Primo semestre andato✅

Lunedì scorso,il 12 febbraio, è finito il mio primo semestre dell’università perciò posso dire di essere già a un decimo della mia carriera universitaria (senza nemmeno essermi resa conto che è iniziata tra l’altro).
È difficile riassumere questi mesi in un solo articolo, ma posso affermare di aver passato questi mesi tranquillamente e serenamente.
Potrei dividere questi mesi in due gruppi: ottobre,novembre e dicembre durante i quali ho seguito le lezioni e gennaio febbraio, periodo di studio intenso.
La prima parte è stata la migliore,è stato l’inizio di un mondo nuovo: ho iniziato a capire come funziona l’università e la vita da pendolare (ormai so tutti gli orari a memoria),ma soprattutto ho incontrato persone nuove, con alcune ho condiviso la maggior parte delle mie giornate in università e sto costruendo un’amicizia, con altre invece ho condiviso solo alcuni momenti come il laboratorio di pedagogia e le esercitazioni di matematica, ma non importa se questi momenti siano stati più brevi,il fatto di parlare o lavorare insieme (nel laboratorio)mi ha permesso, anche se per poco, di conoscere nuove persone.
Non bisogna dimenticarsi poi dei professori! Ho avuto tre insegnanti, un esercitatore e una conduttrice di laboratorio.
Ho ammirato l’insegnante di storia della pedagogia per la pazienza e la calma che ha sempre avuto relazionandosi e spiegando a noi studenti, ma anche la sua abilità nell’insegnare, era infatti in grado di catturare l’interesse e di dire le cose essenziali.
Ciò che invece mi ha più colpito della professoressa di pedagogia generale è stata la coerenza tra ciò che insegnava e il suo modo di comportarsi. Le sue lezioni si concentravano soprattutto sul ruolo dell’insegnante e lei cercava di mettere in pratica tutte quelle caratteristiche che dovrebbe avere l’insegnante sufficientemente buono.
Dell’insegnante di matematica non ho molto da dire, se non che mi ha affascinato il fatto che fosse molto meticolosa nella spiegazione spiegando passaggio per passaggio.
La conduttrice del laboratorio sull’osservazione l’ho incontrata solo tre volte, ma mi sono bastate per capire quanto sia importante non fermarsi all’apparenza, ma andare in fondo a ciò che si fa.
Infine c’è l’esercitatore di matematica… beh… di lui non ho niente da dire, oltre ad essere confuso nella spiegazione non lo sopportavo, però un risvolto positivo c’è: ho capito quale tipo di insegnante non voglio diventare.
Il periodo esami è stato meno piacevole visto che ho passato due mesi a studiare alternando casa, biblioteca e casa della nonna come luoghi di studio, però posso dire di essere soddisfatta: sono riuscita ad organizzare lo studio e a dare gli esami nei tempi che avevo previsto avendo così tre settimana di pausa prima dell’inizio dei nuovi corsi.
L’esame che mi ha dato più soddisfazione è stato quello che ritenevo più complicato. Ho schematizzato quattro libri per venti giorni stando impegnata mattina e pomeriggio, ma alla fine sono riuscita a prendere il mio 28 in pedagogia generale! Gli altri due esami sono andati un pò peggio:25 in matematica e 26 in storia della pedagogia, mi sarebbe piaciuto prendere uno o due voti in più, ma è la prima sessione e poi la media finale è di 26 e qualcosa perciò come inizio ci sta.
Tralasciando i voti, ciò che mi è piaciuto di più di questi esami è stata la poca ansia provata rispetto a quella che provavo alla superiori. Alla fine l’ho provata solo nei giorni degli esami stessi,anche se quella dell’esame orale è stata davvero eccessiva! Ora vi spiego la situazione: sono arrivata in università alle nove e sono stata interrogata a un quarto alle cinque perchè ero tra le ultime iscritte! A me l’attesa ha sempre ucciso, perciò immaginate come sono stata per quelle quasi otto ore!! come ha detto una mia amica ”abbiamo fatto prima a nascere”😂, però nonostante questa ansia eccessiva ho un bel ricordo di quella giornata perchè ero con Milli e Giulia, le ragazze con cui ho più legate in questi mesi e non facevamo altro che ridere per tutte le cavolate che la stanchezza, l’ansia e a disperazione ci facevano dire. Ho notato che in quella giornata ci siamo lasciate più andare, inoltre ho conosciuto nuove cose di loro avendo avuto ore e ore a disposizione. Mi sono sentita come se ci conoscessimo da sempre, tra uno sfaso e l’altro, tra le risate e i ripassi è stato più semplice affrontare la giornata.
Avviandomi alla conclusione posso dire di avere ricordi positivi legati a questi mesi, avete presente quando pensata a qualcosa e vi viene in mente come vi sentivate quando vivevate quel qualcosa? ecco quando io penso all’università mi sento serena e al posto giusto. In questi mesi passati a casa ho provato molta nostalgia delle giornate di lezione infatti non vedo l’ora che ricomincino, per rivivere la quotidianità di quelle giornate e soprattutto per vedere più spesso le mie compagne. Nonostante sia per me molto difficile stare troppo tempo in casa, credo che a livello didattico fare questa netta distinzione tra lezioni e esami sia molto utile in quanto non devi portare avanti insieme lezioni e studio,infatti ti concentri o su uno o sull’altro e questo, per quanto mi riguarda favorisce la concentrazione e diminuisce la stanchezza.
Spero di avere tutta questa positività anche nel secondo semestre nonostante mi si aggiungano diverse ore e impegni estivi quali cre, scuola in ospedale e magari le vacanze. Ammetto che temo di più il prossimo semestre perchè se in questo mi sono concentrata solo sullo studio, nel prossimo non voglio e non posso. Sarà estate anche per me e non voglio chiudermi in casa a studiare per due mesi (se non tre essendoci anche a settembre degli appelli), ma si vedrà, con calma, passo dopo passo posso farcela. Al momento vedendo come è andata questa prima parte dell’anno sono positiva, carica e curiosa di vedere come sarà questo nuovo semestre, ma nel frattempo cerco di godermi queste settimane di vacanza, per le quali ho già pensato alcune cosucce da fare, ma questa è una storia che vi racconterò più avanti😉
A presto!😘
Mars✨

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Oscillando tra il nuovo e il vecchio

Buongiorno a tutti!

