi ero
È il tempo del risveglio, risalgo dal profondo
Dopo aver fatto a pugni con me stessa credo

E credo nelle lacrime che sciolgono le maschere
Credo nella luce delle idee
Che il vento non può spegnere

Io credo in questa vita, credo in me
Io credo in una vita, credo in te
Io credo in questa vita, credo in me”

Buonasera a tutti😘

Oggi vorrei fare il punto della mia situazione. Quest’anno scolastico (fino ad ora) è stato piuttosto ostico. Ho sempre avuto degli alti e bassi, momenti di tristezza e momenti di felicità ma quest’anno è stato davvero impressionante. È l’anno in cui ho messo in discussione me e la maggior parte delle persone che mi circondano. È l’anno in cui più mi sono arrabbiata e più ho pianto. L’anno in cui ci sono state tante cose da chiarire, tanti ‘’ti devo parlare’’. Il periodaccio di cui parlavo a novembre/dicembre purtroppo permane. In queste ultime settimane, in particolare settimana scorsa ho toccato abbastanza il fondo. Ai troppi pensieri per la testa si è aggiunto un problema fisico che credevo di aver superato. Non è nulla di grave però non mi permette di concentrarmi e mi toglie le energie, ma in questo momento non posso permettermelo perché ho un bel po’ di interrogazioni, alcune anche su tutto il programma. Fatto sta che settimana scorsa sono stata a casa da scuola per riprendere le forze e ho deciso di andare in erboristeria per vedere se mi potessero consigliare qualcosa per ripigliarmi. Ciò che mi ha colpito è stato il modo in cui mi hanno consigliato il fiore da prendere. Mi hanno messo di fronte una scatola con tanti boccettini tutti uguali, ho appoggiato le mani e mi hanno fatto scegliere completamente a caso. Ho preso ‘’Emergency”, solo sentendo il nome mi sono salite le lacrime agli occhi perché solo dal nome ho capito che era quello di cui avevo bisogno. La mia era davvero un’emergenza, il tempo stringe e le scelte/ cose da fare sono tante perciò avevo bisogno di qualcosa che agisse nell’immediato. L’erborista mi ha fatto leggere la descrizione del fiore, a chi veniva somministrato e i benefici che avrebbe portato e mentre leggevo sono scoppiata a piangere. È stato dura sentirsi dire da una persona che nemmeno conosco che ero entrata in crisi, che non affrontavo le situazioni nel modo giusto e che dalla mia reazione sembrava avessi avuto un lutto!! Mi ha parlato anche del concetto di morte, non intesa come tutti la intendiamo ma come cambiamento, lasciare il passato, il dolce nido familiare per avventurarsi nell’ignoto. Il fiore mi avrebbe dovuto dare energia, coraggio e vitalità. Una frase che mi ha colpito molto è stata ‘’vedrai che con queste troverai il tempo per fare tutto’’. Io ero più che scettica, ciò che mi dava speranza era il fatto che per qualche motivo a me incomprensibile io avessi scelto inconsapevolmente il fiore di cui avessi bisogno. Il pianto da una lato era di tristezza ma dall’altro anche di sollievo perché capivo che era quello di cui avevo bisogno. Semplicemente non capivo come delle semplici gocce avrebbero potuto fare questo miracolo! Ciò che importa è che il risultato positivo è arrivato. Per i primi tre giorni alternavo momenti di ansia e tristezza (l’interrogazione di fisica ha peggiorato tutto) a momenti di tranquillità. Immaginavo nel mio corpo le gocce che combattevano con il mio io particolarmente testardo, come nel cartone ‘’Esplorando il corpo umano”, non so se avete presente. Comunque da lunedì la situazione è cambiata. Sicuramente l’interrogazione di fisica che è andata superbene ha influenzato ma in qualsiasi caso ho cambiato atteggiamento. Quel tempo che l’erborista mi ha detto che avrei trovato ora lo vedo, le scelte tanto complicate e le cose da fare restano ma ho la forza necessaria per affrontarle. Le gocce non mi hanno tolto i problemi, ma mi hanno dato lo spirito giusto per affrontarli, le energie che mi mancavano.                                                                                 Sicuramente da qui a luglio (e forse anche dopo) avrò ancora dei momenti no, ma spero di saperli fronteggiare al meglio uno alla volta.