In accordo con alcuni dei miei propositi per il 2018 (se ve li siete persi li potete trovare qui: Momento no, ma con nuovi propositi), l’ultimo periodo, oltre essere stato all’insegna di studio disperato e di salti nel passato, mi ha visto protagonista di nuove esperienze e sono molto felice di questi miei nuovi momenti collezionati. In particolare, questa sera vorrei concentrarmi su due elementi (uno vecchio e uno nuovo), quelli che hanno avuto maggiore effetto su di me.

Partiamo con la mia prima volta in un caffè letterario. Spessissimo in serie tv e film si vedono scene girate in questi locali pieni di poltrone, tavoli e libri e ho provato sempre un certo fascino verso questi locali. Tuttavia, non avevo mai pensato verificarne l’esistenza nella mia zona, finché Mars non è arrivata con questa fantastica idea. Purtroppo per la serata era programmato un evento jazz e né io né Mars ne siamo appassionate, però comunque è stata una serata stupenda, o almeno questo è quello che ho pensato io appena uscita da lì. A differenza di altri luoghi in cui sono andata, questo locale mi faceva sentire perfettamente nel mio mondo. Ero a mio agio e penso che proprio per questo motivo io mi sia potuta godere appieno l’atmosfera. Nonostante fosse la prima volta lì, aveva un non so che di intimo e famigliare e il tempo è volato via senza che me ne accorgessi del suo scorrere. Dopo aver scelto tra tutte le tisane a disposizione, io e Mars ci siamo messe ad aggiornarci e a chiacchierare del più e del meno, mentre io sfogliavo un libro illustrato di Van Gogh e lei il primo libro della saga di Harry Potter. Quando è giunta l’ora di andare ero un po’ triste, ma so che, ora che lo conosco, non ci vorrà molto a tornarci! Chiaramente, consiglio anche a tutti voi di provare a cercare nella vostra città un locale che vi possa offrire tutto ciò, soprattutto perché ho scoperto che organizzano diversi eventi molto interessanti.

La seconda cosa di cui voglio parlarvi è proprio Harry Potter. Penso conosciate la mia passione per questo maghetto e anche se ultimamente si era leggermente assopita, perché ero stata catturata da altre storie, da un mesetto a questa parte è tornata in modo prepotente. Causa di tutto questo è il fatto che su Italia 1 abbiano ricominciato a trasmettere i film ogni martedì sera. Fino ad ora non me ne sono persa uno, perchè, nonostante lo studio o altri impegni, facevo in modo di avere il martedì sera completamente libero. Rivedere i film mi ha fatto ricordare tutta la magia e l’amore che provo verso questo racconto, tutte le giornate che passavo senza riuscire a scollare gli occhi dalle pagine e tutti gli insegnamenti e i messaggi che ho raccolto lungo le avventure del Prescelto. In particolare, sono sempre stata profondamente catturata da come spiegano valori fondamentali, come l’amicizia e la famiglia, temi a me molto cari e che in Harry Potter hanno un ruolo imprescindibile. Pensate che fino a qualche settimana fa mi lamentavo perchè non riesco a leggere tutti i libri che vorrei e che ora sto pensando di abbandonare quelle nuove storie, solo ed unicamente per tornare a trovare questi miei vecchi “amici”.

Per oggi è tutto, spero di avervi tenuto un po’ di compagnia e che vi sia piaciuto l’articolo.

Un abbraccio,

Giugiu

Nuovo progetto in vista!

Buonasera😘

oggi voglio presentarvi un progetto che ho iniziato a intraprendere con la mia amica Ilaria: la scuola estiva in ospedale. È un progetto di volontariato nei mesi di luglio e agosto. Nel periodo in cui la scuola viene sospesa dei volontari si mettono all’opera per continuare il percorso scolastico, perché come ci hanno detto oggi ‘’la scuola va in vacanza, ma la malattia no’’.

L’ obiettivo di questo progetto è quello di portare un po’ di normalità nella vita dei bambini ospedalizzati, i quali si ritrovano in una realtà sconosciuta che nella maggior parte dei casi appare spaventosa e minacciosa.

Per svolgere questa attività bisogna fare un corso di formazione e oggi sono andata al primo incontro, durante il quale hanno presentato il progetto.

Non ho avuto grande rivelazioni perché ci hanno detto cose che già un po’ sapevo perché lo ho studiate in università e cose che avevo già letto sul sito dell’associazione che organizza questo progetto.

Ciò che mi è piaciuto molto è stato conoscere/ vedere persone che conoscevano Giulia, la ragazza a cui l’associazione è dedicata. Conoscevo già Giulia per vie indirette perché la mia profe di religione delle medie ce ne aveva parlato, ci aveva fatto leggere il libro e già allora mi aveva colpita molto, ma mai avrei immaginato di avvicinarmi a lei e alla sua associazione! È stata proprio una grande emozione, soprattutto quando ci hanno fatto vedere un suo video in cui spiegava il suo sogno: fare scuola anche in estate per quei  bambini a cui purtroppo l’estate pesa perché devono passarla in ospedale.

Mi sono piaciuti molto anche gli interventi dei volontari più esperti, i quali ci hanno raccontato le loro emozioni e i loro sentimenti dicendoci che ogni giorno è come la prima volta: prima di entrare in ospedale si è agitati perché non si sa mai bene cosa aspettarsi (è tutto abbastanza imprevedibile in ospedale), ma poi quando si esce si è sempre felici! Inoltre ci hanno detto che questa agitazione e paura viene placata dai bambini stessi, perché quando tu sei a disagio e non sai come comportarti ci pensano loro a metterti a tuo agio con la loro accoglienza e la loro voglia di vederti!

Ora non vi sto a riportare tutte le belle cose che ci hanno detto, anche perché in realtà non me le ricorderei, perché vorrei sottolineare un altro aspetto: l’aria che si respirava in quella stanza. Tutti coloro che sono intervenuti erano molto emozionati, infatti avevano la voce che tremava, ed erano pieni di amore e passione per quello che facevano. Inoltre è emersa molto la coesione del gruppo, la cooperazione che si deve creare tra colleghi e che tanto predicavano traspariva già dal loro modo di comportarsi, infatti mi sono sembrati un bel team con un obiettivo comune.

In breve sono riusciti perfettamente ad invogliarmi, così tanto che ora luglio mi sembra fin troppo lontano! Non vedo l’ora di addentrarmi negli argomenti dei prossimi incontri per prepararmi al meglio e poter poi finalmente agire e provare sulla mia pelle tutte quelle emozioni che ormai da tempo sento raccontare (ovviamente sempre nella speranza di potercela fare dato che è una realtà complessa da affrontare).

Vi tengo aggiornati😉

A presto!

Mars✨

Magico Natale!

Buonasera😘

anche se un attimo in ritardo volevo raccontarvi come è stato il  mio giorno di Natale.🌲❄

Le premesse iniziali non erano delle migliori perché ero malaticcia🤒, infatti dopo essere tornata dalla cena della vigilia con Giuli  ero nel letto con dolori ovunque mentre fuori dalla finestra sentivo gente che festeggiava la notte di Natale.

Il  risveglio però ha avuto un risvolto inaspettato, infatti più passavano le ore più stavo meglio (senza prendere nulla tra l’altro!!), così ho potuto finire di glassare i miei biscotti🍪(molto apprezzati visto i complimenti e la loro sparizione alla fine del pranzo).

Verso l’ora di pranzo sono arrivati tutti e se ne sono poi andati verso le nove di sera, non tutti ma almeno i miei cugini sì, perché si sono fermati per cena (cosa che non capitava da molto tempo e mi ha fatto molto piacere).

Lo schema della giornata è stato molto classico: regali🎁 cibo🍝 e giochi in scatola📦 ma ciò che l’ha resa stupenda sono stati il divertimento e la bella compagnia!!💕

Negli ultimi anni non sono sempre entusiasta delle riunioni di famiglia, ma nell’ultimo annetto devo dire che ci sono stata alcune occasioni in cui mi sono divertita così tanto che mi dispiaceva doverli salutare, come a Natale.

Penso che questo cambiamento sia avvenuto perché alcuni di noi hanno un’atteggiamento diverso, ho notato più unione, voglia di stare insieme e di raccontarsi, sia negli adulti che nei bambini. Il mio cuginetto più piccolo per esempio ora che ha iniziato la scuola primaria è cresciuto un sacco secondo me. Se prima gli tiravi fuori le cose con le pinze ora non chiude un attimo la bocca😂

Inoltre altra cosa che mi ha rallegrata è stato il fatto che sia riuscita a parlare con mio cugino, il più grande, quello di prima superiore. Come vi avevo detto in Una Pasqua tra ricordi e nostalgia  è stato il cugino con cui ero più legata per motivi di età, ma ora che è cresciuto ci siamo allontanati e c’è sempre abbastanza imbarazzo se dobbiamo parlarci, ma dopo aver giocato con gli altri tre idioti😂 (in senso positivo ovviamente, penso che sappiate come sia i bambini) , come accade solitamente quando si gioca, il clima è migliorato, di conseguenza quando gli altri ancora carichi sono andati in camera a giocare noi vecchi con poca energia😂 abbiamo parlato un attimo del più e del meno. Nulla di che, ma mi ha fatto molto piacere, soprattutto quando prima di andare è venuto a salutarmi dandomi un bacio. In genere o ci salutiamo normalmente o glielo do io, perciò direi che c’è stato un progresso😌
Altra cosa che mi è rimasta in mente è il clima scherzoso che si è creato soprattutto verso l’ora di cena, quando ci siamo messi a fare foto e video con gli effetti di Instagram e poi durante la cena con i più grandi quando siamo andati alla ricerca dei nostri sosia su internet. Sono tutte cavolate che però hanno portato tante risate e unione tra grandi e piccini!

Se dovessi riassumere in breve la giornata la definirei così: tanto amore❤e divertimento!😉 Quando si crea questo clima vorrei che la giornata non finisse, anche perché non ho mai la certezza che la volta dopo sarà ancora così perché spesso c’è più distacco e serietà. Quando invece ci lasciamo andare e vedo i miei cuginetti fare gli stupidi è bellissimo. Mi diverto un sacco e me li spupazzerei, anche se mi trattengo perché essendo maschi non so come reagirebbero a spupazzamenti vari😂 (mi è sempre mancata una cuginetta in effetti).

Comunque la giornata si è poi conclusa con la lettura della ”Carica dei centouno” al mio cuginetto che si è fermato a dormire. Cosa c’ è di più magico che leggere una fiaba per concludere una giornata all’insegna della serenità?😍

E voi? Come avete passato il Natale?🌲❄

Mars✨

Natale nell’aria🎄❄

Ciao a tutti,😉

Come state? Ormai il Natale è alle porte! Avete già preso i regali e pensato a cosa cucinare? Lo sentite lo spirito natalizio?

Io sinceramente negli ultimi anni non lo sento moltissimo, ma la recita di ieri di mia sorella qualcosa ha suscitato, e non mi riferisco solo al clima natalizio.

Come ogni anno la scuola ha organizzato la festa di Natale e quest’anno le terze medie hanno rappresentato ”Il piccolo principe”.

Purtroppo non ho mai potuto leggere il libro, ho sempre sentito riferimenti e letto frasi qua e là, ma questa recita mi ha invogliato a leggerlo. 

Sinceramente non ho capito il vero messaggio dello spettacolo, ho capito che i temi trattati sono molto profondi e dal mio punto di vista interessanti, come la differenza tra bambini e adulti, il prendersi cura di qualcuno e i legami che si possono creare con chi ti sta accanto. Ecco, questi temi mi toccano molto e i ragazzi hanno saputo recitare il loro ruolo benissimo, infatti ho passato tutta la recita con il sorriso. Ho passato il tempo sorridendo perché era proprio bello vedere come dei ragazzi se si impegnano possono realizzare qualcosa di davvero bello. 

Non sono mancati peró anche sentimenti negativi, infatti ho provato nostalgia per qualcosa che ho avuto / avrei voluto avere.