Quest’anno credo di aver imparato molte cose, da questa esperienza in primis, ma questa storia ve la racconterò un’altra volta, magari a fine anno per fare un bilancio finale.

Per ora vorrei lasciarvi con una canzone che in queste settimane mi è stata d’aiuto. Mi raccomando, se non l’avete ancora sentita correte ad ascoltarla😉

(é la canzone del testo riportato all’inizio)

youtube.com/watch

Buona serata💕

Mars✨

P.s. Non so se il titolo sia chiaro, se vi va scrivete nei commenti la vostra interpretazione.. sono curiosa di vedere le vostre risposte😜

Una Pasqua tra ricordi e nostalgia

Ciao a tutti,

Anche se ormai è passata una settimana vorrei raccontarvi della mia domenica di Pasqua, in particolare dei pensieri che mi sono passati per la mente quel giorno. (Non è nè la descrizione del pranzo nè di quello che abbiamo fatto).

Come ogni anno io e la mia famiglia ci siamo ritrovati per pranzo e quest’anno sono venuti tutti da me perció ho dovuto aiutare la mia mami a preparare il pranzo e la tavola, ma questo non è importante perchè come ho già detto non voglio parlarvi del pranzo.

Prima del dolce ho preso il mio album fotografico e abbiamo iniziato a sfogliarlo. Abbiamo trovato molte foto di famiglia, soprattutto con i miei cuginetti, che mi hanno fatto tornare in mente tanti bei momenti passati con loro, momenti che ora purtoppo non ci sono più. Io purtroppo sono la cugina più grande, i miei cuginetti hanno tredici, nove,cinque anni e l’ultimo arrivato sei mesi. Samuele, quello di tredici anni, è quello con cui ho condiviso di più, probabilmente per vicinanza di età. Alle elementari/medie giocavo spesso con lui, d’estate qualche volta mi trasferivo da lui per qualche giorno e mi piaceva molto comportarmi da sorella maggiore. Quando poi un giorno mia zia mi ha detto che per lui ero un esempio e che mi ammirava mi sono sentita ancora piú importante. Un anno siamo anche andati in vacanza insieme, io lui e i nonni, mi ricordo quanto mi piaceva prendermi cura di lui. Poi peró sono cresciuta, sono entrata in quella brutta fase in cui mi sentivo piccola per stare con gli adulti e allo stesso tempo grande per stare con i bambini. La lontananza poi non ha contribuito, abitando un’ora di distanza ci vedevamo poco e ogni volta ci allontanavamo sempre piú. Ora è entrato lui in quella fase, si sta allontanando  dagli altri cuginetti e tende ad avvicinarsi agli adulti ma non a me. Mi fa strano dirlo ma ormai è da anni che non ci parliamo veramente. Quando ci vediamo siamo in molti quindi non ci vuole molto per evitarsi. C’è sempre un pò quell’imbarazzo che si è creato negli ultimi anni e mi dispiace molto. Mi è dispiaciuto soprattutto mentre guardavamo le foto di quando eravamo piccini, speravo che rivedendole anche lui provasse un pó di nostalgia invece era abbastanza indifferente e poi, beh.. era troppo impegnato a guardare il cellulare…

Questo distacco all’inizio non mi pesava, probabilmente perchè ero nella fase in cui mi pesava dovermi incontrare con tutti per il problema dell’età, ma ora la situazione mi rattrista.  Mi sarebbe piaciuto crescere ancora con lui ma ora siamo cosí diversi e distanti. Mi serebbe piaciuto avere un rapporto più stretto, indagare riguardo ai suoi intrecci amorosi e dargli consigli. Mi piacerebbe vederlo quasi come amico. So che si potrebbe rimediare, non è che è partito e non lo vedo più ma non so come fare, non abbiamo nemmeno una conversazione riguardo a discorsi banali, come faró ad arrivare al tipo di rapporto che mi piacerebbe avere?

Penso di voler questo legame anche perchè mi sarebbe piaciuto avere un fratello poichè il mondo maschile è veramente lontano da quello femminile e mi intriga molto conoscerlo meglio,ma per per ora non ho mai avuto queste grandi occasioni per scoprirlo.

Mi piacerebbe sapere cosa pensa lui dell’evoluzione o meglio estinzione  del nostro legame o se magari non ci ha nemmeno mai pensato…
Beh.. dopo questo dubbio amletico vi saluto e vi auguro una buona notte.😴

A presto😘

Mars✨