Ciò che ho notato è stata l’unione del gruppo che ha recitato, vederli a fine spettacolo ridere e scherzare insieme mi ha fatto pensare a ciò che spesso ho voluto, ma raramente ho avuto, per lo meno a scuola, in altri contesti a volte è stato diverso. Sia alle medie che alle superiori non mi sono mai sentita parte fondamentale della classe. Non sono mai stata una che si butta, sono sempre stata piuttosto timida e credo di aver perso diverse occasioni, ma ora credo di essere cambiata, vorrei buttarmi e fare, sentirmi veramente parte di un progetto, di un obiettivo, il problema è che faccio fatica a trovare le occasioni. Non dico che ora se le avessi sarei totalmente un’altra persona, peró ammetto e credo che un po’ diversamente mi comporterei.

Comunque, a parte queste riflessioni che stanno un po’ deprimendo l’articolo, sono stata felice di vedere quello che dei ragazzi insieme possono fare e poi non mi è dispiaciuto vedere le mie vecchie professoresse! Non ho mai avuto un gran rapporto con loro e ammetto che non ho più la memoria per ricordarmi tante cose degli anni trascorsi alle medie, peró sentirmi dire ”Quanto sei cresciuta” e fare due chiacchere non è stato male.

L’unica cosa che mi è un po’ dispiaciuta è stata vedere le prime e le seconde non fare quasi nulla, se non suonare qualche canzone con il flauto, perché alla fine i complimenti e gli applausi se li sono beccati quelli di terza in quanto erano loro i protagonisti, spero che prima o poi arrivi anche a tutti gli altri il momento di mettersi in mostra e soprattutto, spero per loro, che non si facciano scappare queste opportunità di mettersi in gioco. 
Inoltre il mio giretto in città di oggi pomeriggio ha aumentato ancora di più lo spirito Natalizio. Prima sono andata in tosteria con mia mamma e mia sorella, dove ho mangiato un toast nutella e pere fantastico (sì, per pranzo😂) e poi girovagando per la città abbiamo incontrato un sacco di persone con cui abbiamo parlato. Prima di tutto siamo andate in un negozio di dolci per prendere degli ingredienti per i biscotti che farò a Natale e qui la signora del negozio ci ha spiegato come fare la pastafrolla e altre curiosità sui dolci, poi tornando in negozio da mio papà ci siamo fermata nel bar accanto dove abbiamo conosciuto la barista e alcuni suoi amici con i quali abbiamo scambiato due chiacchere e per concludere mio papà ci ha presentato anche dei suoi clienti.

Infine tornando a casa in tram ero vicina a una famiglia con tre bimbi piccini, un’altra coppia con un bambino e tre ragazzi e niente si sono messi a parlare del più e del meno, ma c’erano così tanti sorrisi,tranquillità e serenità che mi ha ricordato molto quel clima che dovrebbe esserci a Natale, ma anche in tutti gli altri giorni dell’anno!

Ora vi saluto e vi faccio tanti auguri di Buon Natale🎄❄🎅🏻

A presto!😘

Mars✨
P.s. Vedere questo spettacolo mi ha ricordato un altro mio sogno nel cassetto: fare parte di un musical o comunque di una rappresentazione teatrale, cosa che purtroppo l’anno scorso, pur avendo fatto un corso di teatro, non ho potuto fare perché non abbiamo fatto una recita finale poiché i nostri incontri erano più di preparazione/formazione.

Una dolce mattinata🍪🍫

Tutto è iniziato con una semplice idea: cucinare i baci di dama per fare una sorpresa a mia mamma.
Aspettativa: Organizziamo bene la mattinata: studiare due ore in biblioteca, poi tornare a casa e in un’oretta/un’oretta e mezza preparare i baci di dama.

Realtà: Sono rimasta a casa tutta la mattina per cucinare😂

La preparazione non è lunghissima, ma ci sono due pause per far riposare l’impasto e 15/20 minuti per la cottura (per me doppio perché ho dovuto fare due teglie) durante le quali ho lavato i piatti e fatto altre faccende, perciò tempo per lo studio proprio non ce ne è stato!
Questa è la ricetta che ho seguito io. La ricetta l’ho presa dal sito ”Giallo Zafferano”, ma ho apportato delle modifiche alla quantità degli ingredienti perché volevo solo 30 baci e non 40 (Ecco uno di quei casi in cui capisci che le proporzioni fatte a scuola durante l’ora di matematica servono😂)

Ingredienti per 30 baci di dama

  • 112,5 grammi di Farina
  • 112,5 grammi di Mandorle pelate
  • 112,5 grammi di burro
  • 82,5 grammi di zucchero
  • 112,5 grammi di cioccolato fondente (avevo la tavoletta da 100 g e mi è bastata/leggermente avanzata, ovviamente non è stato un problema.. pane e cioccolato e via😂)
  • Estratto di vaniglia (non l’ho usato perché non lo possedevo😂)
  • Scorza di un’arancia
  • Un pizzico di sale 

    Preparazione:

    Per preparare i baci di dama, mettete le mandorle nel vaso del mixer e frullatele insieme allo zucchero, lo zucchero servirà ad assorbire l’olio che sprigioneranno le mandorle. In una ciotola aggiungete il burro morbido (ma non molle) tagliato a pezzi, la farina e le mandorle tritate e cominciate ad amalgamare con le mani.

    Quindi aggiungete all’impasto la buccia d’arancia grattugiata, l’essenza di vaniglia, e il grosso pizzico di sale. Impastate il tutto fino ad ottenere un unico panetto, avvolgetelo nella pellicola trasparente e lasciatelo riposare in frigorifero per almeno un’ora.

    Una volta che l’impasto si sarà rassodato, suddividetelo in tanti bastoncini, da cui poi taglierete delle piccole porzioni di impasto (di circa 6-8 gr) che utilizzerete per formare delle palline. Disponete le palline di impasto su una placca da forno, foderata con l’apposita carta. Rimettete di nuovo le palline così formate in frigorifero per almeno altri 30 minuti. Dopodiché infornate e lasciate cuocere in forno statico a 160 gradi per circa 20 minuti, o fino a che la base del biscotto non si sarà dorata; se utilizzate il forno ventilato, la temperatura sarà di 135 gradi. 

    Nel frattempo fate sciogliere il cioccolato a bagnomaria, oppure nel  forno a microonde. Quando i biscotti saranno cotti, lasciateli raffreddare. Aiutandovi con un cucchiaino o con una siringa, disponete il cioccolato sciolto (lasciatelo raffreddare fino a che risulti piuttosto denso) sulla parte piatta del biscotto e ricoprite delicatamente con un altro biscotto .  Mettete i baci di dama su di un vassoio  e lasciate che il cioccolato indurisca,  poi potrete servire i vostri deliziosi baci di dama.

    Ho finito i baci di dama alle 12:30, dovevo sbrigarmi a finire di sistemare le ultime cose perché mia mamma sarebbe tornata dal lavoro. Dopo aver pulito, credendo di non aver lasciato nessuna traccia, sono andata dalla nonna per lasciarle i baci, dato che avrei dovuto nasconderli fino alla sera finché non ci saremmo stati tutti, e per fare un bellissimo servizio fotografico alla mia creazione😂

    Quando sono rientrata in casa mi sento dire da mia mamma ”che profumino.. chi ha fatto la torta?” ”Ti vedo in pigiama non sei andata in biblioteca?”

    Sgamata. Credevo di aver pensato a tutto e invece non avevo pensato all’abbigliamento! Al profumo in realtà sì, avevo fatto circolare l’aria, ma a quanto pare non è bastato.

    Comunque in qualche modo ho cercato di salvarmi, ma ormai il fiuto materno stava già sospettando!😅

    Se qualcuno decide di farli, mi faccia sapere come escono😋

    Buona giornata😘

    Mars✨

    Sarà il blocco dello scrittore?

    Cari lettori,

    Oggi, o meglio, nelle ultime settimane, mi trovate in difficoltà. È passato poco più di un anno da quando abbiamo aperto questo blog, non so se si possa considerare tanto o poco, ma in qualsiasi caso, non ho quasi mai avuto problemi riguardo a cosa raccontarvi come in questo ultimo mese.

    Mi sono venute un po’ di idee, ma nel momento in cui dovevo scriverle le scartavo perché non mi soddisfacevano, ritenevo che nessuna idea rendesse giustizia a tutto quello che passava per il mio cervello dato che da quando ho iniziato l’università le cose a cui pensare sono aumentate.

    La mia routine è completamente cambiata, le persone che incontro sono cambiate e tutte le esperienze che faccio sono diverse.

    Stando via minimo dieci ore al giorno (quando vado all’università) ne capitano di cose durante la giornata, e dato che per me ogni gesto e ogni parola possono portare a una riflessione, immaginate quante cose penso con tutte le persone che incontro tra università, mezzi e le altre cosucce che ho da fare.

    Oltre all’università gli impegni fissi che ho sono: Due volte a settimana aiuto un ragazzo di prima media a studiare e il sabato mattino lo passo con il mio cuginetto di un anno per dare una mano a mia zia. Volendo diventare insegnante sono impegni dai quali posso ricavare qualcosa e che mi coinvolgono; certo mio cugino e il ragazzo che aiuto non sono nella fascia d’età con cui vorrò lavorare, ma ho pur sempre a che fare con apprendimento ed educazione. Oltre a questi, altri due impegni sono la palestra e l’incontro con gli adolescenti, perciò posso dire che un po’ di cose da fare le ho, proprio come piace a me, ma allora perché spesso mi ritrovo a sentirmi insoddisfatta? Perché sento di non essere felice?

    Vi starete chiedendo perché vi ho detto questo… beh perché, come vi ho detto all’inizio, ho tante cose diverse a cui penso e non trovo un unico argomento che possa includere tutto e descrivere come mi senta in tutte le svariate situazioni.

    Il mio umore cambia velocissimamente, ma so che sono poche le giornate in cui vado a letto veramente serena e senza pensieri, vorrei essere più leggera.

    A fine giornata spesso piuttosto che pensare ‘’cosa ho bisogno di fare’’ mi chiedo ‘’chi ho bisogno di avere accanto’’. Mi sembra che tutto sia diviso a compartimenti stagni, che mi relaziono con qualcuno solo in base all’impegno che ho condiviso con lui. Per esempio, io vado in palestra con una mia amica,la quale la sento solo per metterci d’accordo, e questo vale per tutto quello che faccio. Se io non facessi quelle attività non sentirei più nessuno, perché non c’è quel bisogno di cercarsi, di vedersi, mentre io ho bisogno di avere un gruppo di amiche,un fidanzato, persone sulle quali contare, quelle persone a cui possa sempre riferirmi e con le quali condividere idee, weekend e progetti. Persone con le quali non si parli del più e del meno perché ci si è incontrati per caso, ma persone con le quali si parli del più e del meno perché si vuole parlare del più e del più e del meno.

    Per me è questa mancanza di fondo e il fatto che pensi troppo a qualsiasi cosa che mi danno questa infelicità di base e che mi portano anche a non sapere cosa scrivere perché qualsiasi cosa scriva è solo una piccola parte del grande caos che c’è nel mio cervello.

    E qui mi rivolgo a voi.. è normale che quando si cresca accada questo? Sto cercando qualcosa che non troverò?

    Anche perché per motivi molto concreti non credo di poter trovare quello di cui ho bisogno. Qui dove abito io ho un gruppo di amiche con le quali ogni tanto mi vedo ma con cui non ho la relazione che vorrei, è sempre la stessa storia, non c’è quella ricerca continua, inoltre quelle poche persone che ho conosciuto all’università abitano lontano da me, perciò oltre all’università non ci sono punti di incontro.

    Così mi chiedo… come è possibile che dopo l’anno del cavolo che ho passato lo scorso anno io non possa essere felice? Cosa c’è che non va in me e in quello che faccio? Avrei bisogno che qualcuno me lo dicesse perché io ci sono così immersa dentro che ormai non capisco più nulla.

    Anche perché io sono convinta che sono anche altri i motivi per cui non sia felice e soddisfatta, ma al momento non li vedo perché mi concentro solo su quello di cui sento di aver bisogno e di non poter più aspettare.

    In conclusione vorrei scusarmi con voi per tutti gli articoli deprimenti che ho scritto negli utlimi mesi, chissà cosa pensate di me!! In qualsiasi caso una dote che mi contraddistingue e la sincerità, perciò  mi mostro per come mi sento, se mi concentrassi su altro ignorando ciò che per me conta mi sentirei falsa e questo blog diario non avrebbe più il valore che io gli conferisco.

    Aspetto le più svariate interpretazioni del mio stato attuale e del mio comportamento. Commentate pure, magari mi capite più di me.😉

    Mars✨

     

     

    Un incontro inaspettato

    Oggi voglio raccontarvi di Remo, un uomo settantanovenne che ho incontrato durante quella che doveva essere una camminata nel bosco con i miei genitori.

    Questo pomeriggio nel mio paese c’è stata una fiera, alla quale sarei dovuta andare con le mie amiche, ma a causa del mio solito malessere non sono andata perchè l’ultima cosa di cui avessi bisogno era di passare il pomeriggio in mezzo alla folla.

    Così i miei genitori mi hanno chiesto di fare una tranquilla passeggiata nel bosco, la quale però non è effettivamente avvenuta perchè arrivati al punto di partenza, per chiedere informazioni ci siamo riferiti a un signore che stava scolpendo delle pietre, con il quale abbiamo passato più di un’ora. Quando ci siamo voltati abbiamo visto un muro di sassi tutto scolpito da lui stesso.

    Come vi ho già detto Remo è un uomo settantanovenne che alla domanda ”che lavoro faceva” ha risposto ‘non lo so’. Durante la sua vita ha svolto diverse attività, quello che gli capitava. Uno dei suoi passatempi è la scultura, perciò ha deciso di scolpire i sassi che componevano un muro appena all’inizio del bosco vicino a casa sua. Ci ha mostrato alcune delle sue piccole opere facendoci capire che quello che noi vedevamo non era sufficiente per capire l’intero significato delle sue piccole sculture, infatti ogni pietra era ricca di simboli e significati profondi che lui gli aveva attribuito realizzandola. Era come se ogni sua pietra parlasse di lui e del suo mondo, nel quale ci ha invitati ad entrare.

    Ciò che contraddistingue quest’uomo sono la sensibilità e la capacità di trasmettere tutto ciò che di buono c’è in lui.  è umile e con la sua semplicità è in grado di arrivare al cuore della gente. Sono diversi i giornalisti, professori e fotografi che passano da lui per conoscere i suoi lavori e per fare due chiacchere. Remo è arrivato solo fino alla quinta elementare, ma ha di certo imparato cose che tante persone non hanno imparato neanche dopo anni di istruzione e formazione. A lui non interessa nè di essere conosciuto nè di un compenso, si accontenta di poter condividere quello che fa con le persone che passano di lì.  L’ho visto con i miei stessi occhi perchè mentre ci stava parlando sono passate diverse persone che lo salutavano col sorriso e piano piano molti dei passanti si fermavano ad ascoltare quello che diceva. Non mi è mai capitata una situazione simile, ma mi ha fatto pensare a quando non esisteva la tecnologia e la gente si conosceva così, parlando e incontrandosi per strada oppure quei saggi che in passato parlavano a chi incontravano, un pò come Socrate (questo accenno è dovuto al fatto che lo sto studiando in storia della pedagogia).

    Nel momento in cui ci parlava o mi parlava direttamente non riuscivo quasi nenache a rispondere perchè mi ha così toccato il cuore che mi venivano le lacrime agli occhi e mi limitavo a sorridere. è stato come se mi sentissi capita e infatti ad un certo punto purtroppo qualche lacrima mi è scesa e vedendomi mi ha detto ”vedo che anche tu sei sensibile, forse anche troppo” ed è stato in quel momento che mi ha detto  che l’importante è trasmettere con il cuore, trasmettere quello che si ha dentro,proprio come fa lui.

    Durante questo incontro e durante le poche lezioni universitarie in cui abbiamo parlato di come dovrebbe essere un’insegnante sento che sto crescendo e sto cercando di capire chi voglio diventare, o per meglio dire, probabilmente lo sapevo già, ma sto diventando più sicura e determinata nel diventare chi voglio senza continuare a pensare di essere sbagliata. Ma qui si pone un problema: sono felice di essere sensibile, profonda e semplice, ma ciò di cui ho bisogno è di trovare altrettante persone così, persone con cui condividere la bellezza delle piccole cose, persone che non si fermano all’apparenza, persone che non parlano se non sanno, persone che non si fermano ai pregiudizi ma cercano di capire la persona che hanno difronte, persone con cui ci si può confidare senza essere giudicati, perchè essere buoni e sensibili è bello, ma è difficile in un mondo in cui molti si fermano all’apparenza e ai pregiudizi perchè ci si sente estranei, ci si sente fuori luogo perchè non si è come gli altri. Come ho già detto sono felice di chi sto diventando, ma non voglio essere l’unica e so di non esserlo, semplicemente vorrei trovare queste persone e conoscerle, ma per il momento, non vedermi insicura  per quello che sono, ma essere più  convinta che per il lavoro che voglio fare o comunque per la persona che voglio essere è solo che un pregio, è già tanto.

    Prima di salutarvi vi lascio con alcune foto che ho scattato oggi…

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    L’ingranaggio che vedete al centro del cerchio rappresenta la donna che anche nel momento in cui ”si rompe” e sta male va avanti
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    Questo è il classico simbolo dello ying e dello yang che indica l’incontro del bene e del male
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    La foglia che vedete in alto a destra indica una bambina disabile. Non so se si vede ma la foglia è divisa a metà: una metà è piena mentre l’altra è vuota nella speranza che un giorno la bambina possa guarire e l’altra metà della foglia riempirsi
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    Questa foto purtroppo non è molto a fuoco, ma da quel poco che si vede si può intravedere una chiave di violino, la quale indicherebbe una donna incinta. La foto purtroppo non sono riuscita a girarla, ma la parte tondeggiante, ovvero la sporgenza superiore. indica il ventre.
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    In questa ultima foto invece si intravede un omino stilizzato (testa e spalle) in alto a destra e sotto di lui quello che sembra un fiume che scorre, il quale rappresenta tutti i pensieri che l’uomo ha dentro di sè.

    Con queste foto termino il mio articolo e vi auguro una buona serata.😘

    Mars✨

    Il primo impatto di una nuova vita

    Buongiorno a tutti! 😘

    Scusate la mia assenza, ma nell’arco di una settimana la mia vita è stata completamente sconvolta… 🙈 Eh già, è arrivato il momento in cui mi sono dovuta trasferire e ho iniziato una nuova vita lontana da tutti i miei affetti e dalla mia famiglia.

    Ammetto che lo scorso weekend (sono arrivata a Pavia domenica sera) è stata dura per me e non sono mancate le lacrime, perché mi sentivo completamente impreparata, ma soprattutto, nonostante fossi consapevole che venerdì sarei comunque tornata a casa, mi sembrava di partire per un’eternità e abbandonare tutti mi risultava assai doloroso. Tuttavia, ho preparato i bagagli, ho salutato i miei parenti, per la maggior parte più entusiasti di me, e sono partita.

    Per fortuna, contro ogni mia aspettativa e contro la mia paura di rimaner completamente sola, ho conosciuto fin dal primo giorno qualche ragazza del mio collegio, ma mi sentivo (e sento ancora in certi momenti) comunque malinconica verso tutto ciò che ho dovuto lasciare nella mia Valle e leggermente fuori posto perché qua è tutto completamente nuovo. In particolare, durante questi giorni ho stretto amicizia con 4 ragazze (Chiara, Irene, Alice e Martina) e devo dire che con loro mi trovo molto bene, tanto che appena finiamo lezione ci sentiamo per sapere se qualcuno è già tornato o se qualcuno ha voglia di fare un giretto nei dintorni.

    Anche la città di Pavia mi piace molto: hai a disposizione tutto ciò che può servirti e soprattutto non è caotica. Quest’ultimo punto per me è particolarmente importante, perché odio il caos, mi sfinisce stare in un ambiente rumoroso e poco sereno, specialmente se si calcola che non ho mai vissuto in città, ma in una piccola frazione, e quindi non sono per niente abituata al traffico e cose del genere. Non ho ancora da girare tutta la città, però mi piace l’idea che in soli 15/20 minuti a piedi si possano raggiungere tanti posti bellissimi e il centro senza problemi, anche se ho lezione nel polo scientifico.

    Questa prima settimana non è stata proprio rose e fiori, però sono contenta di esser riuscita a trovare qualcuno con cui passare il tempo, specialmente in collegio. Devo ancora migliorare sul piano delle conoscenze in università, ma sono sicura ci sia margine di miglioramento. 

    Sono molto contenta anche per il fatto che ho affrontato in pochissimi giorni alcune delle mie paure più grandi, come il trasferirsi, il sapersi muovere autonomamente in una città sconosciuta e il gestire tutta una serie di questioni burocratiche.

    Questa è più o meno il primo impatto con questa mia nuova vita e penso che presto vi aggiornerò. Sono molto felice che domani si torni a casa, anche se so che il viaggio mi sfinirà e che mi mancherà già un pochino la mia nuova routine… però non vedo l’ora sia domani! 😍

    Baci, 😘

    Giugiu 🐼

    Quando tutto è nero…di nuovo

    Ho pensato a lungo se raccontarvi di quello che è accaduto in questi giorni o meno e alla fine sono arrivata alla conclusione che ormai vedo il blog come un diario nel quale riporto gli eventi più significativi della mia vita, perciò non potevo di certo tralasciare questo evento che mi ha messa ko.

    Lunedì 18 sono passata al test di Scienze della formazione, sono arrivata ventitresima su circa 1200 persone.

    È un dato che voglio riportare non per vantarmi, ma perchè non voglio dimenticarlo, dato che è stata una delle poche volte in cui sono stata orgogliosa di me stessa. Ma non è di questo che voglio parlare, ciò che voglio dirvi è come la mia felicità sia potuta svanire in meno di 24 ore. La mattina seguente Giulia mi ha detto che non ha passato il test a Milano e che per questo sarebbe dovuta andare a Pavia a studiare.

    Non ve ne abbiamo mai parlato e di certo non vorrei farlo in questo contesto, ma noi due, da ormai qualche anno,avevamo un sogno: trasferirci insieme a Milano dopo il liceo per iniziare gli studi universitari.

    Come potete intuire il sogno si è spazzato e non c’è nulla che si possa fare per poterlo realizzare.

    Sapete, mi sono immaginata tante volte il giorno in cui mi sarei messa davanti al pc con la gioia che sprizzava da tutti i pori per dirvi che eravamo nel nostro appartamento, che finalmente dopo anni di aspettative ce l’avevamo fatta e invece sono qui, sul divano di casa mia che cerco di capire perchè sia andata così.

    Spesso vengo definita come una sognatrice, e beh sì, lo sono, mi piace immaginare viaggi e situazioni che vorrei vivere,ma che sono vaghe, situazioni che possono accadere come no, insomma che dipendono da me fino a un certo punto, questo invece era un sogno concreto, che aveva uno spazio e un tempo.Se mi avessero chiesto uno dei miei sogni avrei risposto questo, mi sarei sentita una stupida in realtà perchè quando si parla di sogni si pensa a qualcosa di più grande, ma per me questo, al momento era l’unico e sufficiente.

    Andare in una nuova città, conoscere nuove persone, scoprire, cercare di essere il più indipendente possibile, sapersela cavare, fare nuove esperienze, crescere,ricominciare e tutto questo con lei. La mia migliore amica. Al mio fianco.

    Più passava il tempo, più sentivo che il grande giorno si stava avvicinando e più il mio cervello,pur sapendo che sarebbe potuta finire così, era convinto che il nostro sogno sarebbe diventato realtà. Avendo avuto il sì da entrambi i genitori ero convinta che con l’impegno ce l’avremmo fatta. Non c’erano più dei no, dei divieti,poteva accadere.

    In più,ome sapete, l’anno scorso non è stato uno dei migliori, non vedevo l’ora finisse tutto e il nostro sogno era la mia ancora, la mia speranza, ciò a cui mi aggrappavo quando tutto andava male.

    Durante l’estate poi non vi dico, qulasiasi cosa facessi era in funzione di quello, la motivazione per studiare gli alpha test era questa, quando poipomia mia mamma mi diceva ”dai impara a fare questa cosa che poi dovrai arrangiarti a Milano” mi spuntava un sorriso perchè ormai era nella mente di tutti che sarei andata via (anche se soprattutto nella mia). Ormai tutto era legato a quel desiderio, guardavo una serie tv e pensavo ”chissà quante serate passeremo insieme a guardare episodi e a commentarli”, andavo a far la spesa e pensavo ”chissà quando andremo insieme e discuteremo su cosa è meglio comprare”. Questi sono solo piccoli esempi che il mio cervello continua a fare,li faccio da mesi automaticamente senza nemmeno pensarci e di certo non è da un giorno all’altro che smetterò di farli, inconsciamente continueró perchè questo sogno è stato nella mia mente per troppo tempo.

    Ci sono tante di quelle cose che ci uniscono che anche quando non voglio pensare a come sia finita ci penso.

    E penso a come devo ricostruirmi tutto qui,quello che volevo rimanesse solo passato ora deve diventare presente e non sapete quanto sia difficile doversi riabituare a qualcosa da cui volevi allontanarti e con cui pensavi di aver chiuso.

    Quando sei così convinto di un cambiamento, quando dici ‘dai dai ci siamo’ e poi tutto crolla.

    Ma poi io mi chiedo, perchè è diventata così tanto una certezza questo trasferimento? perchè l’ho permesso? sapevo che c’era la possibilità che finisse così ma probabilmente il mio cervello la rifiutava perchè credeva nel ”volere è potere”.

    E ora mi sento vuota e sola. Quel sogno ancora irrealizzato occupava già gran parte della mia vita e ora che non c’è più mi sento vuota,senza una meta da raggiungere. Ora che sono giù non so a cosa pensare per rallegrami.Faccio sempre così, se sto male penso a qualcosa di bello che accadrà, ma ora se guardo avanti non so a cosa pensare,non vedo nulla.

    So che inizio una nuova esperienza ma in questo momento non ne ho nemmeno voglia. Da un lato non ho voglia di fare nulla, mi sdraio ad ascoltare la musica e penso, ma se penso mi salgono le lacrime agli occhi o la rabbia e la voglia di prendere a pugni qualcosa. Dall’altro vorrei essere sempre impegnata perchè per lo meno cerco di concentrarmi su altro e ci penso meno, non dico che non ci penso perchè come vi ho detto mi viene in mente per tutto, ma per lo meno non sono così furiosa o sull’orlo delle lacrime, cosa che comunque temo perchè prima o poi scoppierò a piangere davanti a qualcuno.

    In più ora sono spaventata, spaventata di non risucire ad uscirne, spaventata di rimanere giú tanto quanto lo scorso anno, spaventata di non vivere questo nuovo inizio come avrei voluto. E probabilmente a questo si aggiunge l’ansia stessa del nuovo inizio, del non conoscere nessuno, di sentirmi sola, di non riuscire a gestire lo studio, le lezioni e la mia vita.

    E poi sono agitata, agitata da non so cosa! Non riesco a prendere nessuna decisione, è come se il mio cervello si fosse bloccato.

    Mi sento fragile, indifesa, senza forze, come se una piccola cosa potesse spezzarmi.

    Ho bisogno di aggrapparmi a qualcosa, ma non a una speranza, non voglio più speranze, voglio certezze.

    Poi ogni tanto mi fermo e mi dico che è tutto esagerato, che la mia reazione è esagerata, la preoccupazione di mia mamma pure, e che nessuno reagirebbe male quanto me, ma è una cosa che non riesco a controllare. Ormai sono pure preoccupata per la mia reazione,ma è cosí e non riesco a cambiarla.

    Penso che nulla potrebbe farmi stare meglio al momento perchè nulla mi andrebbe bene, a meno che quel fottuto test fosse uno scherzo e potessi vivere quello che avevamo sognato. Qualsiasi altra cosa che non corrisponda a ció non mi andrebbe bene, ma dato che nulla puó riportarmi indetro quello che volevo devo solo aspettare. Avere pazienza. Dare tempo al tempo. Prima o poi passerà.

    E dopo aver scritto tutto ció credo di non essere riusicita a trasmettere veramente come mi sento e penso che per capire a fondo dobbiate vivere quello che ho vissuto io e la nostra amicizia. E poi…non so spiegare questo casino a me stessa quindi figuriamoci a voi.

    Quando ne parlo non so perchè sto meglio, ma non appena concludo torno al punto di prima, perció non mi resta che pensare che sono passati solo pochi giorni e qualche giorno non basta per rimuovere quello che, se pur solo con la mente, stavo organizzando da anni.
    Questa è stata la situazione fino a giovedì pomeriggio.

    Giovedì sera ha iniziato ad esserci una svolta. Sono andata alla festa di una mia amica, la quale ha invitato tutta la classe. Come sapevo giá, abbiamo parlato per molto tempo di università,viaggi e trasferimenti. Questi discorsi mi hanno causato una duplice reazione: da un lato avrei voluto insultare chiunque mi parlasse del proprio trasferimento perchè diceva esattamente le cose che io volevo fare da anni e provavo davvero rabbia. Perchè loro si e io no? Dall’altro lato peró mi hanno trasmesso un pó di euforia, i discorsi sui corsi, gli orari mi hanno fatto pensare che comunque anche io andró all’università e un pó di entusiasmo mi è salito.

    Così sono andata a letto felice, per la prima volta dopo cinque anni mi ha fatto bene una serata con i miei compagni, anche perchè ho riso un sacco e dopo tre giorni di pianto è stato solo che un bene.

    Dal giorno dopo le cose sono un pó migliorate, non ho più pianto e non mi sono più fermata a fissare il vuoto, peró non mi è passato. Non sono più disperata, peró faccio finta di niente solo perchè so che anche se mostrassi la mia tristezza nulla cambierebbe, ma per ogni stupidata ancora ci penso, penso che passare dall’idea di vedersi tutti i giorni e vivere un sacco di avventure insieme al vedersi forse una volta a settimana non è facile, penso che con il tempo ci saranno nuove amicizie, che le persone cambiano e nulla resta come prima e che la lontananza non fa per me, mi ha sempre fatto paura e questa volta la sfiga non doveva mettersi contro di me.

    Mars✨